Non è stato facile scrivere questo post. Perché non è mai semplice spiegare come ci si innamora e perché solo nei confronti di qualcuno, che in questo caso abbia più peli non importa, scattano tutti quei sintomi tipici che vanno dal battito cardiaco accelerato alla sensazione di “farfalle nello stomaco”.

Conquistati da Otto, un orsetto tricolore

Otto

E il fatto di scrivere questo articolo in prima persona e non con il noi scaturisce proprio dal fatto che sono io che, da sempre fan della razza, mi sono perdutamente innamorata di Otto, un dolcissimo e anche un po’ impertinente Bovaro del Bernese.

Otto

Naturalmente anche Michele è stato conquistato subito dalla esuberanza e dalla estrema simpatia di questo vispo peluche vivente! Un po’ meno Bice, la nostra gattina, che da assoluta padrona di casa è ora costretta a vivere negli angoli sperando di non essere “assaltata”…

Otto

Ma chi lo ha voluto sono stata soprattutto io e qui vi racconto com’è andata.
Intanto perché un Bernese? Di primo acchito mi verrebbe da rispondere parafrasando la celebre frase sui gatti di Joseph Mery: Dio ha creato il gatto per procurare all’uomo la gioia di accarezzare la tigre. Invece i Bernesi sono stati creati per dare la sensazione di portare un orso al guinzaglio!

Arturo

La realtà è che essendo abituata a essere guardata per ben sedici anni con “gli occhi dell’amore” da un cane meraviglioso come Arturo, non vi potevo rinunciare e già sapevo che lo sguardo tenero e adorante del Bovaro del Bernese non me lo avrebbe fatto rimpiangere.

Certo le due razze sono molto diverse, sia come stazza che per carattere ma è stata una scelta voluta quella di non prendere con noi un altro Golden Retriever: volevamo evitare qualsiasi, inevitabile, paragone con il nostro primo stupendo compagno di vita e avventure.

Otto

Inoltre, la mia situazione attuale è ben diversa da quella del periodo in cui Arturo irruppe nella mia vita: allora avevo appena cominciato a lavorare in una redazione insieme a colleghi con i quali ancora oggi c’è stima e amicizia e mi pagavano per fare una cosa che da sempre mi piaceva fare: scrivere!

Otto invece è arrivato in uno dei momenti meno felici in cui un giorno sì e l’altro pure penso di mollare tutto, in cui spesso i piccoli passi sono azzerati da disastrose retromarce e tutto avanza con grande fatica tra molti problemi. Problemi anche familiari che si sono aggravati con la perdita del mio papà lo scorso anno. È per questo che quando mi fa sorridere, e accade spesso, penso che sia un cane molto speciale perché il suo non è un compito facile.

In più Otto, che pretende e ottiene di stare continuamente “attaccato” a me con il suo muso sempre tra i piedi, è capace di trasmettermi una calma tantrica con la sua aria beata e le sue zampone incrociate spaparanzato al mio fianco così come al guinzaglio che già da cucciolo tollera dolcemente. Insomma davanti a questi orsi tricolori non si rimane certamente indifferenti non solo per la loro bellezza, ma anche e soprattutto per il carattere.

Allora com’è arrivato questo cagnone in casa nostra? In epoca di social non poteva che arrivare da lì il messaggio! Sono stata taggata su Facebook da mia sorella a sua volta taggata da un’amica comune che ben conosceva la mia predilezione per questa razza. Inizialmente ho lasciato perdere…

Giriamo molto per il blog e accudire un cucciolo richiede pazienza e tanto tempo a disposizione. Però, allo stesso tempo, pensavo: siamo un traveldog e prima o poi dobbiamo tornare a raccontare le nostre avventure a 4 gambe e 4 zampe. Così ho mandato un messaggio: i cuccioli, cinque e tutti maschi, erano visibili con i loro genitori a Bisceglie, a due passi da casa quindi. Al messaggio è seguito l’invio delle foto: come non innamorarsi di quei pupazzetti? E tra i cinque ho scelto il mio, ignara del fatto che nel frattempo fossero stati tutti dati. Quando ho appreso la notizia direttamente dalla proprietaria mi sono dispiaciuta ma in cuor mio mi son detta che forse non era ancora arrivato il momento.

Otto

Dopo qualche giorno un sms mi ha ridato il sorriso! A uno dei cuccioli la sua famiglia adottiva aveva rinunciato e quindi era disponibile. Guardo meglio la foto inviata subito dopo: era proprio lui, il cucciolino che avevo scelto! A questo punto sia io che Michele abbiamo pensato che fosse più di un caso e siamo andati a conoscere Eragon, che con noi sarebbe diventato Otto.

Otto

Il 6 novembre ha compiuto due mesi, dal 10 dello stesso mese è a casa con noi, riempiendoci le giornate! E quando sono triste e piango, lui arriva, mi coccola con i suoi modi un po’ rudi da cucciolo e mi fa ridere. E’ merito di Otto se la mia vita che in questo periodo vedo buia e triste sta cambiando in meglio. La complicità che sento e vedo quando lo guardo negli occhi mi riempie il cuore. Con lui basta uno sguardo per capirsi.

Ed è come se sapesse da sempre anche il perché del suo nome: lo abbiamo chiamato Otto perché come dice l’amica Angelisa Loschiavo l’amore si moltiplica non si divide: e 4×2 fa 8 (le sue 4 zampe e quelle di Arturo le cui impronte sono sempre nel cuore). Lo abbiamo chiamato Otto perché torneremo a viaggiare a 4 gambe e a 4 zampe: e 4+4 fa 8. Lo abbiamo chiamato Otto perché è un numero che ci piace ed è il simbolo dell’infinito e così sarà il nostro amore per lui.

2 COMMENTS

  1. Ben arrivato Otto! Io credo che quello che ci succede non è un caso. Dopo la perdita della ns prima cucciola, Emy, non volevamo altri cani. Poi, sempre tramite FB, una ns amica ci ha informati di una cucciolata di boxer. Io, per non cascarci le ho detto: sono disposto ad accettare una nuova Emy solo se è una femmina, bianca e se nasce il 20 ottobre, compleanno della mia Signora. Luna è con noi da 4 anni!

  2. Ci fa molto piacere che nei racconti di viaggio sempre più spesso entrano anche le storie dei nostri amici pelosi: emozioni da condividere!

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