Ostia Antica, per perdersi nel tempo

Fuori confineOstia Antica, per perdersi nel tempo
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Ostia Antica è la più grande città romana del mondo antico e anche il sito archeologico più esteso. Per avere un’idea: occupa una superficie di 150 ettari a fronte dei 50 di Pompei e i 4 e mezzo di Ercolano. Deve la sua origine alla vicinanza del Tevere e del mare così come si evince dall’etimologia del nome che deriva da ostium che significa foce. Infatti la sua funzione di città fortificata, edificata nella seconda metà del IV secolo a.C., era quella di difendere le saline e la costa laziale in cui sfociava il fiume di Roma. 

Visita con Otto agli scavi di Ostia Antica

Ancora oggi mantiene il suo impianto di castrum dalla forma rettangolare, ordinato secondo il classico impianto romano dei due assi viari, cardo e decumano, a cui si accedeva dagli ingressi di Porta Romana, Porta Laurentina e Porta Marina.
Nonostante l’importanza raggiunta come porto fluviale e principale emporio mercantile della capitale, chi si ferma a Roma difficilmente percorre i 25 chilometri per raggiungere questo luogo che sembra fermo nel tempo. Quasi intatto non per qualche sciagura come l’eruzione del Vesuvio per le città campane, bensì perché, dopo aver raggiunto il suo massimo splendore in età augustea, dalla metà del III secolo d.C. subì un lento declino culminato nell’abbandono nel V secolo a seguito delle invasioni barbariche che afflissero l’Impero Romano.

Ostia Antica

A peggiorare la situazione contribuì il cambiamento del corso del Tevere, che portò a un progressivo interramento del porto. Dopo secoli di abbandono gli scavi iniziarono nell’Ottocento per volere di Papa Pio VII. Ma solo nel XX secolo Ostia Antica rivelò i suoi tesori: oggi il sito è uno dei meglio conservati al mondo e continua a sorprendere con nuove scoperte.

Ripercorrendo insieme al nostro Otto quelle stesse strade calpestate dagli antichi abitanti abbiamo provato a indossare con l’immaginazione i panni dei romani del tempo seguendo i tracciati delle vie lastricate, entrando nelle insulae, i condomini dell’epoca, curiosando all’interno di terme e mitrei, ammirando il maestoso Capitolium, salendo sulle gradinate del grande teatro e perfino rimanendo a bocca aperta e asciutta davanti al menu affrescato sulla parete di un thermopolio, come venivano chiamate le locande dove si fermavano locali e forestieri a mangiare cibo da asporto.

Ostia Antica

Esiste un percorso che può essere scaricato con il Qrcode all’entrata oppure ritirato in forma cartacea alla biglietteria, ma il nostro consiglio è quello di farsi rapire dal luogo perdendosi tra le strade dai grandi basoli in roccia di origine vulcanica di Ostia Antica che al suo apice contava circa 50.000 abitanti.
Entrando da Porta Romana, sulla strada che collegava Ostia Antica a Roma, si percorre un tratto fiancheggiato da diverse tombe romane che conduce alle due statue, la Vittoria Alata e Minerva, il cui originale è conservato nel Museo Ostiense.

Lungo il Decumano un elemento poco visibile ma molto importante è rappresentato dai Cippi di Caio Caninio, pretore di epoca repubblicana, con cui venivano segnati i limiti dell’area pubblica tra la strada principale e il Tevere dove era vietato costruire edifici privati perché destinata allo scarico, trasporto e stoccaggio delle merci. Non sono evidenti in quanto si trovano al di sotto del livello stradale a testimoniare il cambiamento, non solo dell’aspetto del territorio, ma di usi e leggi della città antica. In epoca imperiale infatti decadde il divieto di costruzione sull’area, il livello della strada si innalzò e i Cippi persero la loro funzione.

Uno dei punti nevralgici della città è il Piazzale delle Corporazioni con i pavimenti decorati da mosaici con iscrizioni e raffigurazioni tutte strettamente legate al commercio e alle associazioni delle professioni ancora oggi ben conservati. Ma purtroppo non abbiamo potuto ammirarli, come anche tutti gli altri presenti nelle domus e nelle terme, perché coperti per proteggerli dalle intemperie da novembre ad aprile. Un vero peccato in quanto rappresentano una delle maggiori attrattive di questo sito archeologico.

Ostia Antica

Da non perdere una sosta presso la Caserma dei Vigili del Fuoco, un servizio di sicurezza indispensabile in una città con tante abitazioni, magazzini per le merci e granai, in cui molto spesso si sviluppavano devastanti incendi. A questo scopo e per assicurare l’acqua alle abitazioni a Ostia Antica ci sono tante fontane pubbliche. Infatti nelle insulae, palazzi alti fino a 4-5 piani, non si trovava acqua all’interno in quanto solo i più ricchi potevano permettersi un allaccio privato: i meno abbienti abitavano i piani alti in quanto più si saliva più l’igiene e la sicurezza delle strutture peggiorava e invece erano i vani a livello strada quelli delle dimore delle persone più agiate. 

A piano terra c’erano anche le tabernae, i locali commerciali che insieme ai grandi magazzini chiamati horrea sono ciò che più distingue Ostia Antica, una città la cui fortuna si basava sui traffici di ogni merce. Spesso nei retrobottega, come anche negli spazi semi sotterranei delle domus più ricche, si trovavano i mitrei, templi dedicati al culto di Mitra importato dalle aree del Mediterraneo orientale e rapidamente attecchito a Roma, tanto che a Ostia Antica ne sono stati rinvenuti ben 18. Tra questi il Mitreo dei Serpenti, chiamato così per via degli affreschi di due rettili sui pannelli laterali all’altare verso cui corrono le basi rialzate lungo le pareti su cui sedevano i fedeli.

Uno degli edifici più affascinanti è il Thermopolium, una sorta di fast food, in cui c’è ancora il bancone in marmo dove venivano serviti cibi caldi, la cucina con i grandi contenitori per vino e olio, il lavandino, il fornello e la sala per le consumazioni decorata con mosaici e un affresco che mostra i cibi e le bevande in vendita.

Ostia Antica

Non mancano le terme, funzionanti grazie a un ingegnoso sistema di riscaldamento. Tra le più belle quelle di Nettuno costruite  durante l’impero di Adriano nel II secolo d.C. che presentano notevoli mosaici pavimentali che non siamo riusciti a vedere perché anche questi coperti dai teli. Ma il colpo d’occhio dall’alto della terrazza panoramica consente di ammirare lo spazio magnifico e impressionante anche con i pavimenti musivi coperti e la grande area rettangolare della palestra all’aperto circondata da colonne. 

Uno dei pezzi forti di Ostia Antica, grazie al suo ottimale stato di conservazione tanto che durante il periodo estivo ancora ospita rappresentazioni e concerti, è il teatro, uno dei più antichi di quelli romani in muratura. Costruito sotto Agrippa e più volte restaurato nei secoli, poteva accogliere fino a 3000 spettatori, sulle gradinate che seguono la naturale inclinazione del terreno, ottimizzando la visibilità degli spettacoli.

Tra le chicche anche il Molino del Silvano un vero e proprio panificio in cui ancora oggi si possono distinguere gli ambienti dove si macinava il grano, si realizzavano gli impasti e si cuoceva il pane con le macine, le vasche e il forno. Risale al 120 d.C. e si chiama così perché alle sue spalle è stato scoperto un passaggio trasformato nel III d.C. in luogo di culto dedicato a Silvano, una divinità dei boschi.

Nel Foro si concentrano gli edifici principali pubblici e di culto come il Capitolium, il tempio dedicato alle principali divinità romane Giove, Giunone e Minerva, il Tempio di Roma e Augusto e la Basilica, in cui si amministrava la giustizia.

Appena fuori la città di Ostia Antica si trova l’imponente Castello di Giulio II, il Papa che lo fece edificare nel 1483. Non lo abbiamo visitato in quanto non è consentito l’ingresso ai cani, ma abbiamo ammirato dall’esterno il maniero, che in origine era lambito dalle acque del Tevere e che successivamente, con il cambiamento del corso del fiume, la catastrofica alluvione del 1557 e la conseguente formazione di paludi malariche, venne destinato prima a fienile e poi a carcere.

Lasciando Ostia Antica si rimane con la sensazione di aver tralasciato qualcosa e sicuramente è cosi. Per cui, non si può pensare di non tornare, intanto per ammirare i mosaici e magari approfittare di una visita guidata per essere certi di non perdere nulla! 

Ostia Antica

Il Parco Archeologico di Ostia Antica è aperto da martedì a domenica e nei giorni festivi; chiuso tutti i lunedì. 

Gli orari variano a seconda della stagione:

  • Dal 25 ottobre al 28-29 febbraio: dalle 8:30 alle 16:30 (ultimo ingresso ore 15:30)
  • Dal 1° marzo al 31 marzo: dalle 8:30 alle 17:15 (ultimo ingresso ore 16:15)
  • Dal 1° aprile al 30 settembre: dalle 8:30 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)
  • Dal 1° ottobre al 24 ottobre: dalle 8:30 alle 18:30 (ultimo ingresso ore 17:30)

Il biglietto intero costa 18€ ed è valido per 8 giorni dal primo ingresso.

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Rosalia
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