È “Chi è senza peccato scagli la prima mela” realizzato dall’associazione Carte in regola con alla guida il maestro cartapestaio Deni Bianco il carro vincitore della 625esima edizione del Carnevale di Putignano, il più longevo d’Europa. Al secondo posto con uno scarto infinitesimale “Verso la libertà” di Carta e Colore dei maestri Vito e Paolo Mastrangelo e al terzo “La gabbia dei matti” di Chiaro e Tondo di Domenico Galluzzi, new entry di quest’anno tra i maestri cartapestai.

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Seguono, nell’ordine, “The Wall Incubi dal passato” di associazione La maschera di Domenico Impedovo, “Italian dream libertà di cambiare” di associazione Con le mani di Angelo Loperfido, “La revolution italienne” di associazione Carta Bianca di Francesco Lippolis e infine “Libertà in burrasca” di associazione Carta in festa di Lello Nardelli.

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“Dopo cinque anni di manifestazioni ed esperienze condivise con tante persone non posso far altro che ringraziare tutti per essersi profusi in questa magnifica avventura talvolta lastricata di difficoltà – dichiara il Presidente della Fondazione Carnevale di Putignano, Giampaolo LoperfidoSono soddisfatto dei risultati raggiunti dimostrati anche dall’importante afflusso di visitatori che hanno scelto di vivere la magia del nostro Carnevale e condividere un momento importante della tradizione putignanese. Il mio augurio è che si possa proseguire sulla strada intrapresa aumentando sempre più la notorietà del nostro Carnevale in Italia e nel mondo».

Tra i gruppi mascherati in concorso, a salire sul podio al primo posto “Liberamente noi” dell’istituto comprensivo De Gasperi-Stefano da Putignano seguito da “Libera Mente” dell’associazione Il Coriandolo; “Free Generation” dell’istituto Losapio-San Filippo Neri; “Liberi e felici come le farfalle” dell’associazione La Zizzania; “Peter Pan e l’isola che non c’è” dell’associazione Amici del Carnevale Lizzanello; “Libertà meraviglia a doppio taglio” dell’università popolare della terza età; “Cromosoma” dell’associazione Ball Rer I Cant e infine “L’esercito dei selfie” di cooperativa sociale Apollo.

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Tra le maschere di carattere, le piccole opere in cartapesta che sfidano i “giganti”, al primo posto “Alla ricerca della libertà” di Giacomina Mezzapesa; secondo per “Siluratis” di Matteo Bianco; terzo a “Connessione debole” di Alessio Troilo. Seguono “Evoluzione…No grazie” di Valerio Montevago; “Il piacere del pensiero” di associazione Farinella; “Con satira e libertà…u’ lotm c’ppone ama chiandà” di Gianfranco Guarnieri; “I sogni son desideri di libertà” di associazione Lumen; “Cultura e libertà” di Giambattista Detomaso e Davide Marchitelli; “Verso la libertà” di Annalisa Pantaleo e infine “Carnevale…Il ritorno al mille800” del Comitato Feste Patronali.

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Di seguito la descrizione di tutti i Giganti di Cartapesta.

LA RÉVOLUTION ITALIENNE – Associazione “CARTA BIANCA”

L’attesa è finita, dopo oltre 90 giorni di consultazioni e trattative è nato un nuovo governo, un governo politico, dato dall’intesa dei partiti di M5S e Lega e dei rispettivi rappresentanti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con a capo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

In questo modo è stato scongiurato il ritorno al voto, evitando così ripercussioni sulla nostra nazione come il conseguente aumento dello spread. Si parla di un’intesa unica, storica e di un governo del cambiamento, introducendo il reddito di cittadinanza, la lotta all’immigrazione clandestina, di leggi inutili abolite e di un sistema innovativo delle tasse, tanto da enunciare di essere entrati nella Terza Repubblica.

Il nuovo governo rappresentato dai tre leader sopracitati, nelle vesti di combattenti e guerrieri sono pronti a intraprendere una nuova avventura, un viaggio rivoluzionario in una barca in un mare in tempesta, alla ricerca di riscatto e libertà di un popolo, quello italiano ormai compresso da anni dalla crisi economica e di un sistema che ci ha imposto regole facendoci sottostare a determinati meccanismi e privandoci di qualsiasi tipologie di espressione e libertà.

La grande piovra rappresenta un’Europa con a capo la cancelliera Angela Merkel che cerca di opprimere e contrastare l’Italia, forte del debito pubblico accumulato dal nostro Paese. La nascita di un nuovo governo populista, al contrario, preoccupa molto l’Europa e la sua stabilità, con l’uscita dall’euro e le politiche adottate per contrastare l’immigrazione, non a caso il presidente francese Macron ha attaccato, provocando più volte il nostro Paese.

In conclusione questo cambiamento, e l’inversione di marcia nei confronti delle politiche europee, auspicano una rinascita per la nostra Nazione tanto da sembrare una vera e propria rivoluzione, la Révolution Italienne.

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VERSO LA LIBERTÀ – Associazione “Carta & Colore”

Va in scena una rappresentazione ironica della libertà, la famosa statua di New York.

La satira della composizione allegorica, però, trasferisce la celebre figura dall’Atlantico al Mediterraneo, proponendo una riflessione sul tema dei porti chiusi, sul diritto dei migranti di attraccare in Europa e sul dovere dell’accoglienza.

Ecco che, nel caos dei trattati non rispettati o intesi a proprio comodo da alcuni Stati Membri dell’Unione, il rassicurante volto della Statua della Liberà diventa quello di un azzeccagarbugli diabolico; simbolo della battaglia politica, con tanto di scaricabarili, tra i Paesi europei sulla questione delle quote migranti. Migranti che, sempre più spesso, sono lasciati “al sicuro” in una botte di ferro ma… in mezzo al mare! Fermando il loro viaggio verso la libertà.

Riuscirà il faro di controllo, con il buon senso e i principi di solidarietà sui cui si fonda l’Unione Europea, a guidare la rotta di politici e migranti verso un porto sicuro?

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CHI È SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA MELA – Associazione “cArteInRegola e Deni Bianco”

“Chi è senza peccato scagli la prima mela” è un urlo contro la società gretta e reazionaria che quotidianamente si macchia dei crimini più bassi ed efferati e, colma di moralismi, trova nel conformismo e nell’emarginazione del diverso da sé il proprio appagamento sociale.

Amare è un atto naturale, istintivo e meraviglioso. Eppure spesso questa libertà viene inspiegabilmente calpestata. Il discorso si complica se l’amore in questione è quello tra due individui appartenenti allo stesso sesso: l’omofobia regna imperante in una società condizionata da regole e dottrine cariche ancora di intolleranza e odio.

L’afflato etereo dell’atto d’amore fermato nel tempo da Klimt è qui reinterpretato in chiave satirica e mostra un bacio tra due amanti dello stesso sesso. Così ci ritroviamo in un nuovo Eden dalle tipiche ambientazioni klimtiane. L’atto è consumato all’ombra dell’albero della vita, simbolo dell’amore come valore universale non omologabile a modelli di alcun tipo. Intorno vecchie civette scrutano il gesto, condannandolo. Una mela appena morsa rimanda alla simbologia del peccato originale e un ben noto serpente è tronfio del suo nuovo successo.

La mela è stata consumata ma stavolta il peccato di cui l’umanità dovrà vergognarsi è un altro; piuttosto che unirci alla massa e nasconderci dietro facili moralismi, oggi tocca a ognuno di noi fare i conti con la propria coscienza, essere paladini delle libertà e sentinelle vigili del nostro tempo storico lottando per la difesa dei diritti di tutti.

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LA GABBIA DEI MATTI – Associazione “Chiaro e Tondo”

«Gabbia de’ matti è il mondo»: così recita uno dei più celebri aforismi di Tommaso Campanella.

Ispirandosi alle stampe popolari che fin dal XVI secolo rappresentano in modo satirico e libero i vizi e le follie degli uomini, prende forma una gabbia dorata alta circa 10 metri che ruota su se stessa, affollata da figure allegoriche e rappresentazioni simboliche in movimento, evocando un’atmosfera felliniana.

Al centro della gabbia una donna si dondola vanitosamente su un’altalena, reggendo in mano uno specchio e un fiore. Attorno a lei si posizionano gli altri personaggi: una figura femminile con un serpente attorno al braccio e un corvo appoggiato, simboli dell’invidia; un uomo iroso con un coltello in mano; l’ubriaco, ritratto mentre beve direttamente dal fiasco di vino; la vergogna di una figura religiosa; un uomo con testa d’asino, pigro e ignorante; la lussuria, raffigurata da un personaggio con testa di capra, messo a testa in giù; l’artista che indossa il frac, rappresentato da uno scheletro con la clessidra in mano, immagine del memento mori (ricordati che devi morire), mentre volge lo sguardo verso la cima della gabbia. La gabbia dei matti è popolata da corvi invidiosi, dentro e fuori, veri e finti. Tutto è sovrastato da una sfera dorata con i volti dei potenti della Terra: Trump, Putin, Kim Jong-un. Uno sguardo sicuro li osserva e li ammonisce: l’artista ricorda la loro precarietà terrena.

La gabbia, infatti, è il mondo, con tutti noi rinchiusi e sorvegliati da figure potenti e discutibili che ci controllano dall’esterno. Ma chi sono i veri matti? Quelli dentro o quelli fuori?

Il Mondo è per lo più una gabbia di matti. Uh piccolo mondo rotondo ispirato dalla celebre stampa di Giuseppe Maria Mitelli, 1684, l’allegoria della follia del mondo, delle sue vanità fatue e dei vizi umani. Ve n’è veramente per tutti!

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DREAM – LIBERTÀ DI…CAMBIARE – Associazione “conlemani”

Il carro allegorico rappresenta i tre personaggi del nuovo governo italiano – Di Maio, Conte e Salvini –protagonisti del “Sogno Italiano” (Italian Dream). Evocando i mitici anni ’50, quelli del boom americano, sfrecciano insieme su di una sgargiante automobile dell’epoca.

Con loro viaggia un’Italia dalle sembianze di giovane ragazza. Fresca e rinnovata, li accompagna con entusiasmo e ottimismo verso un promettente futuro. Col vento in faccia, già si respira un’aria di libertà e di cambiamento.

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LIBERTÀ IN BURRASCA – Associazione “Carta in Festa, Tradizione e Innovazione”

Il carro allegorico rappresenta il percorso che ogni uomo compie per raggiungere la libertà individuale. In un mondo in cui la libertà di espressione, parola e immagine è fortemente “censurata” dalla politica e dalla morale, è sempre più difficile esprimersi in piena autonomia.

Scilla e Cariddi, due mostri omerici che emergono da un mare in burrasca, rappresentano tutte le costrizioni da superare per ottenere la libertà. Quest’ultima è intesa come un traguardo, una tappa che è possibile raggiungere solo se si superano diversi ostacoli.

Cariddi è rappresentata tramite un vortice di acqua che risucchia tutto ciò che le passa attorno. Scilla ha il volto di una bellissima ninfa, ma il corpo è costituito da sei teste di cani-lupi rabbiosi e dimora presso una grotta buia e misteriosa, circondata da fitte nubi.

Secondo il mito, Odisseo sceglie liberamente e consapevolmente di passare più vicino a Scilla piuttosto che a Cariddi. Il protagonista del racconto, di fronte alla possibilità di perdere tutto l’equipaggio (cosa che sarebbe successa se la nave fosse stata inghiottita dal vortice di Cariddi), preferisce solcare le acque nei pressi di Scilla (consapevole del fatto che avrebbe perso solo sei tra i suoi compagni).

La libertà quindi è una dura conquista, che implica una presa di posizione e l’assunzione delle responsabilità conseguenti. Il traguardo finale, però, permette di superare ogni restrizione e di librarsi su un mare di difficoltà, così come fa un grande albatro. Questo uccello, da sempre indicato come il re dei mari, rappresenta il tema della satira ed è raffigurato, vittorioso, mentre vola incolume su Cariddi. Diversamente dagli uomini, non deve scegliere la strada per raggiungere la propria libertà, perché insita nella sua indole, fa parte del suo essere. All’albatro, quindi, non resta altro che canzonare e mettere in ridicolo il fatto che per gli uomini la libertà è una conquista.

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THE WALL – INCUBI DAL PASSATO – Associazione “La Maschera”

La libertà da noi tutti è considerata un diritto acquisito e, quindi, dovuto, grazie alle numerose battaglie fatte da popoli e leader che si sono spesi per questa causa.

Per riportare il tema della libertà al carro allegorico, l’associazione si è ispirata alla celebre canzone dei Pink Floyd, “THE WALL” (Il muro). Sebbene la canzone nasca come denuncia giovanile – di come la scuola manipolasse le giovani menti dei ragazzi – quando si ascolta, nell’immaginario collettivo la si associa al Muro di Berlino e al suo abbattimento.

A trent’anni dalla caduta del Muro, affrontiamo problematiche che hanno richiesto decenni di lotte e conquiste da parte di chi si è speso per raggiungere “la Libertà”. Ad esempio, il muro che il presidente Trump vuole alzare ai confini del Messico, il ripristino delle dogane da parte di alcuni paesi dell’Europa, la limitazione dell’ingresso dei migranti in Italia. Tutto questo è una limitazione alla “Liberta”. Un diritto che richiede ancor oggi lotte, impegno e una mentalità simile ai grandi leader che hanno dedicato la loro vita ai diritti dell’uomo e alla sua libertà assoluta.

Nell’opera, l’enorme Muro si apre e si chiude, svelando al suo interno due situazioni differenti: una rappresentata da un teschio con cappello nazista che si rifà al passato; l’altra, un teschio con cappello americano, rivolta al presente. Per evidenziare come gli incubi del passato sono ancora oggi molto attuali.

Il grande pupo centrale rappresenta chi mediaticamente inculca la necessità di creare questa limitazione della libertà inserendo, nel tritacarne, tutto quello che può manipolare la mente dell’opinione pubblica. I martelli, disposti intorno al castello, sono le menti e le azioni contrarie a tutto questo.

La morale è che se ieri le persone potevano associarsi ai martelli, che hanno agito e lottato per abbattere questi muri, oggi possono essere intesi come mattoni del muro che con la loro passività stanno contribuendo al suo sgretolamento.

(Foto Città Meridiane)

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