Il tempo delle mele in Puglia

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Martina Franca

La maggiore concentrazione di trulli si trova in Valle d’Itria nel territorio compreso tra Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Ceglie Messapica, ma in Puglia ci sono altre zone in cui questo particolare tipo di costruzione, adibita ad abitazione, a ricovero di animali e a deposito di derrate alimentari e attrezzi agricoli, è molto diffusa. Molte sono, per esempio, le masserie costituite da coni di varia grandezza posti gli uni accanto agli altri nella Murgia dei Trulli nella campagna intorno a Martina Franca.

Percorrendo la strada che da Martina conduce a Noci si incontrano, candide macchie tra il verde intenso dei boschi di fragno, diverse strutture con l’inconfondibile “skyline” dei trulli inframezzato da tetti a pignon. Moltissime di queste masserie sono aziende agricole in piena attività che si rivolge soprattutto all’allevamento di bovini da latte, ovini e caprini. Qualcuna si è aperta all’ospitalità abbinando visite a stalle e caseifici oppure raccolta di prodotti bio direttamente dagli orti e dai frutteti o dolci sonni in ambienti che una volta erano adibiti a granai, locali per l’affumicatura di salumi e formaggio ricoveri per pecore, mucche e buoi.
Ma questo territorio riserva altre sorprese. Infatti, in questa stagione passeggiare tra i dolci pendii della campagna di Martina Franca può provocare un po’ di confusione: tutt’intorno file e file di alberi carichi di mele rosse e gialle riportano alla mente più paesaggi trentini che pugliesi. Ma è vera Puglia anche questa. Qui, infatti, dal 1986 la signora Maria Gironimo, proprio dopo un viaggio in Alto Adige, volle cominciare a sperimentare la coltivazione del melo su un’iniziale superficie di poco più di un ettaro e mezzo. Oggi gli ettari di meleti dell’Azienda La Murgina (Via Noci – Zona D. 793, Martina Franca – +39 080 4400396 – info@lamurgina.it) sono 24 e le tipologie di mele prodotte ben sei: Golden, Delicious, Royal Gala, Red Delicious, Jonagold, Granny Smith, Fuji. Nel punto vendita aziendale, oltre alle profumatissime e succose mele, si possono acquistare altri prodotti come marmellate e succo di mela ma anche aceto e cotto da utilizzare su insalate, formaggi e dolci.

Martina Franca è a pochi chilometri e vale sempre una visita. La cittadina emerge tra tutti i borghi della Valle d’Itria per la sua eleganza da vecchia signora vestita di trine e merletti barocchi. Passeggiando per il centro storico, dopo aver varcato il monumentale Arco di Santo Stefano, si viene subito catturati dall’imponente Palazzo Ducale fatto erigere da Petracone V Caracciolo nel 1668, ma anche dalle facciate e dai balconi rococò di palazzi e chiese sparsi tra le strette strade lastricate. Il Palazzo Ducale merita di essere visitato per ammirare la Cappella dei Duchi e le meravigliose stanze affrescate dal pittore Domenico Carella chiamate dell’Arcadia, del Mito e della Bibbia. E’ bello perdersi tra il dedalo di viuzze scoprendo a ogni passo le bellezze di Martina, ma prima è doveroso fermarsi davanti alla maestosa Basilica Minore di San Martino e non perdere il suo interno arricchito da opere d’arte di pregio.

Per chiudere in dolcezza e bontà, i nostri indirizzi golosi: caffè e bocconotto nelle due versioni alla sola crema pasticcera o alla crema e amarena, da Caffè Florien (Viale dei Lecci 26, Martina Franca – +39 080 4806770), il capocollo, l’insaccato affumicato al profumo di timo, mortella e alloro Presidio Slow Food, da Michele Cito (Via Maria D’Enghien 17, Martina Franca – +39 080 4857875) e dal leggendario Vituccio Serio detto “Salvasod”, titolare di una macelleria attiva in paese dal 1919, gnumariedde, salsicce e bombette cotte al fornello e disponibili il martedì, il giovedì e il sabato (indispensabile la prenotazione perché la lista d’attesa è di minimo tre mesi: Via Francesco Ferrucci 15, Martina Franca – +39 080 4806250).
La sosta gourmet a pranzo o a cena si fa da Gaonas Officine del Gusto (Via Arco Valente 17, Martina Franca – +39 080 4834886 – +39 329 3093665 – info@ristorantegaonas.it officinedelgusto@libero.it) dove Gianfranco Palmisano saprà deliziarvi con i suoi “piatti forti”, a partire dai ravioli di burrata locale con fiori di zucchina e cacio ricotta e dal maialino al Negroamaro in crosta di sfoglia e patate, in un ambiente intimo e molto “caldo” nel cuore del centro storico della cittadina barocca. La curiosità? L’origine del nome del locale deriva da un illustre personaggio di Martina Franca, Padre Bonaventura Gaona, che visse umilmente e in povertà la sua vita ed ebbe il dono della profezia e dei miracoli. Oggi i “miracoli” si ripetono in cucina, luogo in cui i prodotti locali vengono trasformati in gustose specialità da Gianfranco che utilizza un sistema originale di cottura a bassa temperatura e con tempi lunghi.