Altre tappe consigliate sul percorso di una delle strade più belle d’Italia fatta costruire dai Borbone a metà dell’800, sono Cetara, Atrani e Furore.

Piccole perle in Costiera: Cetara, Atrani e Furore

Borgo marinaro e attivo porto peschereccio come suggerisce già il nome che rimanda a “cetaria” cioè tonnara, Cetara, guardata a vista dalla Torre Vicereale edificata dagli Angioini e potenziata successivamente dagli Aragonesi per difendere la popolazione dai continui attacchi dei pirati, si sviluppò a partire dal IX secolo, quando si stanziò in loco una colonia di Saraceni.

Tutta l’economia del borgo ruota attorno alle tradizioni marinare e la flotta cetarese è una delle più attive del Mediterraneo, specializzata nella pesca del tonno e delle alici. Una prelibatezza da assaggiare è la colatura di alici, condimento per primi piatti dal colore ambra, prodotto sin dall’antichità e derivato dalla fermentazione delle alici in piccole botti di rovere o castagno chiamate terzigni e discendente del “garum” dei Romani.

Atrani fa parte dei borghi più belli d’Italia e ha una piccola spiaggia raccolta e protetta da dove, la sera, partono per la pesca le lampare. Il nostro consiglio? Girovagare nell’intrico di vicoletti, scalinatelle e archi e lasciarsi catturare dal contrasto di luci e ombre dei suoi caratteristici piazzali e dal colore e i profumi dei giardini e degli orti ancora diffusi tra le case.

Costiera

E’ il fiordo, uno dei più pittoreschi e suggestivi d’Italia, la caratteristica più nota di Furore, chiamato anche “il paese che non c’è”, visto che non esiste un vero e proprio abitato e le case spuntano isolate dai costoni di roccia. Consigliata la passeggiata tutta in salita verso la galleria d’arte en plein air costituita da oltre cento “muri d’autore”, murales e sculture che fanno di Furore un “paese dipinto”.

E poi non potete perdervi la passeggiata dell’Amore, un percorso breve ma intenso, che parte dalla contrada di S. Elia e procede per cinquecento metri in quota. Il cammino si apre con un bronzo che raffigura due innamorati e maioliche con frasi che invitano a riflettere sull’amore per la vita, per la persona amata e per la natura. Da quassù il panorama sulla costa frastagliata della Costiera è meraviglioso ma bisogna alternarlo al guardarsi negli occhi pronunciando parole dolci tenendosi per mano.

Del resto non è un caso che negli anni Cinquanta del Novecento Furore fece da cornice all’appassionata e tormentata storia d’amore tra il regista Roberto Rossellini e Anna Magnani durante le riprese del film “Amore”: oggi il “monazeno”, piccolo magazzino con affaccio privilegiato sul fiordo acquistato da Annarella per 10mila lire, ospita un piccolo museo che rende omaggio alla vita dell’attrice e al suo amore per Rossellini.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here