Ancora indecisi su dove trascorrere le vacanze di Pasqua? Che ne dite di lasciarvi guidare da profumi e sapori seguendo un itinerario goloso da Napoli ad Amalfi?

Un tour per una Pasqua golosa

Pasqua

Le tradizioni culinarie in Campania a Pasqua sono un richiamo irresistibile e pastiera e casatiello sormontato dalle uova sono un vero e proprio obbligo. La prima tappa di questo viaggio dedicato ai sapori è Napoli dove cominciare ad assaggiare i classici: casatiello rustico e dolce, tortano, pizza piena e pastiera.

Il casatiello è una una torta dolce o salata, diffusa in Campania sin dal Seicento. Si presume che debba il suo nome da cacio, formaggio, che in napoletano si dice cas’ e quindi casatiello. E il formaggio, insieme alle uova e ai ciccioli è l’ingrediente principale dell’impasto di tale prodotto che si basa su una pasta di pane lavorata a forma di ciambella, riposta in uno stampo e fatta lievitare a lungo, almeno dodici ore. Il casatiello è fortemente legato alla Pasqua e lo dimostra la simbologia che riporta alla crocifissione e alla resurrezione: le strisce di pane a ingabbiare le uova semisommerse nell’impasto rappresentano infatti la croce su cui morì Gesù mentre la forma ad anello è un richiamo alla ciclicità della morte e resurrezione.

La versione dolce del casatiello è composta di uova, zucchero, strutto e glassa, e decorata in superficie con diavulilli come in napoletano si chiamano i confetti colorati.

Pasqua

Tortano e casatiello condividono gli stessi ingredienti e la differenza è solo nella cottura delle uova: nel casatiello le uova cuociono intere in forno, mentre nel tortano si utilizzano sode e tagliate a spicchi, distribuite insieme al salame e ai cubetti di formaggio sull’impasto steso a sfoglia, che viene poi arrotolato.

La pizza piena o chiena, ha un impasto tipo quello della pizza e un ripieno ricchissimo composto da formaggi, uova e salumi. Dorata e croccante all’esterno, nasconde un interno morbido e gustoso. Inoltre ” ‘a  pizza chiena” si presta molto bene a essere conservata per più giorni; infatti è ancora oggi tradizione sfornarla nel Giovedì o Venerdì Santo, per poi gustarla il Sabato, alla vigilia di Pasqua.

Pasqua

Per addolcire il palato niente di meglio della pastiera, un dolce tradizionalmente legato alla Pasqua ma che ormai nelle pasticcerie si trova in qualsiasi periodo dell’anno. Ogni famiglia ha la sua ricetta ma la preparazione richiede una base di pasta frolla ripiena di una crema di grano e ricotta, aromatizzata con acqua di fiori e spezie, con l’aggiunta dei canditi. Le sue origini risalgono ai tempi pagani, poi il dolce è stato «cristianizzato» e identificato con la Pasqua, che cadeva all’inizio della raccolta del grano e quando i fiori iniziavano a sbocciare. Ed era in quel momento che i droghieri distillavano dai fiori il millefiori, un aroma che rende unico l’impasto.

Foto dal sito pasticceriapansa.it

Le tentazioni culinarie continuano in Costiera. Ad Amalfi la famosa e storica pasticceria Pansa propone pecorelle di zucchero e due must: le sfogliatelle Santa Rosa e le delizie al limone.

Sostandosi verso Sorrento oltre a sfogliatella e pastiera si può assaggiare la cassata di Oplonti, ispirata da un affresco di Pompei e che contempla gelato al miele, ricotta, datteri e noci. Volete saperne di più? Fate un salto in Campania e che la quaresima abbia fine!

2 COMMENTS

  1. ‘a pizza chiena… Hai fatto riaffiorare i miei ricordi d’infanzia, quando mia nonna e mia zia erano solite preparare questa bontà nel periodo pasquale. E non solo, ma questa era la mia preferita!

  2. Sempre più curiosi Fausto! Nel prossimo incontro devi assolutamente raccontarci tutte le tue peregrinazioni, da piccolo e da grande 😉

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