Ogni storia è cadenzata da confini, intesi come tempi e spazi, non luoghi, in cui ritrovarsi per condividere un’esperienza. Orizzonti immateriali che ci trasformano nell’incontro con l’altro, nel rispecchiarsi o divergere, in ogni singolo contatto che sia in grado di modificare la nostra essenza, impercettibilmente.

Sarà stata questa dinamica, insita in noi, a ispirare la profonda riflessione artistica di Valerio Rocco Orlando, il quale, intorno al tema del confine, ha coinvolto un’intera comunità, quella di Matera, Capitale della cultura europea 2019.

Sono tante le ragioni per cui consigliare la visita della mostra “Portami al confine” allestita nel MUSMA, Museo della scultura contemporanea, che resterà aperta sino al 25 giugno.

Mostra Matera

Innanzi tutto il carattere innovativo della mostra, che meglio si può definire un work in progress collettivo, magistralmente diretto dall’artista, in cui si recupera quel valore autentico del senso di appartenenza e quella “voglia di comunità”, tanto caro a Zigmunt Bauman.

La relazione con Matera e il MUSMA – ha spiegato l’artista milanese – nasce da un desiderio destinato a crescere. Un confronto che nell’ultimo anno, nel corso dei diversi soggiorni e incontri, si è formalizzato nel progetto di un film da costruire con la città, in una mostra e in una nuova commissione per la collezione del museo. Dopo un decennio di produzioni tra Cuba, India, Corea e Stati Uniti, proprio qui ho ritrovato un senso di appartenenza particolarmente fertile per sondare, secondo una prospettiva diacronica, le possibilità e i limiti di una pratica volta a esplorare la relazione tra individuo e comunità”.

E in questo modo si viene a valorizzare l’ aspetto della sperimentazione e dell’innesto di linguaggi espressivi plurimi, che è nella mission del MUSMA, museo che non intende essere banalmente luogo della conservazione, quanto piuttosto soggetto attivo che promuove nuovi modelli partecipativi.

Mostra Matera

Dieci sono stati sinora i laboratori, più un incontro aperto alla cittadinanza e un workshop di scrittura che si sono succeduti nel corso dei mesi, a partire dal 29 ottobre 2016, data di inaugurazione della mostra. Tutto ha avuto inizio da una lettera- manifesto affissa per le strade del centro di Matera, nella quale si invitava la cittadinanza a riflettere sulla propria idea di confine. Da quel momento si è innescato un processo di confronto, dentro e oltre le sale del museo, che ha portato a i cittadini a lasciare una propria testimonianza sul “Tavolo della comunità”, il grande tavolo – laboratorio che, insieme al neon rosso con l’invito “Portami al Confine” e alla lettera stessa, prendono posto in due delle sale del piano superiore del museo e sono, al momento, il canovaccio visivo del percorso artistico, fermento per la comunità. L’esito finale di questo processo, che definirei maieutico, sarà appunto un’opera filmica, innesto e sintesi delle storie, delle suggestioni, delle tracce raccolte e rielaborate in questi mesi, grazie ad una metodologia di lavoro che l’artista ha messo a punto negli anni e che si avvale della propria formazione drammaturgica e di regia teatrale e cinematografica. .

Intorno alla parola chiave “confine”, si dipana così un universo di luoghi reali o simbolici; l’idea di confine può essere declinata sulla base delle proprie esperienze e scelte di vita o interpretata sulla scia dell’attualità politica e delle trasformazioni socio-culturali del mondo contemporaneo. Tema di stringente attualità dunque, al punto che sarà anche fil rouge della trentesima edizione del Salone del libro di Torino, dove Valerio Rocco Orlando è invitato a sua volta a presentare e condividere l’esperienza artistica e sociale che si sta svolgendo a Matera. Dagli incontri con la comunità sono emerse tante storie intriganti, molte le variazioni su tema e molti i protagonisti: immigrati, anziani e giovani che magari sono rientrati da altri luoghi per confermare sia l’idea di appartenenza, che la voglia di riscatto e di rimessa in gioco nella propria terra d’origine.

Mostra Matera

Non svelerei ora alcune delle tessere di questo mosaico narrativo che l’artista sta componendo; opera filmica le cui riprese cominceranno nel mese di maggio e che sarà visibile per giugno nelle sale del Museo. In questo modo si potranno scoprire volti, aspetti, luoghi, racconti inediti intorno e oltre il confine, della comunità di Matera, che in questo modo afferma e rafforza la sua identità di Capitale culturale europea.
Valerio Rocco Orlando “Portami al confine” 29 ottobre-25 giugno 2017
MUSMA, Museo della Scultura Contemporanea
Palazzo Pomarici, Via San Giacomo, Sasso Caveoso Matera

Orari di apertura:
dal 15 marzo al 31 marzo

10.00 – 18.00
dal 1° aprile al 30 settembre
10.00 – 14.00 / 16.00 – 20.00
Aperto dal martedì alla domenica.
Giornata di chiusura il lunedì (escluso i giorni festivi)

Antonella Lippo

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