sabato, Gennaio 16, 2021

Nel Sannio tra Aglianico e Falanghina del Taburno

Grazie al press tour organizzato per noi da PugliaCampania&Co nel Sannio beneventano abbiamo avuto modo di conoscere da vicino due grandi protagonisti del mondo del vino: Aglianico e Falanghina del Taburno.

Tra i vigneti della provincia di Benevento

Aglianico

Entrambi hanno conosciuto alterne vicende di eccellenza e di oblio, ma hanno mantenuto la loro eterogeneità varietale grazie al suolo vulcanico, che è presente anche nella provincia di Benevento per le eruzioni del Vesuvio, e che ha nutrito le vigne limitando la diffusione della filossera, parassita distruttore di vigneti alla fine dell’800.

Aglianico

Nella provincia di Benevento da secoli si producono ottime uve che esprimono il 40% della superficie vitata dell’intera Campania con vini eccellenti, ognuno diverso perché espressione di terreno, esposizione e altitudine.

Aglianico

Aglianico

Abbiamo cominciato a farne la diretta conoscenza a Torrecuso presso La Fortezza, una cantina che svetta al centro dei vigneti in cui abbiamo passeggiato insieme ad Angelo, Lucia e Silvio che ci hanno accolto in nome della famiglia Rillo, proprietaria della tenuta e della villa con l’ampio giardino e la vista sulle cime dell’Appennino che separa la Campania dalla Puglia.

Nella struttura superiore elegantemente arredata si tengono ricevimenti mentre in quella sottostante si svolge l’attività produttiva vera e propria. Molto suggestiva l’area destinata a ospitare l’invecchiamento del vino che riposa sotto le volte a botte in mattoncini in terracotta, mentre sullo stesso livello si trovano i locali di lavorazione dove abbiamo potuto vedere al lavoro i macchinari per la vinificazione, tra imbottigliamento ed etichettatura, zigzagando tra serbatoi in acciaio e bottiglie.

Aglianico

Poi è arrivato il momento degli assaggi cominciati con una fresca bollicina, il Maleventum Vino Spumante Brut ottenuto da uve Falanghina al 100% raccolte manualmente in cassetta per poter essere manipolate e danneggiate il meno possibile. Così si ottiene questo gradevolissimo spumante metodo Charmat dal colore giallo paglierino brillante e dal perlage finissimo che in bocca si presenta asciutto e con sentori di agrumati.

Aperte le danze abbiamo continuato con la degustazione di una fresca Falanghina del Sannio Doc sottozona Taburno, dall’intenso profumo fruttato che in bocca diventa morbida e leggermente acidula. Acidità che diventa più marcata nella versione rosata di Aglianico ottenuta con un breve periodo di contatto con le bucce rosse e con un processo di vinificazione in bianco che rilascia nel vino sentori di ciliegia, fragola e rose.

Aglianico

A chiusura l’Aglianico che a La Fortezza viene declinato in tre versioni tra le quali spicca la Riserva le cui uve provengono da una vigna di 70 anni d’età e che viene vinificata in purezza, maturata in acciaio e invecchiata in barriques di rovere per 24 mesi e poi in bottiglia. Abbiamo degustato l’Aglianico del Taburno, un vino per noi “nuovo”, che abbiamo trovato di grande equilibrio e di notevole struttura, dai tannini morbidi e dall’intenso sentore di frutta rossa matura.

Tra un bicchiere e l’altro e durante il giro tra i filari delle vigne ci sono stati raccontati i progetti futuri della cantina della famiglia Rillo che contempla una linea di spumanti metodo classico che sarà affinata negli spazi sotterranei della struttura.
Quindi cosa aggiungere? Torneremo sicuramente per assaggiarli!

Così come torneremo nella storica Cantina Mustilli, nel cuore del borgo di Sant’Agata dei Goti, che abbiamo visitato insieme alla signora Paola nella sua parte storica ma dove ci ripromettiamo di fare presto un giro tra le vigne e la degustazione di bottiglie di cui abbiamo ammirato le etichette.

Mustilli attraverso di esse racconta famiglia e territorio con un’immagine “fresca” che utilizza i dipinti degli avi rivisti in chiave pop. Si deve proprio alla famiglia Mustilli la riscoperta della Falanghina del Sannio dopo un lungo periodo di oblio in questo territorio molto vocato grazie ai terreni ricchi di tufi, lave, pomici e ceneri. Dagli anni ’90 in poi la Falanghina rappresenta il vitigno base di vari vini di pregio come Sannio, Solopaca e Taburno che, pur con le loro diverse caratteristiche, condividono il colore giallo pallidissimo con sfumature di verde appena accennato.

Aglianico

Ne impariamo di più, a partire dal nome che significa donna dalle spalle larghe, attraverso la degustazione guidata da Giovanni Esposito, responsabile vendite e comunicazione della Cantina del Taburno, durante la cena da Morisco Cafè.

La Cantina del Taburno, situata alle pendici del monte omonimo nel comune di Foglianise, è di proprietà del Consorzio Agrario di Benevento fondato nel 1901, ancora oggi fulcro delle uve che provengono da circa 600 ettari distribuiti nei territori di Foglianise, Torrecuso, Vitulano, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Apollosa, Bonea, Montesarchio, Ponte, Tocco Caudio, Paupisi e Benevento.

La Falanghina del Taburno è diversa da quella che conosciamo e che deriva dai vigneti dei Campi Flegrei, che è caratterizzata da elevata mineralità e forti note di banana, ananas e mela verde. Nel bicchiere emergono note floreali importanti come la tuberosa ma anche il fruttato della mela annurca, in bocca è asciutta, intensa, lievemente speziata e ricorda la nocciola.

Tutto ciò la rende un vino elegante che può essere abbinato anche a piatti “difficili” come crostacei, ostriche, carpacci di pesce ma anche carciofi, asparagi e funghi porcini. La nostra degustazione è cominciata con Folius Falanghina extra dry, uno spumante fresco ottenuto con metodo Charmat da uve sottoposte a pressatura soffice, in cui solo la prima frazione di mosto fiore viene fermentato a bassa temperatura. Seguito da Falanghina Sannio Dop e, salendo di spessore ma anche di altitudine, abbiamo proseguito con Cesco dell’Eremo IGP Beneventano, un vino bianco di carattere dal color giallo oro ottenuto da uve Falanghina raccolte surmature e poi affinato 4 mesi in barriques di rovere. Il risultato esprime sentori complessi che ricordano la frutta secca, le spezie, ma anche i fiori di campo.

Se la parte femminile del territorio è la Falanghina, quella maschile è l’Aglianico che incarna la figura dell’uomo del Taburno, burbero e tutto d’un pezzo, ma che si scioglie aprendosi nel bicchiere proprio come qui fanno quando ti conoscono meglio.

Così ce lo ha descritto Giovanni proponendoci Fidelis a base di 90% di Aglianico, 5% di Merlot e 5% di Sangiovese passato in barrique per 6 mesi: un vino dal colore rosso rubino intenso, dal profumo caldo che sa di ciliegia matura, mentre al palato ricorda gli umori dei boschi che si estendono tra il Taburno e il Camposauro, tra licheni, funghi e castagne.

Aglianico

Quel territorio in cui cresce questo vitigno spesso costretto a seguire il profilo impervio delle colline tra olivi e faggi e che invita a un viaggio indimenticabile. Il periodo migliore per affrontarlo è proprio l’autunno, quando i colori si smorzano lasciando emergere tutta la dolcezza dei declivi tra vigneti a perdita d’occhio che si estendono ai piedi di cime coperte da boschi.

Questo è il paesaggio dell’Aglianico del Sannio, un vino di eccellente qualità capace di mantenersi giovane anche dopo un lunghissimo invecchiamento. Ed è questo il paesaggio che si gode dalla Cantina Aia dei Colombi a Guardia Sanframondi nella Valle Telesina, la zona più densamente vitata della provincia di Benevento con 5.000 ettari di vigneti sparsi fra una decina di comuni.

Qui nel 2002 la famiglia Pascale ha voluto la sua cantina che produce Aglianico e Falanghina dalle uve degli otto ettari delle vigne aziendali caratterizzate da condizioni pedoclimatiche molto simili a quelle del Pinot Nero, dunque soggette a muffa e a marciume acido che compromettono in modo pesante la qualità del vino.

Viene proposta anche una Falanghina Passito IGT Beneventano chiamata Jocalis, ottenuta da uve appassite sui graticci fino a metà dicembre e poi passata 24 mesi in botti di rovere francese e maturata 6 mesi in bottiglia. La cantina, piccola ma molto interessante, fa del rispetto della naturalità dei processi la sua filosofia e ciò si rispecchia non solo nel vino delle 60.000 bottiglie prodotte all’anno ma anche attraverso l’originale arredo della saletta degustazione con sedute e scaffali in ecologico cartone alveolare.

La Fortezza
Contrada Tora II, 20 – Torrecuso (BN)
Info: +39 0824 886155 – info@lafortezzasrl.it

Mustilli
Via Caudina, 10 – Sant’Agata dei Goti (BN)
Info: +39 0823 718142 – info@mustilli.com

Cantina del Taburno
Via Sala, 12 – Foglianise (BN)
Info: +39 0824 871338 – info@cantinadeltaburno.it

Aia dei Colombi
Contrada Sapenzie – Guardia Sanframondi (BN)
Info: +39 0824 817384 – info@aiadeicolombi.it

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Rosalia
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