C’era una volta un borgo. Anzi c’è ancora. Il cuore antico del paese di Putignano è sempre lì con la sua pianta ellittica che si coglie perfettamente dall’alto. Mentre, percorrendolo a piedi, è quasi nascosto da case e chiese che nel tempo si sono incastrate fra archi, vicoli e piazzette.

Passeggiata a 2 e 4 zampe tra il borgo antico e le campagne

Nella passeggiata, adatta a tutti, da fare lentamente per riapprezzare il piacere di muoversi senza fretta in compagnia del quattro zampe e alla scoperta degli angoli più suggestivi e dei monumenti storici, ci accompagna l’assessore al Turismo e alla Cultura di Putignano, la professoressa Emanuela Elba.

Putignano

Punto di partenza è Porta Grande, quella che conduceva all’interno della città e che oggi non esiste più come anche le mura di difesa, probabilmente abbattute nel corso dell’Ottocento e inglobate nelle abitazioni.

La strada principale è La Chiancata, che collega le due antiche porte di accesso al paese di cui l’unica superstite è Porta Barsento. Larga e lastricata, ha ai suoi lati ancora ben visibili le mensole in pietra da cui prende il nome e sulle quali venivano esposte e vendute le carni che provenivano dagli animali allevati nelle tante masserie delle campagne di Putignano.

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E si scorgono ancora, addentrandosi nel borgo tra le strade strette e tortuose, i vicoli e le corti tipiche dello stile mediterraneo, dotate di pozzi e chiuse da grandi portoni in legno, le antiche botteghe e i forni in cui si produceva il pane.

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Guardando in alto si notano beccatelli e resti di mura medioevali e con l’immaginazione si può tornare indietro nel tempo, andando alla scoperta di un tessuto ormai quasi completamente scomparso che la professoressa Elba ci aiuta a individuare passo dopo passo.

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La strada conduce nella più grande piazza del centro storico sulla quale svetta la Chiesa Matrice di San Pietro Apostolo, posta sul colle più alto dei tre sui quali sorge la città. Nella stessa piazza, accanto all’attuale ingresso della chiesa, si trova l’imponente palazzo ottocentesco del Principe Guglielmo Romanazzi Carducci di Santo Mauro che dal 4 febbraio 2017 ospita uno dei musei più affascinanti della Puglia.

Da non perdere la visita: passando tra le sale di rappresentanza del piano nobile che conservano ancora integri gli arredi originali e gli innumerevoli orologi che fanno parte della pregevole collezione del principe Guglielmo, ci si inoltra nella zona più intima della casa, quella in cui si scorgono le tracce della vita quotidiana.

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PutignanoE sembra quasi di poter incontrare il principe in persona affacciandosi nelle stanze in cui ci sono i pezzi più “intimi”: bauli, scarpe e perfino, nel suo bagno personale, i suoi spazzolini e il rasoio. Molto interessante la cappella, il nucleo più antico del palazzo, in cui troneggia l’altare con la croce a otto punte dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Oltre al piano superiore, il percorso museale comprende le esposizioni permanenti degli argenti e la prestigiosa collezione d’armi appartenuta al Principe, in fase di allestimento.

Al piano terra, con ingresso da Corso Vittorio Emanuele, si può visitare la Collezione civica Giuseppe Albano, scultore putignanese del primo Novecento, attivo tra la nostra regione e Firenze.

Lo spazio espositivo non solo garantisce la definitiva sistemazione delle opere dell’artista mediante una suggestiva collocazione in cui sembra che Albano stesso, ripreso mentre è al lavoro in una gigantografia sulla parete di fondo, sbirci l’entrata dei visitatori, ma si avvale di “Museo Facile”, un innovativo sistema di comunicazione culturale integrata e comprensibile da fasce di pubblico differenti e diversificate, con particolare attenzione alle persone con disabilità visiva e uditiva.

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La Chiesa Matrice, edificata nel XII secolo, subì nel 1474 una importante ricostruzione, che ne mutò anche l’orientamento, per volontà del Balì dei Cavalieri di Malta Giambattista Carafa. Il Balì oltre a essere l’insegna più alta in grado dei Cavalieri Gerosolomitani, uno dei tre grandi ordini monastici-militari che si svilupparono in Terrasanta prestando la loro opera in favore dei pellegrini che si recavano in Oriente per visitare i luoghi santi, fu per oltre cinque secoli, a partire dall’anno 1300 circa, il feudatario del baliaggio di Santo Stefano a Monopoli, cui appartenevano anche Fasano e Putignano.

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La chiesa, alla quale si accede attraverso un’alta scalinata, conserva un portale a ogiva, un ampio rosone e la solenne facciata a capanna di stile romanico pugliese. All’interno incanta la straordinaria bellezza delle statue di San Sebastiano e San Pietro realizzate da Stefano da Putignano, il maggiore scultore del rinascimento pugliese.

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Notevoli anche gli altari in marmi policromi, il soffitto ligneo dipinto della metà del 1700 e l’imponente organo costruito nel 1771. Interessanti le tele di artisti settecenteschi, tra i quali Andrea Miglionico, e il presepe in pietra policroma con statue del XVI secolo.

PutignanoContinuando la passeggiata ci si imbatte in una singolare costruzione dello scorso secolo. Si tratta di un serbatoio di compenso o torrione per deposito d’acqua che nel 1923 fu fatto costruire dall’Acquedotto Pugliese per distribuire l’acqua anche in caso di mal funzionamento delle pompe di erogazione.

A poca distanza la chiesa di Santa Maria la Greca, più volte ricostruita nel corso dei secoli. Oggi si presenta con una bella facciata barocca e un interno ampio e luminoso con doppio cappellone e il presbiterio articolato su due piani.

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La sua importanza è dovuta al fatto che al suo interno è custodito il più antico e prezioso manufatto artistico della città, il reliquario in argento di Santo Stefano, datato tra XII e XIII secolo, conservato in origine nell’abbazia di Santo Stefano di Monopoli e portato a Putignano dai Cavalieri di Malta alla fine del XIV secolo.

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E’ a questo episodio che viene collegata l’origine del Carnevale, il più lungo del mondo, con la manifestazione delle Propaggini il 26 dicembre, giorno dedicato al culto del Santo. Interessanti anche il presepe in terracotta policroma e la pavimentazione dell’oratorio in riggiole di manifattura napoletana.

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Approfittando dell’apertura durante la messa, consigliata la visita alla chiesa delle Carmelitane Scalze, dell’omonimo convento costruito grazie al contributo del notaio Nicola Fanelli per ospitare le monache appartenenti alle famiglie più ricche del paese, per ammirare la volta a tre campate a vela con lo splendido soffitto in tasselli di legno decorato.

I dintorni sono disseminati di masserie e vantano suggestive grotte. Non bisogna perdere la Grotta del Trullo, capolavoro sotterraneo della natura. Nella visita della grotta, che vanta il primato di essere stata il primo sito turistico carsico aperto nel sud Italia, ci accompagna lo speleologo Piero Lippolis, che dal 1983 si occupa dell’esplorazione della cavità. Che come ci spiega vanta un altro primato: pur essendo una grotta superficiale, che si apre appena sotto 1,5m di roccia, ha un numero interessantissimo di concrezioni, ma anche di varietà di colorazioni e di rarità di minerali.

Inoltre è l’unica grotta turistica con un ingresso verticale e vi si accede con una scala a chiocciola che offre ai visitatori l’emozione di calarsi dall’alto come uno speleologo ed entrare in un ambiente straordinario.

Tante le particolarità, ma va assolutamente citata la colonna con un capitello sul soffitto che sostiene un blocco di roccia che assomiglia ad un angelo ed è appunto chiamata dell’angelo. Incantano le forme della roccia ma anche i colori delle concrezioni alabastrine che virano dal rosso, al dorato fino al bianco.

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I nostri amici a 4 zampe possono scendere in grotta se portati in una borsa o in braccio, mentre per i più grandi è possibile l’attesa nei 40 minuti della durata della visita presso la sala d’entrata ospitata nel trullo che dà il nome alla grotta. In questi ambienti c’è anche la Sandbox, un innovativo ed esclusivo strumento didattico che permette di ricreare in modo interattivo un territorio naturale e di modellarne le caratteristiche con un semplice gesto della mano: divertente e istruttivo e ci abbiamo provato anche noi!

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Ultima tappa del nostro giro a Putignano è il Santuario di San Michele in Monte Laureto, un luogo sacro di stupefacente bellezza e valenza storica che mostra notevoli affinità con quello di Monte Sant’Angelo sul Gargano. Per la visita bisogna rivolgersi alla Pro Loco e noi siamo stati accompagnati dal presidente Giuseppe Cosacco che ci ha mostrato i tesori di questa maestosa grotta carsica sopra la quale fino agli anni ’70 c’era uno dei più importanti Sanatori Climatici del Mezzogiorno.

Putignano

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Collocato in fondo c’è l’altare maggiore che conserva un affresco della Crocifissione del XV secolo, mentre ai lati spiccano due edicole. In quella di sinistra c’è la bellissima statua policroma di San Michele, opera di Stefano da Putignano, a destra l’affresco della Madonna del Carmine tra Sant’Angelo e Sant’Alberto, protettori delle campagne putignanesi.

Museo Romanazzi Carducci
Info e prenotazioni: Ufficio Cultura Comune di Putignano tel. +39 080 4056298 – +39 080 4056538
Da ottobre a marzo: martedì e venerdì 10:00-13:00 – sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 16:00-19:00
Da aprile a settembre: martedì e venerdì 10:00-13:00 e 17:00-20:00 – sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 17:00-20:00

Collezione civica Giuseppe Albano
Info Museo Civico di Putignano: Piazza Plebiscito, 16 tel. +39 080 4056298 – +39 080 4056538 – urp@comune.putignano.ba.it
Venerdì 10:00-13:00; sabato e domenica 10:00-13:00 – 16:00-19:00

Grotta del Trullo
S.s. 172 per Turi
Info e prenotazioni: tel. +39 080 4912113 – info@grottadeltrullo.com
Da ottobre a maggio: tutti i giorni 10:00-12:30 e 14:30-17:00
Da giugno a settembre: 9:00-12:30 e 14:30-18:30

Santuario di San Michele in Monte Laureto
Info e prenotazioni: tel. +39 338 9987334 – prolocoputignano@gmail.com
Tutti i giorni su prenotazione 10:00-13:00 e 17:00-20:00

In collaborazione con il Comune di Putignano

Col sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Conversano 

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