Paris, ma belle! – seconda parte

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Parigi

Dopo aver dedicato il primo giorno al museo del Louvre, il nostro consiglio per la seconda giornata ha un sapore tutto francese, quello di dedicarsi al “flaneur”, una parola non facile da tradurre. Balzac scriveva: “Ah! Vagabondare per Parigi! La flanerie è una scienza, una gastronomia dell’occhio”.

Ma prima di perdersi mollemente tra le strade, le piazze e i monumenti di questa meravigliosa città è bene conoscerne la storia. Parigi è sorta sulla Senna più di 2000 anni fa grazie ai Parisii che vivevano di navigazione fluviale, pesca e traffici con altre tribù celtiche. Fu poi conquistata dai Romani al seguito di Giulio Cesare. Nel corso dei secoli presero poi forma i due agglomerati principali: l’Ile de la Cité e l’Ile Saint-Louis. Sulla prima si ergono Notre-Dame, la Saint-Chapelle e la Conciergerie, l’ex prigione in cui furono incarcerati prima della decapitazione Maria Antonietta, Danton e Robespierre. Ma pur essendo la parte più antica di Parigi, nella seconda metà dell’800 venne completamente distrutta dall’urbanista Haussmann e furono rasi al suolo il suo labirinto di viuzze medievali, il quartiere ebraico, le chiese, l’ospedale, gli antichi palazzi e la vecchia zona dei postriboli denominata Val d’Amour.

Ma la regina dell’isola rimase lei: Notre-Dame. Severa e imponente, rappresenta il centro spirituale della città. La costruzione della cattedrale durò due secoli ai quali seguiranno moltissimi rifacimenti tra cui quello più massiccio dopo la Rivoluzione durante la quale Notre-Dame venne profanata. All’esterno ricchi di ricami di pietra sono i tre portali, mentre nel maestoso interno meravigliosi sono le vetrate e i rosoni medievali di ben tredici metri di diametro. Se avete tempo dedicatelo alla parte esterna posteriore della chiesa in cui protagonisti sono gli spettacolari archi rampanti di Jean Ravy e salite i 387 gradini della torre nord che conducono ai celebri doccioni o gargoyles, mostri di pietra sporgenti dai cornicioni, e a un magnifico panorama.

Rimanendo in zona e passando dal sacro al profano, consigliati una passeggiata sul Pont-Neuf, animatissimo per i mercati di fiori e uccelli e lo shopping presso Pylone (57 rue Saint-Louis-en-Isle), uno dei negozi più pazzi della città, con oggetti di design coloratissimi e stravaganti.
La visita a Parigi non può prescindere dal monumento più famoso della città: la Tour Eiffel. All’inizio molto osteggiata, questa struttura in ferro alta 300 metri è diventata l’emblema stesso della Francia. Divisa in tre livelli, al primo piano ospita un ristorante, un cinema, una sala polivalente per seminari e conferenze. Sulla seconda piattaforma è stato ricavato un ristorante di lusso, il Jules Verne, mentre dalla terrazza panoramica del terzo livello a 274 metri di altezza, nelle giornate limpide si può addirittura scorgere la cattedrale di Chartres. Molto spesso però le lunghe code agli ascensori e il numero impressionante di scale scoraggiano anche i più volenterosi…

Anche noi abbiamo scelto di vedere Parigi dall’alto dall’apice dell’Arc de Triomphe che offre la suggestiva vista dell’Etoile, una piazza di 120 metri di diametro dalla quale si irraggiano dodici strade. La terrazza panoramica si trova a 50 metri di altezza e si raggiunge tramite una scala a chiocciola: da qui si può abbracciare con uno sguardo tutta la capitale. E ogni sera alla sua base viene accesa la fiamma accanto alla tomba del Milite Ignoto che ricorda i soldati caduti in guerra e mai identificati.
Dall’Etoile a Place de la Concorde la passeggiata si snoda per quasi 2 chilometri attraverso gli Champs-Elysées e vetrina dopo vetrina si giunge alla grande piazza che fu sede della ghigliottina e al centro della quale svetta l’alto obelisco proveniente da Luxor, mentre intorno si ergono 8 grandi statue che simboleggiano le più importanti città francesi.

Naturalmente non si può pensare di girare per Parigi sempre a piedi. Inoltre, la rete di trasporti della città è una delle migliori al mondo e il metrò comprende 16 linee urbane e quattro ferrovie che la percorrono in lungo e in largo. Solo due sono le stazioni della metropolitana che hanno conservato l’originale tettoia in vetro disegnata da Guimard agli inizi del ‘900: Porte Dauphine e Abbesses.
Dopo aver esplorato la città in superficie e sottoterra, la si deve guardare navigando sulla Senna che, come scriveva André Gide, “non è un fiume, è l’anima stessa di Parigi”. Lo si può fare con la Compagnie de Batobus (port de Bourdonnais 7°, +33 825 050101, www.batobus.com) che offre un servizio di navette che attraverso otto scali, all’andata lungo la Rive Gauche e al ritorno lungo la Rive Droite, compiono un giro completo di 1 ora e 45 minuti, con la possibilità di scendere e risalire quando lo si desidera.

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