Un altro Salento

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cripta del crocefisso

C’è un altro Salento oltre quello del mare e delle spiagge. Un Salento da vivere non solo durante i mesi caldi, ma in ogni stagione, sulla costa ma anche nelle zone interne, quelle dal fascino più vero e intenso, dove le tradizioni sono vive e i tesori il più delle volte nascosti.

Si può cominciare a scoprire questo Salento diverso cominciando con un viaggio “sottoterra”, nelle cripte disseminate nelle campagne salentine. Noi abbiamo visitato quella di Ugento, chiamata del Crocifisso, con una guida d’eccezione: l’archeologo Paolo Schiavano, direttore del Nuovo Museo Archeologico di Ugento.
Alla cripta si accede attraverso una ripida scala, ma la primitiva via di accesso era un’altra, collocata di fronte all’altare. Scendendo le scale, è visibile frontalmente una sacra famiglia, di datazione seicentesca. Ma ciò che cattura subito l’attenzione è il soffitto, istoriato da scudi crociati, figure mostruose, animali come pesci, oche, uccelli, tori, istrici e grifoni, tralci con foglie aghiformi dai quali spuntano trifogli e rose a otto e a sedici petali, stelle rosse e nere a sei e otto punte. Varie le teorie su queste insolite decorazioni, tra le quali l’appartenenza all’ordine teutonico, esclusa a favore della tesi della riproduzione di “tecta depicta” lignei di chiese medioevali di età gotica che simboleggiavano vizi e virtù.

In realtà, ci spiega il dottor Schiavano, la chiesa in origine era un colombario di committenza privata, destinato a contenere le ceneri dei defunti, che solo più tardi svolse la funzione di importante meta di pellegrinaggio e luogo di preghiera per l’intera area. Non dimentichiamo che proprio in corrispondenza di questi antichi monumenti passava la via Traiana Sallentina, percorso di origine romana che, nel corso dei secoli, è rientrato tra gli itinerari religiosi più frequentati.
Ma ciò viene svelato anche attraverso gli affreschi risalenti al 1400 e al 1500, con iscrizioni in greco e in latino, che spesso rappresentano il santo in posizione preminente e in basso piccole figure oranti, che vengono individuati come i committenti degli interi cicli. Tra questi spicca un San Michele Arcangelo raffigurato ad ali spiegate e con le sembianze del dignitario bizantino, con un lungo e decorato loros, la sciarpa lunga a volte 5 metri che veniva avvolta sul corpo. In basso, una donna di piccola taglia in posizione orante. Altra figura imponente quella di san Nicola, rappresentato con i soliti abiti episcopali bizantini e benedicente alla greca come il Cristo Pantocratore. Tenerissima la raffigurazione della Vergine Eleusa, nella quale traspare l’amore naturale di una madre per il suo bambino, indipendentemente dalla sua natura divina, mentre una seconda Vergine con bambino, l’Odegitria, viene dipinta in modo più austero con l’imation sul chitone e un velo che le copre il capo. Sopra l’altare di epoca moderna è dipinto il Crocifisso di fattura seicentesca che dà il nome alla cripta: al lato del Cristo ci sono i due ladroni e ai piedi Maria Maddalena e San Giovanni Battista.

Terminata la visita alla cripta, consigliamo di raggiungere il centro di Ugento per una visita al suo museo archeologico, ubicato nel complesso conventuale di Santa Maria della Pietà dei Frati Minori Osservanti, fatto edificare dai conti Orsini-Del Balzo nel 1455. I tesori qui custoditi su due livelli sono reperti della civiltà messapica e statuette in terracotta e oggetti votivi di età ellenistica nelle sette sale del primo piano. Al piano terra la tomba dell’Atleta e vasi attici. Ma spicca su tutto la copia della statua di Zeus, capolavoro di bronzo di fattura magnogreca.

Cripta del Crocifisso
Per informazioni e prenotazioni di visite guidate: Tel. +39 0833.555819 – +39 0833.554843
Cell. +39 329.3915527

Museo Archeologico di Ugento
Largo Sant’Antonio 1
Info: +39 0833 5548437 – studioarcheo@libero.it www.visitaugento.it
Apertura al pubblico: tutti i giorni 10,00-12,00; 17,00-21,00
Ingresso: 3 euro