Il Gargano è una terra in cui la natura si è impegnata a creare contrasti forti. E nella zona compresa nel territorio di San Nicandro Garganico ciò si nota ancora di più. Ci sono picchi che incoronano un paesaggio di boschi, grotte e dirupi. Spingendosi verso il mare, il cordone dunoso che separa il lago di Lesina dall’Adriatico, ospita uno dei lembi di macchia mediterranea più intatto e suggestivo di tutta la costa.

Gargano, terra di contrasti

San Nicandro

Mare e lago con i loro colori che vanno dal grigio dell’acciaio all’azzurro più intenso sono una presenza costante. La natura qui è uno spettacolo continuo, ma anche la presenza dell’uomo ha lasciato nel tempo i suoi segni. Nei paesi che si arroccano sui promontori e nelle torri costiere che si rincorrono nei punti più strategici del litorale. Più in alto querce, faggi, agrifogli, ginepri, roveti, dove hanno le tane le volpi che sbucano da dietro i tronchi guardandoti dritto negli occhi senza paura e con aria di sfida.

A noi è accaduto sul Monte Devio che custodisce incantevoli tesori, come la chiesa di Santa Maria, risalente al 1032 ed esempio di romanico garganico perfettamente conservato, e i resti di una cittadina fortificata, abitata da una popolazione di origine slava e completamente distrutta nel 1245. Ma la zona era frequentata dall’uomo ancor prima, come testimoniano reperti dell’Età del Bronzo rinvenuti nella Grotta del Biancospino.

E qui ci siamo imbattuti anche nei quaquaroni, come in dialetto vengono chiamate le lumache di grandi dimensioni che, come tutta la natura intorno, emozionano e stupiscono con la livrea lilla/viola del loro piede e la conchiglia liscia dalla forma schiacciata, più simile a quelle di mare che a quelle di terra.

Quale miglior modo per scoprire il territorio degli assaggi delle specialità? Letteralmente conquistati dalla consistenza e sapidità delle mozzarelle di latte di vacche podoliche, delle mozzarelle e della ricotta rifatta, una sorta di ricotta leggermente piccante a base di latte di pecora e capra nera garganica, dalla muscisca, carne essiccata al sole, tipica della civiltà pastorale della transumanza, dal pupurat, una sorta di panpepato tipico di San Nicandro Garganico che una volta si usava preparare a Carnevale e che ora si trova tutto l’anno: un ottimo snack dolce a base di miele di fichi, cannella, arancio, vaniglia, mandorle e cioccolato.

Spostandosi sul litorale si incontra Torre Mileto, una delle torri costiere del Gargano meglio conservate e l’unica visitabile.

San Nicandro Garganico

Prima di visitare la torre da difesa che si affaccia sulle Tremiti, che da qui sono vicinissime essendo questa punta sul mare il luogo più prossimo alle isole di tutto il Gargano, andiamo in perlustrazione su in alto verso la Grotta dell’Angelo, uno dei tre luoghi di culto dell’Arcangelo Michele in tutto il Gargano insieme a quelle di Cagnano Varano e Monte Sant’Angelo.

La grotta, frequentata già in tempi preistorici, si apre a ridosso di un ripido costone di formazione calcarea e presenta tuttora visibili alcuni graffiti. Il panorama dall’alto è mozzafiato nonostante foschia e pioggerella non consentano una visione limpida fino al mare.

La pioggia non ha fermato la nostra visita al sito archeologico sotto Torre Mileto, che svela soltanto lo strato delle mura medioevali che ricoprono quelle risalenti al Neolitico. Al largo della torre, i fondali marini celano il relitto di una nave marsiliana, la Poma Santa Maria, affondata nel 1607 con un carico di cannoni di contrabbando, tre dei quali recuperati nel 1975 e conservati su un terrazzo della torre.

L’avventura continua con la discesa nelle viscere della terra nella Grotta di Piana della Macina, tra stalattiti e stalagmiti che brillano così tanto illuminate dalle luci dei nostri caschetti da sembrare ricoperte di glitter dorato.

La giornata si conclude con una passeggiata alla Dolina Pozzatina, la più grande manifestazione del carsismo in terra di Puglia e la seconda più grande d’Europa: uno specchio d’acqua che occhieggia in fondo a profonde pareti ricoperte di lecci e querce.

(Fine prima parte)

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