L’Umbria, grazie alla sua posizione di ombelico d’Italia, è da sempre luogo di incontro di storie e culture che attraverso i secoli hanno plasmato l’identità del territorio. Un territorio che incanta e che conosco bene perché a Perugia ci ho vissuto per un po’ quando ho partecipato a uno stage presso la Provincia a chiusura di un Master in Comunicazione Ambientale frequentato a Bari.
Umbria, il cuore verde d’Italia
Quale meta più adatta per completare il corso di studi del “cuore verde d’Italia”, come l’Umbria viene spesso definita? Perugia mi ha incantato con le sue gemme, a partire dal Duomo intitolato a San Lorenzo in cui spicca la Cappella del Santo Anello dove è custodita la fede nuziale della Madonna.
Una delle migliori espressioni architettoniche della civiltà medievale italiana è Palazzo dei Priori che con la sua grandiosa mole domina l’area tra piazza IV Novembre e corso Vannucci. Entrambi sono considerati il salotto buono della città e sono molto amati dai perugini per lo struscio che anche in pieno inverno si snoda sul corso e intorno alla monumentale Fontana Maggiore.
Camminare vi ha messo fame? Indirizzo storico ma sempreverde Da Cesarino (Piazza IV Novembre, 4 – 075 5728974) dove si mangiano i piatti della tradizione umbra sotto soffitti a volte e boiserie in legno di un palazzo del Duecento. Inevitabile poi una sosta alla storica Pasticceria Sandri, la più antica di Perugia.
Da non perdere la visita al Pozzo Etrusco e quella all’Oratorio di San Bernardino attiguo alla chiesa di San Francesco al Prato. Con un affaccio dal giardino-belvedere Carducci si ha un colpo d’occhio sino allo specchio del Trasimeno. Il lago con le sue tre isole Polvese, Maggiore e Minore fa parte dell’area protetta dal 1995 dell’istituzione del Parco del Trasimeno.
Da visitare Castiglione del Lago, tra i Borghi più Belli d’Italia. Consigliato un giro sull’isola Polvese partendo da San Feliciano dove si va Da Settimio a mangiare il tegamaccio, la zuppa di pesce di lago.
Altra tappa da inserire in un giro in regione, Montone, un borgo medievale perfettamente conservato che fu terra di Braccio Fortebraccio, condottiero di ventura del ‘400. Interessante Città di Castello con la sua Pinacoteca ospitata nello storico Palazzo Vitelli alla Cannoniera, che è la seconda per importanza tra i musei dell’Umbria. E imperdibili, nelle vie di San Francesco, Assisi, dove si torna volentieri per ammirare il ciclo di affreschi di Giotto nella grandiosa Basilica, e Gubbio, dove il santo ammansì il lupo.
E per uno spuntino concedetevi la torta al testo, una focaccia anticamente usata al posto del pane che deve il nome al disco di terracotta usato per cuocerla. Da amanti del vino non abbiamo rinunciato alla visita del Museo del Vino a Torgiano, considerato tra i più completi al mondo. E da appassionati di ceramica la tappa a Deruta è stata obbligata con l’acquisto delle famose produzioni di terracotta. Ci piacerebbe tornare a Todi per riammirare il magnifico Tempio di Santa Maria della Consolazione e a Orvieto, maestosa ed elegante, arroccata su un’imponente rupe di tufo sulla quale spicca il Duomo dorato.
Allora cosa ci manca dell’Umbria? Spello con la chiesa di Santa Maria Maggiore e la Cappella Baglioni affrescata dal Pinturicchio. E, proseguendo il percorso, l’Abbazia di Sassovivo con il suo chiostro romanico: un capolavoro con 128 esili colonnine, con capitelli a giglio e cornici decorate a mosaico. E poi Bevagna, Città dell’Olio e del Vino nonché uno dei Borghi più Belli d’Italia, una delle tappe più incantevoli di un viaggio in Umbria. Attraversando una campagna poetica disegnata da filari di vigne raggiungeremmo Montefalco, altro borgo gioiello da visitare e patria del Sagrantino: numerose sono le cantine dove degustarlo e acquistarlo. A breve distanza Trevi, arroccata su un colle: Città dell’Olio, Città Slow, Città Bio, che va scoperta a ritmo lento fra i vicoli. Per chiudere il nostro giro tra le strade di Spoleto per poi ritrovarsi al cospetto del Duomo, splendido edificio romanico del XII secolo.
E prima di rientrare come non fare scorta di insaccati a Norcia? La cittadina patria di San Benedetto va “gustata”: non è un caso che norcino sia diventato il termine per indicare gli specialisti nella lavorazione della carne suina che qui raggiungono punte d’eccellenza con prosciutti di cinghiale, guanciali e capicolli da far venire l’acquolina.
(Foto di copertina cittameridiane.it, foto nel testo dal web)