lunedì, Gennaio 30, 2023

Miki Carone e l’arte della meraviglia

IncontriMiki Carone e l'arte della meraviglia
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Michele Carone, detto Miki, è stato il protagonista del nostro ultimo appuntamento della rubrica #Incontri prima della chiusura estiva.
Artista poliedrico, lavora con tecniche diverse, dal bassorilievo alla fotografia, dalla performance al mosaico, dalla fotografia alla pittura, dal video alla scultura, ma con un denominatore comune: la visione ludica e ironica del mondo anche quando tratta di temi “caldi” quale la storia di uno dei più grandi genocidi dell’umanità come quello ai danni del del popolo dei “pellerossa” da parte dei “visi pallidi”.

Miki Carone

L’intervista nell’abbazia di fronte al mare

Incontrarlo nell’Abbazia di San Vito, uno dei luoghi più magici e belli di Puglia, ci ha dato l’opportunità di esaudire un grande desiderio che avevamo da tempo: andare oltre le alte mura del complesso di fondazione benedettina per visitarne l’interno.

L’artista ci ha ospitato nella sua casa ricavata in cinque delle antiche celle dei monaci che si affacciano sul grande cortile al quale si accede varcando l’imponente portone. Una volta ammessi al cospetto dell’imponente struttura affacciata sul porto si entra in una dimensione tutta particolare, sospesa tra passato e presente ma anche tra terra e mare.

Tutta questa meraviglia che ci ha emozionato ha reso superflua la prima delle domande che avevo preparato per l’intervista a Miki Carone. Perché in un posto come questo sembra perfino inutile chiedere da dove trae ispirazione per le sue opere. Ma tant’è e la curiosità rimane. Per cui gli ho comunque rivolto la domanda.

Miki Carone

Miki Carone

“Al mattino apro la finestra, guardo il mare e prendo il caffè con San Vito”.
La risposta ci ha lasciato un po’ interdetti fino a quando non ci siamo avvicinati alla finestra e abbiamo scorto proprio di fronte, sulla parete al lato del grande portone della chiesa dell’abbazia, una piccola statua intagliata nella pietra che sembra guardare proprio verso l’abitazione dell’artista.

Ma torniamo un po’ indietro. Prima di incontrare Miki Carone ci siamo fermati sul suggestivo porticciolo di San Vito dove sono ormeggiate piccole barche colorate cullate dalle onde. Una però spicca in alto sulla scogliera: è un’opera che Miki Carone nel 2016 ha donato al Comune di Polignano a Mare.

La scultura si intitola “Vogliolaluna” ed è un Monumento ai marinai interamente realizzata in legno dipinto con resine e smalto lucido.
Nonostante i divieti di salire a bordo e soprattutto di arrampicarsi sulla scala rossa che sovrasta l’imbarcazione per raggiungere la luna posta sulla cima Miki ci ha raccontato che molti lo fanno lo stesso, soprattutto gli sposi che usano spesso la sua scultura come sfondo alle loro fotografie.

Miki Carone

Noi ci siamo limitati a salire sulla sommità dello scoglio su cui è poggiato questo gozzo da pesca in disuso che l’artista ha voluto lasciare nella stessa posizione in cui l’ha trovato. Miki ne ha voluto fare un simbolo a memoria delle vite dei marinai spese e trascorse sul mare. “Un omaggio ai marinai e al loro duro lavoro di pescatori, – ci dice – ma anche al loro desiderio di vivere una vita libera, a contatto con la natura, con la sua bellezza e la sua forza. Mentre la luna in cima si ispira a Jemanja, la divinità brasiliana nata dalla spuma del mare, che protegge i marinai, ma allo stesso tempo è padrona delle loro vite facendo da faro per la rotta nelle loro notti buie e solitarie”.

Miki Carone

Accolti nella sua casa che è anche spazio espositivo delle sue opere che fanno capolino ovunque, ci siamo accomodati e abbiamo chiacchierato amabilmente fino al crepuscolo quando siamo stati invitati a prendere un aperitivo sul terrazzo al quale si accede attraverso una sorta di galleria scoperta su cui si aprivano le celle: un’altra splendida chicca di questo luogo ricco di sorprese. Che, siamo sempre più convinti, è perfetto per Miki in quanto fa parte integrante del suo modus vivendi e operandi, a partire dal risveglio.

Miki Carone

Ma qual è stato l’incontro “fatale” che nella tua vita ha determinato l’amore per l’arte?
Ci racconta che nel suo caso non si può parlare di un vero e proprio incontro. Sin da bambino amava disegnare e dipingere con pennelli e colori a olio. “È come se avessi da sempre nel mio DNA personaggi come Paperino e Topolino che ancora oggi tornano spesso a popolare le mie opere. Ma se devo indicare un artista che ha segnato il mio percorso artistico questo è senza dubbio Matisse”.

Miki Carone

Quale forma di arte hai sviluppato negli ultimi tempi che senza timore di smentita possiamo definire bui?
Durante i primi mesi di lockdown ho scritto un libro (di cui mi ha fatto dono). Un romanzo sul virus che ho voluto chiamare “I fiori del male” citando Baudelaire. Si tratta di un libro che si ispira a ciò che è accaduto e sta ancora accadendo nel mondo ma visto in un contesto senza tempo che fa convivere personaggi di altre epoche, tutti intenti a risolvere il mistero. Ma non dico di più… Non mi ero mai cimentato con la scrittura e probabilmente non lo avrei mai fatto se non ci fosse stata la pausa forzata indotta dal Covid. Ma ci ho preso gusto e da circa un anno mi sto dedicando alla stesura di un romanzo molto più lungo che richiede ricerche approfondite in quanto le vicende sono ambientate in questa Abbazia ma nel 1564.

Miki Carone

Rimanendo in tema libri e ispirandoci a “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hide”, come hanno reagito rispettivamente l’uomo Miki e l’artista Carone a questa catastrofe piovuta addosso a tutta l’umanità?
In realtà non ho cambiato di molto le mie abitudini. La solitudine non mi ha fatto soffrire. Ma oltre alla scrittura mi sono dato a un’altra attività che non avevo mai considerato prima: il giardinaggio.

Miki Carone

Miki Carone

La tua opera preferita.
In genere è sempre l’ultima. Le opere mi piace tenerle un po’ con me, mi dispiace venderle subito. L’ultima è una scultura dalla forma particolare: è la riproduzione in scala reale della mia colonna vertebrale, che mi ricorda quotidianamente i tre interventi chirurgici che ho dovuto subire.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ritornare a viaggiare!

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Rosalia
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