L’Aquila è tutta un cantiere, anzi sono circa duecento quelli in attività e la selva di gru, che incombe sulla città ed è ben visibile già dall’autostrada man mano che ci si avvicina al capoluogo abruzzese, lo testimonia.

Circa duecento i cantieri in attività in città

Cantieri apertiCome promesso noi siamo tornati a L’Aquila, questa volta per dare atto dell’effervescenza che vi si respira. Mentre nel 2011 il cantiere attivo era soltanto uno, quello della chiesa di San Bernardino, oggi sono molti gli edifici, fra chiese e palazzi, ristrutturati o in fase di completamento.

Cantieri aperti

E la zona rossa, quella off limits per pericolo di crolli, si è notevolmente ridimensionata.

Cantieri aperti

In occasione dell’educational tour organizzato da Officina L’Aquila abbiamo potuto constatare di persona l’avanzamento dei lavori visitando, con tanto di elmetto in testa, cinque cantieri aperti, dal Teatro comunale ai palazzi più rappresentativi del centro storico della città.

Cantieri aperti

E’ il secondo anno che grazie a “Officina L’Aquila – incontri internazionali” la manifestazione promossa e organizzata da ANCE Abruzzo, insieme ad ANCE L’Aquila, ANCE Chieti, ANCE Pescara, ANCE Teramo e Carsa srl, previa prenotazione, è possibile effettuare visite formative guidate nei cantieri della ricostruzione.

Cantieri aperti

Ma non solo. L’iniziativa mira anche a contribuire alla buona pratica della ricostruzione aquilana attivando un dibattito con esperti italiani in tema di edilizia, restauro, riqualificazione urbana, adeguamento energetico, sicurezza sismica, comunicazione nell’emergenza e turismo. Quest’anno la domanda di poter partecipare alle visite è stata superiore all’offerta alla quale si è dovuto porre un limite per motivi di sicurezza, limitandola a 750 presenze (con una media di 250 al giorno).

Cantieri aperti

Dunque un successo quello di “Cantieri aperti”, appannato soltanto dal clima di scetticismo che ancora c’è intorno alla ricostruzione, di cui siamo diretti testimoni: sia prima della nostra partenza che al rientro siamo stati investiti da molte perplessità.

Cantieri aperti

C’è allora un problema di informazione e comunicazione. Di questo si è parlato nel primo dibattito di martedì 30 maggio presso l’Auditorium del Parco, opera di Renzo Piano, in cui molti professionisti della comunicazione si sono confrontati insieme al sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, coordinati da Oscar Buonamano, direttore editoriale Carsa.

Cantieri aperti

Il corto circuito deriva certamente dal fatto che, come ha sottolineato Michael Braun corrispondente Tageszeitung di Berlino, le cattive notizie, tra distruzione, infiltramento mafioso, lentezze e ritardi, fanno più audience delle buone. Ma, citando Marcello Masi, ex direttore del Tg2 e attualmente conduttore su Rai 1 di “Linea verde il sabato”: “Officina L’Aquila è l’occasione irripetibile per mostrare che L’Aquila è un modello da esportare, è città viva, simbolo di quello che potrebbe essere un Paese migliore. Qui stiamo assistendo a qualcosa di nuovo. Un problema dell’informazione e della comunicazione è spesso il suo limite nel vedere la realtà delle cose. Non possiamo permetterci di lasciar trascorrere questa esperienza senza raccontarla, le potenzialità dell’Aquila si stanno svolgendo, realizzando, e la città distrutta dal sisma è diventato un modello da copiare. I giornalisti si devono assumere qualche responsabilità in più di raccontarlo”.

Cantieri aperti

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo voluto farlo. E siamo stati i primi quest’anno, insieme ad altri giornalisti della stampa nazionale e internazionale e a esponenti delle istituzioni, a visitare i cantieri aperti nella mattinata del 30 maggio accompagnati dal personale tecnico di supporto messo a disposizione dal Cpt (Comitato paritetico territoriale) e dai direttori dei lavori che hanno illustrato le caratteristiche tecniche e costruttive di restauro e di consolidamento dei palazzi, primo esempio di un centro storico quasi totalmente vincolato, che è stato recuperato con un indice di sicurezza sismica intorno al 70%.

(Fine prima parte)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here