Lecce col naso all’insù – prima puntata

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Lecce

 

Lecce è una città salotto da visitare a piedi passeggiando con gli occhi al cielo e il naso per aria. Solo così si godono appieno le bellezze della cittadina: balconate in ferro battuto, giardini pensili, facciate di chiese e palazzi, stemmi gentilizi, telamoni e fregi barocchi, portali, archi e statue scolpite nella tenera pietra leccese.

Si può cominciare da Piazza Sant’Oronzo sulla quale svetta la statua benedicente in legno rivestito in rame del patrono. Per vederla bisogna rivolgere lo sguardo in alto in quanto è montata su una delle due colonne terminali, alta 29 metri, della Via Appia di Brindisi, donata a Lecce per grazia ricevuta dallo stesso Santo. Se poi ci si guarda intorno, oltre all’anfiteatro romano del II secolo d.C. che occupa gran parte della piazza, si scorgono la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa di San Marco e il Sedile del 1592 che custodisce un busto di Carlo III di Borbone con una lettera di ringraziamento in spagnolo per il dono di due ampolle d’olio miracoloso della lanterna di Sant’Oronzo.

Passeggiando tra le strade, rapiti dallo spumeggiante Barocco, ci rendiamo conto che la descrizione, della città come “sciame d’api” dello storico dell’arte Cesare Brandi calza a pennello a Lecce, capace di stordire per pienezza ed eccesso. Giungiamo così dinanzi alla Basilica di Santa Croce con l’attiguo ex convento dei Celestini. E in un sol colpo d’occhio è quasi impossibile abbracciare l’intera variazione di simboli ai quali la creatività degli scalpellini salentini ha dato vita.

Un miracolo di equilibrio di spazi e di volumi è Piazza del Duomo: qui il naso all’insù è d’obbligo per ammirare il campanile a cinque piani e alto ben 70 metri. A faccia in su si scorgono i particolari delle tre porte che racchiudono il centro storico leccese. Su Porta Rudiae svettano le statue di Sant’Oronzo, Santa Irene e San Domenico; su Porta Napoli o Arco di Trionfo fa bella mostra di sé il frontone triangolare sul quale sono scolpite le insegne imperiali, mentre su Porta San Biagio troneggia la statua del santo che dà il nome alla porta.

Attraversata Porta San Biagio sulla destra la sosta consigliata per chi come noi viaggia con un amico a 4 zampe è presso il Bar Astoria (Piazza d’Italia 2 – Info: +39 0832 302081), il primo dog friendly della città in cui bere il cappuccino e gustare il pasticciotto in compagnia del proprio cane. Su Piazza Italia si affacciano i giardini intorno al Monumento dei Caduti. Qui Arturo ha fatto la conoscenza di Ettore, un Golden Retriever di 8 anni, mentre noi ci siamo intrattenuti col suo padrone e insieme poi abbiamo percorso Via dei Perroni fino alla Chiesa di San Matteo.

(Ph. di Lucilla Cuman)

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