Andar per masserie – parte seconda

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Sempre nelle campagne di Putignano, da non perdere la visita alla Masseria Madonna delle Grazie (Contrada Mastricale, 39 – Putignano, visita su prenotazione telefonando ai proprietari della masseria +39 333 7040757 – +39 333 3108636 – +39 080 69700049 – irmafiume@gmail.com), una delle più importanti del territorio per due motivi. Il primo è lo iazzo di notevoli dimensioni formato da una parte interna e una parte esterna. Le zone coperte sono divise in “spenne”, le costruzioni per il ricovero degli animali in inverno, “mungituro”, piccolo locale per la mungitura con due porte per l’entrata e l’uscita del bestiame, “casone” per le operazioni di preparazione dei prodotti caseari e “casolare”, fresco e areato, per la conservazione del formaggio. La zona esterna è composta dalle “corti”, recinti in pietra a secco per il ricovero in estate, la “piscina”, collettore di acqua scavato nella roccia, e le “pile”, le vasche in pietra per l’abbeveramento del bestiame.

Il secondo interessante motivo per visitare questa masseria è che adiacente alla stessa vi è una grotta dove si venera la Madonna delle Grazie, meta di pellegrinaggio degli abitanti di tutta la zona e al centro di una festa campestre molto sentita che si celebra la quarta domenica di maggio. Alla grotta si accede scendendo una scala che conduce in un ambiente a forma rettangolare dalla volta irregolare. In fondo è collocato l’altare maggiore con una nicchia che ospita la statua policroma della Madonna delle Grazie con in braccio il Bambino. Due alte colonne ai lati sostengono lampade votive mentre sotto la mensa dell’altare vi è lo stemma gentilizio della famiglia De Miccolis che probabilmente fece edificare la masseria. Notevoli anche l’altare in pietra e l’affresco di Madonna col Bambino sulla parete di destra come ci fa notare la professoressa Teresa Pesce, oggi proprietaria della masseria, che gentilmente insieme alla figlia Irma Fiume ci accompagna nella visita. E ci invita a scoprire un’altra curiosità: dietro l’altare centrale c’è un ampio vano con anfratti naturali e residui di muratura in cui la fantasia popolare ha sempre visto un forno con le pietre a forma di pagnotte.

La tradizione agricola è ancora viva anche nella zona tra Monopoli e Fasano, dove sono tantissime le masserie in cui ancora si producono olio e formaggi. Obbligatorio assaggiare le squisite mozzarelle del Caseificio Lamapecora (Contrada Fascianello, 30 – Fasano, +39 080 4420843 – +39 347 9831168 – taurogiovanni1986@gmail.com) prodotte utilizzando unicamente il latte delle mucche allevate in fattoria. Spostandosi in contrada San Paolo nelle campagne tra Martina Franca e Taranto, si trova l’Azienda zootecnica Amatulli (Contrada San Paolo, Martina Franca, +39 080 4490535): anche qui latticini e formaggi freschi e stagionati da leccarsi i baffi. Mentre, poco più in là, sulla vecchia strada che conduceva a Taranto, immersa nei boschi di fragni centenari c’è la Masseria Monti di Basile (Via Taranto Zona F 1011, Martina Franca, +39 080 4490281) in cui la famiglia Simeone alleva circa 800 capre e 70 cavalli Murgesi, oltre a una simpatica famigliola di asini di Martina Franca. Il consiglio? Fare incetta di cacioricotta che messo sottovuoto potrà essere consumato, da solo o grattato sulla pasta, anche quando i profumi della stagione estiva saranno ormai lontani consentendoci di sentirli ancora sulle nostre tavole.