“L’arte serve ad avere fiducia nel futuro, a sperare che sia possibile un mutamento”: è una frase di Emilio Isgrò, artista a tutto tondo, poeta, drammaturgo, regista; refrattario alla banalità delle classificazioni.

E’ noto soprattutto per il segno della cancellatura quale atto che, nel celare la parola scritta, induce lo spettatore ad intrattenere un rapporto di scoperta di nuovi significati. E in questa rigenerazione di senso si esprime il valore catartico dell’arte.

Fino al 27 maggio sarà possibile visitare una “Piccola ma preziosa mostra” del maestro Isgrò, organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Lecce e dalla Società italiana di Storia della Critica d’Arte, in collaborazione con il Centro culturale Scaramuzza Arte contemporanea e Maggio salentino.
La stessa è a cura di Angelo Maria Monaco, storico dell’Arte e docente dell’Accademia.

Le opere esposte ruotano tutte intorno al concetto cardine della sua poetica artistica: la cancellatura, intesa come l’opposto della negazione, che genera nuova forma espressiva e rimanda anche ad aspetti della vita di ognuno di noi, con le proprie rimozioni e ripensamenti.
E così il potere della parola, nella sua evanescenza visiva, viene enfatizzato dal segno, creando una dialettica fra due linguaggi. Si crea una comunicazione che nel fondere la parola con l’immagine, preserva il suo carattere di autenticità, in antitesi con il dilagare di una cultura mass-mediatica.
L’iterazione della “cancellatura” altro non è che la cifra stilistica, la sua firma visiva, al pari di altri artisti concettuali nella Milano degli anni Sessanta e Settanta, come Lucio Fontana con i suoi tagli.

In mostra sono esposte opere con la cancellatura di versi della prima tragedia della trilogia Oresteia di Eschilo, a conferma delle radici mediterranee dell’artista e altre in cui ci si confronta con i testi sacri, in particolare alcuni brani dei Vangeli. Allo stesso modo le Carte geografiche cancellate annullano i confini, creano nuovi spazi di condivisione e rievocano il fenomeno delle trasmigrazioni di popoli.

In anni recenti Isgrò ha adottato anche gli insetti nelle sue opere, come testimoni di un vivere sempre più convulso e inquieto. E’ il caso di “Brahms negli Emirati” il libro con la sequenza di indirizzi email, espressione contemporanea della nostra rete di contatti, che viene invasa da una moltitudine di formiche, che sembra trasportino e intreccino i semi di una nuova conoscenza.

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 10:00-18:00, il sabato 10:00-13:00.
Aperture speciali: in occasione della manifestazione Cortili aperti, il 27 maggio, 10:00-20:00.

Antonella Lippo

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