Gallipoli: la grande bellezza

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Gallipoli

A Gallipoli, il mare con i suoi colori, che vanno dal grigio dell’acciaio di certe giornate di libeccio all’oro dei tramonti sulle spiagge, è una presenza costante. Non ci si sottrae mai alla sua forza e al suo movimento. Ma anche i segni dell’uomo qui a Gallipoli mostrano con la natura un corpo a corpo formidabile, come nella rinascimentale Fontana greca o nel Castello, con i muri in pietra che affondano nelle acque e si adattano ai ritmi e alle sinuosità della costa. Costruito nel XIII secolo, subì modifiche e rifacimenti in periodo angioino.

Oggi, riaperto dopo un lungo restauro, è divenuto un centro di propulsione culturale che ospita mostre ed eventi offrendo anche un percorso storico dedicato alla città. Da non perdere la visita alle Sale Circolari e alla Sala Ennagonale, che rappresenta la parte più antica costruita in età bizantina, e la passeggiata sui bastioni che regalano stupendi squarci del paese e della costa (Piazza Imbriani/Ingresso mercato coperto, tel. +39 0833 262775).

Da tutta questa bellezza si viene quasi investiti soprattutto passeggiando nelle stradine del centro, un armonioso e labirintico intrico di case bianche. Intanto, questa perla del litorale ionico salentino, è l’unico esempio in Europa di isola racchiusa da mura su tutti i lati. Bastioni di difesa dagli attacchi provenienti dal mare, ma anche dal mare stesso e da quel vento, che in certe giornate soffia incessante.

E proprio per rallentare i venti impetuosi, il borgo medievale di Gallipoli si presenta come un pittoresco intrico di piccole corti e stradine strette e attorcigliate che si intersecano. Ma ben altre meraviglie riservano gli scorci del centro storico, dove regna sovrano il barocco: nei balconcini in ferro battuto, nelle fastose facciate, nei maestosi portali di nobili palazzi.
Discorso a parte meritano le chiese di Gallipoli, a cominciare da quella Chiesa della Purità risalente al XVII secolo, con la bianca facciata animata da pannelli in piastrelle maiolicate. Questa chiesa venne eretta grazie alla prodigalità della ricca corporazione degli scaricatori di porto e di ciò ne è testimonianza evidente l’interno, fastosamente decorato con festoni e fregi a stucco dorato e interamente ricoperto da quattro grandi tele di Liborio Riccio, mentre la pala d’altare è un pregiato dipinto di Luca Giordano.
Per finire con la cattedrale, dedicata a Sant’Agata: finemente cesellata nella tenera e bionda pietra leccese e scrigno per l’opera preziosa del pittore barocco gallipolino Giovanni Andrea Coppola e di tutta la pittura locale del Sei e del Settecento.

Il suggerimento è quello di entrare e uscire dalle strade e stradine affidandosi al caso, piuttosto che a un itinerario precostituito, per farsi rapire fino in fondo dalla magia dei luoghi. Intatta quella che si coglie nei frantoi oleari ipogei, meta obbligata per chi vuole scoprire la storia del popolo gallipolino. I frantoi sono stati utilizzati per la produzione dell’olio lampante dal 1600 fino alla prima metà del 1800. Oggi dei 35 esistenti sono visitabili soltanto due: il Frantoio Oleario Ipogeo di Palazzo Granafei (Via Antonietta De Pace 87) e quello di Palazzo Briganti (Via Angeli 3), per la cui visita bisogna rivolgersi all’Associazione Gallipoli Nostra in Viale Europa 15 (info: tel. +39 0833 264242 – +39 338 1363063 – info@assgallipolinostra.com).
Ma Gallipoli è anche il suo mare, con l’isola di Sant’Andrea, parco naturale, sempre suggestiva a ogni ora del giorno. E le sue spiagge, veri e propri spicchi di luna sabbiosi alternati a lisci scogli che si stagliano nell’azzurro invitante del mare.

I nostri indirizzi a Galipoli? A pranzo o a cena da Al Pescatore (Via Riviera Cristoforo Colombo 39, tel: +39 0833 263656) per il mare nel piatto e di fronte oltre la strada, e per dormire il Bellavista Hotel (Area Marina Isola di S.Andrea, Tel. + 39 0833 261831 – bellavistaclub@attiliocaroli.it), a metà tra la Gallipoli moderna e l’isola, primo nucleo della città, per una vista mozzafiato sui due bracci di mare. Per ogni tipo di languorino, Il Pasticciottino (Via Buccarella 1/B, Tel. +39 392 407 0786), ultima “creazione” del maestro pasticcere Antonio Campeggio, unico salentino tra i cinquanta selezionatissimi associati AMPI (Accademia Maestri Pasticceri Italiani): una nuova forma, tonda e non ovale, una misura più piccola e un saporito ripieno salato con il meglio dei prodotti pugliesi, ma non manca la versione “sweet”.

Per visite alla città contattate Gallipoli360° (tel. +39 349 5743456 – francesca@gallipoli360.it): Francesca Fontò vi accompagnerà con competenza e simpatia alla scoperta di monumenti e chiese noti e meno noti.