La Basilica “risorta” a Siponto

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Siponto

Quando per la prima volta ho visto in foto la ricostruzione della Basilica paleocristiana di Siponto, opera dell’artista Edoardo Tresoldi, non sono rimasta particolarmente colpita. Mi sembrava più un effetto ottico che non una vera e propria realizzazione tridimensionale. Ma, pian piano, leggendo i commenti di chi si era recato di persona a Manfredonia ad ammirare l’artistica e avveniristica realizzazione, ho cambiato parere.

E ho deciso di programmare un giro sul Gargano per poter godere dal vivo di tale meraviglia, che da quando è stata inaugurata a marzo scorso, ha avuto una straordinaria eco mediatica tanto che il suo autore, il geniale ed eclettico Tresoldi, sarà insignito il prossimo 17 settembre, di un riconoscimento speciale da parte del Club di Territorio Touring Club di Manfredonia, dell’Amministrazione comunale e della Fondazione Re Manfredi.

Ti accorgi del fortissimo impatto che sul territorio ha quest’opera visionaria, capace di unire storia e architettura a zero impatto ambientale e paesaggistico, già da lontano. Avvicinandosi questa illusione ottica non smette di stupire e lasciare senza fiato: man mano che ci si accosta, si scorge sul fondo la Basilica minore, rimasta intatta nella sua impostazione medievale dalle chiare influenze islamiche e armene. Davanti, la ricostruzione della Basilica più antica, quella romanica, della quale gli unici resti sono le fondamenta da cui oggi si dipana un leggerissimo ricamo di 4.500 metri quadrati di rete elettrosaldata zincata alta 14 metri e pesante 7 tonnellate.

Entrarci, poi, è più che suggestivo! Una sorta di viaggio nel tempo, non solo fra passato e presente, ma tra ciò che c’era e poi è scomparso insieme all’antica civiltà che diede vita all’importante centro di Siponto, oggi quartiere periferico di Manfredonia, ma un tempo vivace paese dauno, fiorente colonia greca e, successivamente, importante colonia romana. L’insediamento subì gli attacchi dei Saraceni, come tutti i centri costieri pugliesi, e nel IX secolo fu addirittura occupato e divenne una loro città fino a quando i Normanni, lo eressero sede di una delle loro 12 contee. Ma fu la natura a decretarne la fine: nel 1223 la città fu scossa da un violento terremoto e un altro terremoto la ridusse in rovine nel 1255. Fu allora che Manfredi di Sicilia stabilì che la città fosse ricostruita in una nuova posizione. Nacque così Manfredonia.

Oggi il passato dunque riappare in tutta la sua magnificenza e non è un’emozione da poco, parafrasando una famosa canzone di qualche tempo fa, aggirarsi in un edificio non edificio… Qualcosa che c’era, non c’era più e ora in qualche modo c’è ancora. Questa, molto in sintesi, la mia sensazione dopo la visita alla ricostruzione in scala reale della basilica paleocristiana della quale resistono parte del mosaico e del perimetro originario risalente al IV secolo dopo Cristo e varie sovrapposizioni fino all’età medievale, quando il cuore di Siponto ha cessato di battere.

E, dato che siete in zona, non perdete l’occasione di visitare anche la piccola ma bellissima Abbazia di San Leonardo in Lama Volara, sempre in territorio di Siponto. Il complesso monastico, fondato intorno all’anno Mille dai Canonici Regolari di Sant’Agostino come ricovero per i pellegrini che si recavano al Santuario dell’Arcangelo Michele e per i cavalieri crociati che s’imbarcavano per la terra Santa, vanta uno tra i portali più belli del romanico pugliese, probabilmente costruito in epoca sveva. Ne è stato colpito anche Pupi Avati che ha utilizzato la facciata, gli esterni e alcuni interni dell’abbazia per il suo film “I cavalieri che fecero l’impresa”.

Se poi capitate durante il solstizio d’estate, non rinunciate ad assistere allo spettacolo del raggio di sole catturato da una “rosa” a undici petali che corre sul pavimento e abbraccia una croce che vi è incisa: un fenomeno che da nove secoli – ogni 21 giugno, giorno del solstizio d’estate – si ripete all’interno dell’abbazia e che si registra puntualmente alle 12.58, quando un fascio di luce – dopo aver attraversato il foro gnomonico posto sotto la volta della chiesa – accarezza la croce sul pavimento della basilica al centro dei due pilastri vicino l’ingresso laterale. Il fenomeno astronomico, molto simile a quello ben più famoso che avviene in Francia, nella cattedrale di Chartres, ci ricorda come i solstizi fossero un modo semplice per fissare una data iniziale per l’anno dalla quale cominciare a contare i giorni del calendario: da qui la loro importanza che si deduce anche dalla presenza di segni di luce solstiziali in chiese e abbazie tra cui, appunto, quella di San Leonardo di Siponto.

Parco archeologico delle Basiliche

Orari d’apertura: aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21
Per informazioni telefonare al Centro Operativo per l’Archeologia di FOGGIA
Via De Nittis, 7 – Foggia
Info: +39 0881 725458 – archeologica.foggia@libero.it

Abbazia di San Leonardo di Siponto

In questo periodo a causa lavori di restauro la chiesa è aperta solo per la celebrazione della Santa Messa.

ORARI SANTA MESSA

Periodo Estivo dalla metà di giugno alla metà di settembre dal lunedì al sabato alle ore 19,00, la domenica alle ore 20,00.
Periodo Autunno Inverno dalla metà di settembre alla metà di giugno dal lunedì al sabato alle ore 18,00 la domenica alle ore 11,00.
Il mercoledì non si celebra in entrambi i periodi.

Info: +39 0884 549439

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