Mirko Signorile ci parla di “Un pianoforte per L’Aquila”

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L'Aquila

Mirko Signorile è un musicista, più precisamente un pianista compositore, pieno di luce, garbato e sorridente: una persona con cui riesci a sintonizzarti fin dall’ordinazione di un caffè al bar. Ed è in un bar in pieno centro a Bari che ci incontriamo per parlare di un progetto che gli sta molto a cuore e che ha riportato noi di Città Meridiane a un viaggio di qualche anno fa, in Abruzzo a Santo Stefano di Sessanio, con una giornata trascorsa a L’Aquila, già cristallizzata nel tempo dal terremoto. E L’Aquila è il centro dell’iniziativa che Mirko, insieme a Claudio Filippini e Giovanni Guidi, anche loro pianisti, sta portando avanti. Il progetto è “Un pianoforte per L’Aquila”, un tour in cui suoneranno per la prima volta insieme contemporaneamente in più concerti con musiche originali per poi realizzare un CD con la vendita del quale verrà acquistato un pianoforte destinato alla città. Ma lasciamo che sia Mirko a parlarcene…

Come mai tanto interesse per la città de L’Aquila e come mai ora?
Sia l’interesse che il progetto sono “figli” dello slancio emotivo seguito all’evento “Il jazz italiano per L’Aquila”, la maratona musicale svoltasi lo scorso 6 settembre con oltre 600 musicisti, 100 formazioni musicali in 18 luoghi simbolo della città distrutta dal terremoto. In questo evento, tra gli altri musicisti, ho incontrato Giovanni e abbiamo cominciato a supporre di poter realizzare una serie di concerti in cui lo stesso suono prodotto dallo stesso strumento fosse generato da tre artisti molto diversi tra di loro. Così pensammo a Claudio, che non era lì fisicamente presente, ma si è unito subito al gruppo. E’ nata così l’idea del progetto “Un pianoforte per L’Aquila”, uno spettacolo che stiamo concependo come unico nel suo genere. Con le musiche registrate dal vivo verrà poi realizzato il CD che ci aiuterà a dare il nostro sostanziale contributo alla rinascita “culturale” della città, attraverso l’acquisto di un pianoforte che diverrà il simbolo di ciò il momento in cui verrà ospitato in un contenitore culturale che faccia da polo aggregante in un luogo completamente devastato. Ero stato a L’Aquila prima del terremoto ma dopo non ci ero più tornato. A settembre il concerto me ne ha dato l’opportunità. Arrivato lì sono stato colto da un senso di profondo sgomento: le immagini forti dei palazzi sventrati, delle case chiuse e disabitate, dei monumenti feriti. Ho pensato che L’Aquila continua a urlare il suo bisogno di vivere e che bisognava far qualcosa, bisognava ascoltarlo questo bisogno… Sono nati così l’interesse e il progetto, che si ispira anche all’esperienza dei Piano Circus in cui 12 pianisti si esibiscono su sei pianoforti disposti in cerchio in concerti in cui le note si inseguono, saltando da una tastiera all’altra.

Come hai vissuto a livello personale il terremoto devastante di sei anni fa che ha letteralmente raso al suolo la città?
Ho ricordi nitidi di quando le immagini si susseguivano nei vari telegiornali: ero a casa con i parenti e c’era aria di festa perché ci si preparava alla Pasqua. Ma non mi sono completamente reso conto di quanto fosse accaduto e soprattutto della sua gravità fino a quando non sono tornato a mettere piede in città, una città fantasma. E’ per questo che tutti e tre, io, Claudio e Giovanni, non vogliamo che il nostro progetto rimanga un evento fine a se stesso, ma che si trasformi in qualcosa di davvero concreto per aiutare L’Aquila se non a risorgere, per lo meno ad avere un’anima. E siamo convinti che la ricostruzione non possa prescindere dal bisogno di bellezza e di benessere: questo bisogno lo vogliamo colmare dotando la città, in cui attualmente non ci sono luoghi dedicati, di un posto-contenitore per il pianoforte che possa ospitare concerti ma anche essere sede di produzioni discografiche.

Il primo passo di tutto ciò?
Il primo evento sarà quello pugliese, l’8 dicembre alle 18,00 presso le Cantine Albea di Alberobello. Perché Alberobello? Perché non è soltanto la “città dei trulli” ma è soprattutto patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. E infatti l’evento è stato organizzato dal Comune di Alberobello nell’ambito dell’UNESCO Jazz Festival Winter 2015 in collaborazione con il Locus Festival e si svolge in concomitanza con Alberobello Light Christmas manifestazione, che, nell’edizione natalizia 2015/16 è dedicata alla pace e solidarietà per le vittime che nel mondo cadono sotto i colpi del terrorismo. Da sottolineare che l’evento è gratuito e chi vorrà potrà anche visitare il Museo del vino prima del concerto.

E poi?
Il tour procederà con una serie di concerti con tappe ancora da stabilire in cui verranno registrati dei brani live per il CD che sarà disponibile nel 2017, a chiusura del tour che si protrarrà per tutto il 2016.

(Il reportage è stato realizzato a L’Aquila nel dicembre del 2011: purtroppo da allora quasi nulla è cambiato).