Tower House Gombola è una torre in pietra che sembra materializzarsi come per magia dopo aver scalato una salita in un fitto bosco di querce, castagni e faggi dell’Appennino Modenese nei pressi di Polinago, terra di chiese, mulini e castelli. Come quello di Gombola, il borgo seicentesco che sorge a poca distanza e per cui la torre fungeva da vedetta.
Un soggiorno da film
Per raccontare il nostro soggiorno solleciteremo la vostra memoria. Ricordate il film “Non ci resta che piangere”? Ecco l’esperienza a Tower House Gombola l’abbiamo vissuta proprio così! Arrivati in cima alla collina tra i boschi su cui sorge la torre, accompagnati da Alessandra e Raffaele, abbiamo lasciato la nostra auto sul ciglio stradale a circa 200 metri e siamo piombati in pieno Medioevo!

Proprio come Roberto Benigni e Massimo Troisi, che nel film citato si addormentano in una locanda in Toscana nel 1984 e si svegliano il mattino dopo nel 1492, ci siamo ritrovati immersi in un’atmosfera lontana nel tempo tra un silenzio quasi irreale e la nebbia che ha reso ancor più suggestivo il paesaggio intorno.

Nella torre che Alessandra e Raffaele hanno acquistato come rudere dieci anni fa e ristrutturato con materiali di recupero e con le tecniche dell’epoca per preservarne l’autenticità, non ci sono le comodità quotidiane a cui siamo abituati. Per cui chi sceglie di soggiornare in questo edificio del XV secolo, abbandonato e non più abitato da allora, lo deve fare con la consapevolezza di vivere qualche giorno fuori dal mondo in totale continuità con il bosco, unico vicino di casa. Si viene qui per fare il pieno di natura!
La zona fu abitata da Etruschi, Liguri-Friniati e Celti, e ci sono tracce di un’antica necropoli. La collina fu scelta già dai Romani come postazione di avvistamento, in seguito sede della torre medievale di vedetta, mentre oggi è un luogo in cui si respirano pace e spiritualità, perfetto per rilassarsi e vivere un’esperienza unica che catapulta nel passato. Ed è pura poesia dormire nel sottotetto della torre, dove il cielo entra nella stanza attraverso le feritoie che sono state chiuse da vetri per poter ammirare il panorama, ma anche per offrire a chi dorme la possibilità di sbirciare gli uccellini che in primavera costruiscono il loro nido tra le pietre.

Quattro i livelli: al piano terra, dove una volta si tenevano gli animali, c’è la cucina con un fornello a gas e la stufa per riscaldare l’acqua che è presente ma all’esterno dell’edificio. Così come al di fuori della torre ci sono il bagno a compostaggio, la doccia solare e la bio-sauna con le finestre che si affacciano sul bosco.

Al primo piano, che può trasformarsi in una seconda camera con ulteriori due posti letto, c’era un grande camino che in passato garantiva calore ai proprietari e che oggi è stato sostituito dalla stufa a legna. Originariamente la zona notte era al secondo piano mentre l’ultimo era destinato alla piccionaia, dove venivano allevati piccioni e altri uccelli sia per uso alimentare che per comunicare: rammentate i piccioni viaggiatori?
Invece adesso al secondo livello si trova una sala con un grande tavolo che invita ad accomodarsi per una lettura o un gioco per trascorrere il tempo che qui è obbligatoriamente lento e tarato sul levarsi e calar del sole.
Per chi non vuole completamente staccare la spina, anche se a Tower House Gombola si viene soprattutto per questo, un pannello solare consente di ricaricare le batterie dei cellulari e delle torce per illuminare le stanze. Ma volete mettere l’atmosfera della luce tremula delle candele e dei riflessi rossastri del fuoco acceso nella stufa a legna?

Prima di rifugiarsi tra le solide pareti di pietra di Tower House Gombola, consigliamo di scoprire i dintorni salendo al borgo che dà il nome alla torre, dominato dalla chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, ricostruita nel 1600 dopo essere stata distrutta da una frana, alla quale fa da campanile una delle antiche torri del castello, dimora dei Conti di Gomula. Il Castello di Gombola è una fortificazione di origine medievale composta da più fabbricati a cui si accede attraverso un arco che conduce al cuore del piccolo paese costruito su una cima rocciosa a strapiombo sul torrente Rossenna.

La passeggiata vi ha messo fame? All’Alimentari Baroni si può prenotare cibo d’asporto e ordinare pasta ripiena fatta in casa, salumi artigianali e un favoloso gnocco fritto nonché fare scorta di ogni ben di Dio da portarsi dietro per lo spuntino serale prima di trasferirsi all’ultimo piano della torre per dedicarsi al riposo.
Dall’altra parte della strada si trova il Mulino di Gombola, uno dei pochi in Italia a funzionare interamente ad acqua sfruttando la corrente del torrente. La sua storia ce l’ha raccontata una delle nipoti (ne ha ben 18) del proprietario Diego Veratti, che ogni sabato porta a ballare in balera l’arzillo ultra novantenne che rappresenta la quinta generazione della famiglia di mugnai. Lo storico mulino, nonostante nel 2018 abbia subito un incendio che lo ha semidistrutto, produce ancora oggi farina di grano tenero, di mais e di castagne attraverso un sistema di canalizzazione e chiuse alimentate a gora, con caduta verticale dell’acqua a cucchiaio, che azionano le antiche macine poste su un basamento in pietra.

Dopo la visita e prima di rientrare, abbiamo approfittato delle ultime ore di luce per esplorare una parte del bosco intorno alla torre. Poi il buio e una pioggia sottile ma fitta ci hanno convinto a rientrare e a godere degli ambienti di Tower House Gombola che si sviluppano in verticale uno sull’altro collegati da ripide scale in legno che il nostro Otto ha scalato con agilità ma ha avuto qualche problema a ridiscendere.

Si viene qui per volersi bene senza fronzoli e per riscoprire la vita semplice. Ma anche un po’ per riscoprirsi e magari ritrovarsi… E a quanto pare dalle prenotazioni dei prossimi mesi, sono sempre di più le persone che vogliono farlo, nonostante le condizioni “estreme” di Tower House Gombola, che come sottolineano Alessandra e Raffaele, non sono certo per tutti.
Tower House Gombola
Via Valrossenna, Gombola – Polinago (MO)
Info: +39 393 9687949 – towerhousegombola@gmail.com































Leggendo mi ha attraversato il pensiero di come provare a staccare del tutto non sia poi così impossibile… riempire il tempo semplicemente facendo qualcosa di manuale, o respirando, o camminando… Ho detto riempire… ma forse è un modo troppo moderno di intendere l’impiego del tempo? Certo nel Medioevo la vita si svolgeva senza le frenesie di oggi. Voi ci avete provato a lasciare i cellulari in valigia?
Ti confesso che il cellulare lo abbiamo utilizzato fino all’imbrunire per poter fare foto e documentare il nostro passaggio da Tower House Gombola. Poi, davanti al fuoco e con le candele accese, non ne abbiamo più sentito il bisogno (e la mancanza) fino al momento di andare a dormire quando abbiamo impostato la sveglia per il mattino dopo. Ma in realtà non è servita perché siamo stati dolcemente svegliati dalla luce che penetrava dalla finestra sul tetto e dalle feritoie tra le pietre della torre.