Ginevra è una città cosmopolita e internazionale che riserva molte sorprese: è, infatti, la capitale dell’orologeria di lusso ma anche sede di numerose organizzazioni internazionali tra cui l’ONU e la Croce Rossa.

Una piccola grande città

Certo un giorno non basta per visitare i suoi tanti musei e le gallerie d’arte ma è sufficiente per un giro sul lungolago e nella parte antica della città che è fatta su misura per chi ama bighellonare tra strette stradine lastricate e piazze con al centro fontane adornate di fiori.

Il nostro giro ha avuto inizio dal lungolago che costeggia lo specchio d’acqua simbolo di Ginevra ed è attraversato da battelli che collegano Francia e Svizzera e che sono l’occasione ideale per suggestive crociere sulle sue acque, e dalle Mouettes, taxi acquatici che permettono di spostarsi rapidamente da una parte all’altra.

Ginevra

Nel punto in cui le acque del lago Lemano confluiscono in quelle del Rodano si eleva uno dei simboli di Ginevra: si tratta del Jet d’eau, la fontana più alta d’Europa, il cui getto si alza per 140 metri alla velocità di 200 km orari, con una portata di 500 litri d’acqua al secondo. Il Jet d’eau è visibile da tutta la città e fu creato per alleviare la pressione dell’acqua in seguito alla costruzione di una centrale idroelettrica poco lontana; è stato spostato varie volte e ha trovato la sua collocazione definitiva nel 1891.

Altro simbolo indiscusso della città di Ginevra insieme al Jet d’eau è l’Orologio Fiorito nei Jardin Anglais, composto da migliaia di fiori colorati, il cui look varia ogni anno: un omaggio all’industria orologiera ginevrina. Inevitabile la foto ricordo con lo sfondo del Lago Lemano e con questa decorazione tanto bella quanto unica, con l’orologio dal diametro di quasi 5 metri e la lancetta dei secondi raggiunge i 2,5 metri.

Dall’altra parte della strada l’attenzione viene invece catturata dalle enormi insegne luminose dei produttori di orologeria di lusso, come Rolex, Cartier, Patek Philippe in cima ai palazzi.

Entrando nel centro storico, la meta è l’imponente Cattedrale di St. Pierre che fu eretta nell’XI secolo in stile gotico nel punto più alto della città vecchia. Nel 1536 la chiesa passò al culto protestante e venne in seguito rimaneggiata aggiungendo una facciata classicheggiante risalente al XVIII secolo. L’interno si presenta sobrio e spoglio e l’unica nota di colore sono le vetrate: qui Giovanni Calvino, uno dei principali esponenti della Riforma, ha letto e commentato le Sacre Scritture per ben 23 anni.

Il centro della città vecchia è la medievale Piazza Borg-de-Four, su cui troneggia una fontana del ‘700. Piacevole anche d’inverno, nelle giornate più soleggiate, fermarsi ai tavoli all’aperto dei bar che si affacciano su questo slargo, originariamente un foro romano, che è la piazza più antica di Ginevra.

A pochi passi dalla Cattedrale, si trova il Parc des Bastions che all’ingresso sul lato di Place Neuve ospita diverse scacchiere a grandezza naturale dove poter giocare a scacchi o a dama con altre persone.

Verso la metà della Promenade, si para davanti una maestosa parete di 100 metri, il Monument de la Réformation edificato per commemorare il quattrocentesimo anniversario della nascita di Calvino, su cui spiccano statue alte fino a 5 metri, che celebrano i principali esponenti della Riforma, insieme ad altri protagonisti illustri legati a Ginevra.

Al centro, i calvinisti Teodoro di Beza, Giovanni Calvino, Guglielmo Farel, John Knox. Ai lati, personaggi di rilievo come Guglielmo I d’Orange e Oliver Cromwell.
La scritta che corre lungo il muro è il motto della Riforma Protestante e anche di Ginevra stessa: Post Tenebras Lux (Dopo le tenebre la luce).

Addentrandosi per le vie residenziali del quartiere di Tranchées, sede di molte delle rappresentanze diplomatiche di Ginevra, lo sguardo viene catturato da cinque cupole d’oro che emergono in mezzo agli austeri palazzi ottocenteschi. Si tratta della Cathédrale de l’Exaltation de la Sainte Croix, più comunemente chiamata l’Eglise Russe. La costruzione di questa chiesa risale al 1862, quando il comune di Ginevra donò alla comunità ortodossa il terreno dove poi venne edificata la chiesa con fondi provenienti dalla Russia e, si narra, grazie anche al contributo della famiglia dello Zar Nicola II.

Per gli acquisti non abbiamo avuto dubbi: cioccolatini e deliziosi nonché preziosi pavés glacés di Auer, piuttosto cari ma buonissimi.

Ultima nota, pratica, sulle toilette: ricordate che in città sono tutte a pagamento e soprattutto con macchinette davanti alla porta che accettano solo franchi svizzeri. Quindi munitevi di spiccioli in loco per tutte le evenienze!

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