Sono sempre stata convinta che appuntare su un quaderno o un blocknotes le proprie esperienze ed emozioni serve a dilatarle e a riviverle al rientro. E anche a dar loro un senso nuovo. Così ho sempre dedicato alla scrittura dei diari di viaggio molto del mio tempo: fermare su una pagina le proprie esperienze permette di non farle fuggire via. Di provare di nuovo emozioni anche a distanza di anni. E tenere un diario diventa un piacere. Così come un piacere è scegliere quello più adatto.

Le creazioni di Maria Elena Colopi

E da quando ho incontrato Maria Elena Colopi, il piacere di decidere quale sarà il prossimo o il più adatto all’argomento, è divenuto ancor più intenso e intrigante. Maria Elena è una graphic designer leccese, anima de Lacimossaparlante, con cui propone le sue creazioni.

diari di viaggio

Il nome scelto mi incuriosisce e mi riporta alla mia infanzia quando lo sentivo ripetere spesso dalla mia zia sarta… La cimossa o cimosa, chiamata anche vivagno, è infatti il bordo non tagliato di una pezza di tessuto, il lato destro e sinistro quando esce dal telaio. E quando riporta scritte, sigle, marchi di fabbrica o altri segni convenzionali viene chiamata cimossa parlante. Maria Elena racconta che un caro amico le ha scritto, quando gli ha detto il nome che aveva scelto: “La cimosa era il cancellino della lavagna e c’era chi la sapeva lanciare contro le ragazze, con una tale forza che sembrava parlasse…”.

diari di viaggio

Poi continua: “In verità io avevo pensato a quel termine perché il bordo del tessuto quando riporta scritte o marchi di fabbrica viene definito cimossa parlante, ed io mi sento un po’ “bordo” quando ricamo. Il bordo racchiude l’opera e, così, come il grafico crea e firma i suoi manifesti in perpendicolo alla base, io rielaboro dei disegni, che spesso sono di Carlo, mio marito, o di Donato, mio figlio. Loro dipingono, io “rubo”, chiedo l’autorizzazione, trasformo e quindi: dal Disegno al Segno, dal Segno al Ricamo. La scatola dei cotoni è la mia tavolozza”.

Tornando ai taccuini, Maria Elena per hobby e per passione, si diverte a crearne di ogni dimensione, in materiali poco scontati come la cartapaglia, e rilegandoli lei stessa con copertine con bandelle in cartoncino, cuciture in cotone e risgurdie bianche o dai colori a contrasto.

diari di viaggio

Una volta utilizzati, poi, e completati dalla prima all’ultima pagina, divengono libretti preziosi con frammenti di memoria, ma anche emozioni e persino affetti fermati per sempre su carta. Ed è sempre bello sfogliarli, leggerli, sfiorarli con le dita, riportando alla mente i bei ricordi, i luoghi visitati, le persone incontrate.

Ognuno scrive i suoi diari a suo modo. Il mio? Io faccio così: annoto in viaggio ogni giorno anche solo tre parole. Poi al rientro riscrivo l’esperienza a partire da quei tre concetti guida: ed è come rivivere tutto! A volte aggiungo anche qualche rapido schizzo, un disegno al volo o attacco con un po’ di scotch cartoline e bigliettini da visita. Poi riporto gran parte degli scritti al computer inserendo, per completare, le gallery delle foto scattate da Michele.

diari di viaggio

Ma Lacimossaparlante non è solo diari, quaderni e taccuini. Maria Elena scatena la sua fantasia realizzando portatovaglioli e bijoux in fil di rame lavorato a crochet, lievi e impalpabili tende che diventano quadri ondeggianti pieni di luce, magneti con tessuti di recupero ricamati dalle nonne e gli acchiappasogni a uncinetto, ideali come beneaugurante regalo, magari per il prossimo Natale. Maria Elena ce li mostra appesi al soffitto aggiungendo: “lasciate che la ragnatela intrappoli i vostri migliori ricordi, e che quelli cattivi passino attraverso il foro centrale e svaniscano nel nulla”. Quale augurio migliore?

2 COMMENTS

  1. Grazie Rosalia, sempre gentile hai ben saputo trasferire i miei pensieri, esponendo i miei lavori in modo eccellente. Ti auguro tanti felici e piacevoli viaggi, buon lavoro. Maria Elena

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here