Cartoline da Praga – seconda parte

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Il tramonto si avvicina e decido di immergermi in un viaggio lungo il fiume. Scelgo un piccolo battello storico che mi permette di attraversare il fiume Moldava sino nei piccoli canali. Il canale del diavolo, il canale degli innamorati dove ancora si può vedere un antico mulino dove romanticamente gli innamorati di tutto il mondo si giurano amore eterno.

Penso a Bon Iver e al brano Flume https://youtu.be/LuQrLsTUcN0 mentre la giovane guida dal perfetto accento inglese mi racconta dei diavoletti che abitano il fiume, di come anche a meno sette gradi il fiume non si ghiacci perché c’è un sistema artificiale che mantiene costante a 4° la temperatura.

Penso alla temperatura dell’acqua, al gelo che taglia la mia pelle, alla prima nevicata della stagione che accompagnerà per sempre questo ricordo e nelle ossa echeggiano la musica e le parole di questa canzone, perfetta e chiara.

“Now you know. Only love is all maroon. Gluey feathers on a flume. Sky is womb and she’s the moon. I am my mother on the wall, with us all. I move in water, shore to shore; Nothing’s more”.

Il cielo è quasi diventato scuro e all’improvviso di fronte a me, il maestoso Castello si colora di impressioni del tramonto e acquista sfumature così particolari da renderlo quasi irreale. Mentre tutto intorno diventa buio, gli ultimi raggi di sole illuminano di arancio e oro le pietre e capisci che tu, da laggiù, nella tua piccola imbarcazione sei piccola cosa in confronto a quell’immensità.

Di buon mattino il giorno seguente decido che la mia meta sarà il Castello. Decido di “scalare” una delle sette colline imboccando la strada più ripida: la vecchia Scalinata del Castello (Staré zámecké schody). Gli scalini iniziano in prossimità della stazione della metropolitana di Malostranská e mi porteranno all’inizio di Jiřská. Il premio, una delle più belle vedute panoramiche di Praga. Ciò che appare ai miei occhi appena arrivata non è un castello ma è un pezzo di storia ancora pulsante che unisce passato e presente. Si respira la storia e si attraversano edifici eterogenei perché questa imponente collina che sovrasta la città, nei secoli ha unito vari edifici del potere, temporale e statale.
Il Castello di Praga, infatti, ha attraversato uno dei suoi momenti di massimo splendore durante il regno di Carlo IV quando divenne sede del Sacro Romano Impero. Il Palazzo Reale fu riedificato, le fortificazioni rafforzate e fu dato inizio alla costruzione della Cattedrale di San Vito seguendo lo stile delle cattedrali gotiche francesi di quel tempo. La Defenestrazione di Praga del 1618 e il lungo periodo di guerre durante il quale il Castello di Praga fu danneggiato e saccheggiato, fungendo raramente da sede del potere. Oggi, il Castello di Praga é la sede del presidente ceco e il più importante monumento culturale nazionale della Repubblica Ceca.
Rem – It’s The End Of The Worldhttps://youtu.be/Z0GFRcFm-aY
“It’s the end of the world as we know it and I feel fine” un passaggio storico lungo secoli.

Con l’Orologio Astronomico Staroměstský Orloj (Orologio della città vecchia), un orologio astronomico medioevale situato in una delle più importanti piazze della città la Staroměstské náměstí (Piazza della Città Vecchia) mi appresto a concludere il mio racconto in musica. Dalla sua torre osservo Praga dirigendo la vista verso i sette colli e i monumenti più importanti.
La piazza è affollata di turisti. Il profumo di cannella e mandorle tostate riempie le stradine e la piazza fino a renderla viva e si mescola all’odore di carne e fritto perché Staroměstské náměstí è un luogo centrale per i turisti e non solo, stazione all’aperto dove ristorarsi dal freddo mangiando tipico cibo di strada tra i vari banchetti di legno che riempiono la piazza.
Mi avvio verso una stradina interna tra il vociare multietnico e uno Starbucks che ha invaso un palazzo storico. Mi ritrovo esattamente a metà strada: alla mia sinistra la città vecchia con i suoi colori gotici e le sue leggende da vivere e capire, a sinistra la città con la sua storia più recente, il lungo vialone che mi porterà alla Piazza di San Venceslao, al Museo Nazionale,al Teatro nazionale.
A metà strada, sospesa nel rincorrere del tempo e dei calendari. Respiro profondamente e l’aria rarefatta per pochi secondi gela il mio cuore. Fuori dal tempo e fuori dallo spazio tra il profumo di mandorle tostate e umidità.
La neve cade in fiocchi perfetti sul mio viso. La perfezione di un fiocco di neve è rara e bellissima. Sembra pesante quel fiocco. Forse lo è. Mi lascio accarezzare.
I punti di vista di un viaggio sono sempre curiosi e personali. Il perché qualcosa colpisca la nostra attenzione escludendone altre, rimane un mistero.
King Crimson – Cadence & Cascade https://youtu.be/GFAESjyVM_8.

Track list:
• Stranglers – Golden Brown
• Francesco Guccini – Primavera di Praga
• Bon Iver – Flume
• Rem – It’s The End Of The World
• King Crimson – Cadence & Cascade

(Testo e foto di Alessia Vanìa)