Le sentinelle del mare

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torri costiere

Si avvistano dall’alto a intervalli regolari e sembrano come tanti grani di rosario. Imponenti, affacciate sul mare, alcune diroccate che sembrano emergere dagli scogli, altre solitarie come nobili in esilio. Sono le torri costiere, eredità di un piano di fortificazione voluto da Carlo V nel XVI secolo per difendere le coste del Mezzogiorno dalle sanguinarie invasioni dei predoni turchi che arrivavano dal mare. Infatti, dal mare giungeva il pericolo da scongiurare al grido di “mamma… li turchi”.

La maggior parte delle torri di avvistamento costiere in Puglia, così come nel resto del Regno di Napoli, risale infatti al periodo in cui la potenza ottomana costituiva un reale pericolo per l’Occidente e per le coste italiane in particolare: agli inizi del ‘600 le torri esistenti in tutto il regno erano circa 360, di cui ben oltre 150 si trovavano lungo le coste pugliesi. I luoghi, opportunamente scelti dagli ingegneri regi, venivano individuati tenendo presente la distanza tra le torri, la reciproca visibilità e la possibilità di comunicare col fumo, col fuoco, oppure acusticamente, con l’uso di campane o di corni, o anche per mezzo di messaggeri a cavallo.

E ancora oggi, come sentinelle, scandiscono il viaggio di chi decida di cimentarsi nel giro del Tacco d’Italia costeggiando il mare, a cominciare dal Gargano fino alla punta del Capo di Leuca risalendo poi fino a Taranto.
In provincia di Foggia le torri costiere si estendono per tutte le coste del Gargano e significative sono quelle erette in territorio del Comune di San Nicandro Garganico: Torre Calarossa, di cui oggi rimane solo qualche rudere e Torre Mileto, costruita su base quadrangolare, imponente come poche altre con i quattro spigoli rivolti verso i punti cardinali, dispone anche di cinque caditoie e una scala in pietra da cui si accede al primo piano.
Scendendo verso Bari, una delle più importanti è Torre Calderina, tra Molfetta e Bisceglie, al centro di uno splendido territorio in cui oltre alla macchia mediterranea sono ospitati siti archeologici, ville antiche, trulli, muretti a secco, grotte, lame e spiaggia di ciottoli. In Terra di Bari una delle più suggestive rimane quella di San Vito che prende il nome dalla vicina Abbazia in territorio di Polignano a Mare: consigliamo di parcheggiare nelle vicinanze e godersi una bella passeggiata fino alla torre che sembra emergere dai bassi fondali in stagione molto frequentati dai bagnanti.
In provincia di Brindisi, tra le torri meglio conservate troviamo quella di Torre Guaceto all’interno dell’omonimo parco naturale in cui fermarsi a osservare uccelli di passo e stanziali, e l’imponente Torre Santa Sabina sul litorale della cittadina di Carovigno.
Moltissime le torri sulla costa adriatica del Salento. Meritano una sosta e un ricordo fotografico Torre Specchiolla al confine tra i territori di Brindisi e Lecce, Torre Sant’Andrea a Melendugno e le torri del Serpe e dell’Orte a Otranto.

Da San Foca si giunge a Roca Vecchia, già fiorente città messapica e poi attivissimo porto munito di fortezza della quale si conservano i suggestivi ruderi. La torre, anch’essa ridotta a rudere, è del 1568 e presenta il tipico impianto a piramide tronca proprio come Torre dell’Orso nell’omonima località balneare. Giunti a Otranto ci si dirige in località L’Orte. Conviene sostare e proseguire a piedi per visitare uno dei tratti costieri più suggestivi. Per prima s’incontra la Torre del Serpe, simbolo di Otranto. Si tratta di una torre cilindrica della quale si è conservata solo un’alta faccia, di un bianco abbagliante. Più avanti si trovano Masseria dell’Orte e la Torre dell’Orte, una struttura a piramide tronca ampia e bassa che dovette svolgere la funzione di fortino.
Riprendendo la litoranea, ci si dirige verso Torre Sant’Emiliano dove una torre tronco-conica domina uno dei tratti più belli del litorale orientale salentino. La litoranea conduce a Porto Badisco e a Santa Cesarea, località difese da Torre Minervino, Torre Specchia di Guardia, Torre Santa Cesarea e l’imponente Torre Miggiano con una struttura tronco-conica con toro marcapiano e corpo superiore con caditoie e cannoniere.

Dalla parte ionica, tra Ugento e la marina di Nardò lungo chilometri e chilometri di splendide coste tra Torre Sant’Isidoro e Torre Inserraglio si estende la Palude del Capitano, zona umida dove si è costituito un particolare habitat paludoso. Pochi chilometri e si entra nella preistoria. A sorvegliare le grotte che furono la culla dell’uomo c’è un gigante cinquecentesco ma ormai quasi ridotto un rudere: Torre Uluzzo, conosciuta come Porto Selvaggio. La Torre dell’Alto è l’altro “paletto” che delimita Porto Selvaggio. Da qui il panorama è vasto e bellissimo e si affaccia su un mare infinito. A Santa Maria al Bagno si può ammirare la Torre del Fiume, meglio nota come le “Quattro Colonne”, perché crollate le mura perimetrali di un antico castello, sono rimasti soltanto i ruderi dei torrioni angolari. Continuando verso Gallipoli, prima di giungere alla Torre del Pizzo, si percorre una delle zone naturalisticamente più interessanti della provincia di Lecce. Proseguendo verso sud si incontra Torre Suda, sulla costa a sud di Gallipoli, mentre in territorio di Ugento si trova Torre San Giovanni, una delle località più “in” della costa, dove il paesaggio diventa ancora più suggestivo grazie a una fitta pineta con esemplari di pino d’Aleppo che si protende fin sulla spiaggia. Qui, dove nell’antichità il porto fu utilizzato dalla flotta di Annibale, il mare lascia intravedere i fondali anche fino a 40 metri di profondità.

Lunghi arenili di sabbia e un mare cristallino caratterizzano la costa fino al confine con il territorio di Taranto dove si erge Torre Colimena, nel Comune di Manduria, che con le sue caditoie e i segni del ponte levatoio posto a ridosso della scala, fa la guardia alla lunga distesa di spiaggia dorata.
Da non perdere, è lo spettacolare tramonto su questo tratto di costa, con il sole che sembra bagnarsi nel mare per poi scomparirvi. Naturalmente l’elenco è incompleto e vuol essere soltanto un invito a scoprire le vedette di avvistamento del nemico saraceno, che ancora oggi vigilano sulle meravigliose coste pugliesi.

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