Un Paese che nonostante la situazione non proprio rosea, soprattutto per i giovani, può e deve ritrovare la spinta per ripartire e disegnare il proprio futuro culturale, politico ed economico.

Talenti d’Italia: 21 storie di chi ce l’ha fatta

Talenti d'Italia

Ecco come appare l’Italia vista da fuori e da dentro da Marten van Aalderen, giornalista olandese, per alcuni anni presidente della stampa estera a Roma, che in questo suo ultimo libro “Talenti d’Italia” (Albeggi edizioni) racconta attraverso 21 interviste il nostro Paese, per aiutarci a capire chi siamo. Ma questo libro ci aiuta anche e soprattutto a capire come ci vedono gli altri. E ciò è ancora più importante quando possono guardarci e raccontarci da punti di osservazione privilegiati come quello di Maarten van Aalderen che ci presenta 11 donne e 10 uomini che sono riusciti a emergere con le loro imprese e le loro storie senza lasciare la loro terra.

Talenti d'Italia

Da qui è partita la chiacchierata con l’autore, al suo secondo libro dopo il volume “Il Bello dell’Italia” in cui ha scritto del lato buono della nostra Penisola. Nella caldissima mattina di domenica 25 giugno, Masseria San Pietro è stata la sede dell’ultima giornata della prima edizione del Festival Lector in Tavola, che ha visto riunito a Conversano un folto gruppo di giornalisti stranieri da tempo in Italia per raccontarla a noi e ai loro paesi di provenienza.

Talenti d'Italia

L’autore ha raccontato a una platea attenta e partecipe come ha scelto le storie da inserire nel suo libro, svelando che sarebbero dovute essere venti ma che sono diventate ventuno quando ha incontrato Nicole Orlando, una giovane atleta con la sindrome di Down che pratica sport da quando aveva tre anni e oggi è diventata una campionessa internazionale in varie discipline, conquistando medaglie e record mondiali.

Maarten van Aalderen ha voluto sottolineare che tutti coloro che ha intervistato hanno scelto di rimanere in Italia perché, malgrado le difficoltà, sono molto attaccati al loro territorio. E insieme a creatività, passione, costanza e disciplina, territorio è una delle parole che ricorre più spesso fra le righe del libro.

Difficile scegliere quale citare tra le storie perché rimangono tutte impresse in quanto raccontano di chi ce l’ha fatta e di come ce l’ha fatta, costituendo una vera e propria iniezione di fiducia per chi ci sta provando, una sorta di vademecum per coloro che stanno lottando per non abbandonare il loro Paese e per dar lustro alla loro terra con il loro lavoro e le loro capacità.

In molte delle interviste raccolte uno dei problemi più sentiti è quello delle regole inutili e spesso soffocanti, delle lentezze burocratiche. Ma nonostante ciò van Aalderen dimostra che è possibile emergere e farsi strada anche in Italia e che bisogna guardare a questi buoni esempi. Insomma un messaggio di ottimismo in questo momento in cui uno dei problemi più grossi è la cosiddetta fuga dei cervelli.

Talenti d'Italia

Tema emerso nel dibattito con il pubblico presente che non ha mancato di fare una sorta di autocritica, sottolineando come il difetto di molti italiani è quello di dare la colpa agli altri ed è troppo diffusa la mentalità di non assumersi la responsabilità. “Anche in politica, è facile criticare, ma quello che conta è costruire e assumersi delle responsabilità” – ha chiosato l’autore. E questo libro ne è la prova: ponendo il talento al centro di una strategia di sviluppo si può portare alta la bandiera del made in Italy e della way of italian living, che tra l’altro in tutto il mondo ci invidiano.

Talenti d'Italia

E, a proposito di questo, dato che il tema del Festival era “Rivoluzione e cibo”, i giornalisti si sono cimentati nell’imparare a fare le orecchiette e poi si sono ritrovati tutti insieme a tavola, a godere del pranzo nella corte della masseria con le bontà preparate dalle “padrone di casa” Mara Battista e Marina Saponari dell’Associazione Dire Fare Gustare.

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