Da Igoumenitsa abbiamo continuato il nostro viaggio verso Lefkada, l’unica isola greca che può essere raggiunta dal continente senza imbarcarsi su un traghetto, fermandoci nella graziosa e raccolta cittadina di Parga.

Tappa bagno e pranzo a Parga

Non abbiamo resistito e abbiamo subito fatto il primo bagno in acque greche fermandoci sulla spiaggia di Kryoneri davanti alla quale c’è l’isolotto dove si trova una piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria.

Dopo ci siamo concessi il pranzo con il primo approccio con le pietanze locali come le fresche insalate: la greca con pomodori, olive, cipolla rossa e peperoni e la cretese, con una sorta di frisa integrale a fare da base a pomodori, olive e capperi, con l’immancabile feta la prima e con la mizithra la seconda.

Dopo pranzo abbiamo ripreso la strada per Lefkada costeggiando il mare di quella regione greca chiamata Epiro, la più selvaggia e incontaminata, che riserva non poche sorprese a partire dalle alte montagne della maestosa catena del Pindo, che superano i 1500 metri e su cui d’inverno si scia, da una parte e la lunga distesa di spiagge dall’altra.

Un panorama da cartolina, tanto che ci siamo fermati per immortalarlo, è il delta del fiume Aheron, con una zona umida molto estesa in cui si pratica il bird-watching. Secondo la leggenda questo fiume, l’Acheronte, la cui acqua gelida sgorga dalle viscere della terra, era l’ingresso dell’Ade e collegava il mondo dei vivi a quello dei morti.

Non mancate di guardare anche per aria perché alla sommità dei pali della luce ci sono numerosi nidi di cicogne che trovano qui un habitat ideale prima delle loro migrazioni verso il Sud. Una meraviglia per grandi e piccini!

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