Il secondo viaggio che mi piacerebbe ripetere con Michele e con Otto è l’on the road con cui nel 1990 insieme ai miei genitori e a mia sorella attraversammo tutta l’Europa  con meta finale Amsterdam e le grandi mostre che celebravano il centenario della morte di Van Gogh.

Tour tra cinque stati

Ph. d’epoca in viaggio in Europa luglio 1990

Un viaggio che mi ha dato modo di conoscere un sacco di posti, partendo dalle spettacolari cascate di Schaffhausen formate al confine settentrionale della Svizzera con la Germania dal Reno che precipita con fragore provocando uno spettacolo emozionante. Sempre in territorio svizzero ho un bellissimo ricordo di Zurigo, la città elvetica più grande che ospita chiese ed edifici monumentali, oltre a ben cinquanta musei. Ho ancora negli occhi le immagini degli splendidi gioielli in vetrina nelle boutique della lunga via dello shopping sulla riva sinistra del fiume Limmat.

Della Germania avevo fino ad allora un’immagine di nazione grigia e fredda, ma attraversando la Foresta Nera mi sono dovuta ricredere e sono rimasta molto stupita dall’esplosione di verde che ci accompagnò fino a Stoccarda, la prima tappa in terra tedesca.  La città è circondata dalla natura e sono meravigliosi i giardini e i parchi del centro in cui bianchi cigni passeggiano alteri ed eleganti.

La successiva tappa di questo tour in Europa è stata Colonia, il cui simbolo è il duomo, una imponente costruzione gotica che domina la città e dal 1996 è patrimonio mondiale dell’Unesco. Dalla piazza del Dom si diramano le vie dello shopping: cercate il negozio Farina, che produce l’unica Acqua di Colonia originale, creata da questa famiglia di immigrati italiani nel XVIII secolo e amata da grandi personalità quali Goethe, Napoleone, Voltaire e la regina Vittoria.

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Ma al di là delle grandi monumentali città, ciò che mi è rimasto più impresso del territorio compreso tra Germania settentrionale e Olanda è stata la campagna, immersa nella limpidissima luce di luglio, con le piccole casette colorate, le greggi di pecore tanto candide da sembrare finte e una sequela infinita di prati, canali, campi coltivati. Un panorama che visto dai finestrini scorreva veloce e incantevole, con i colori vividi dei cieli tersi, il verde quasi abbagliante dei prati e il rosso allegro delle case. E come colonna sonora di tutto il viaggio le canzoni di Rod Stewart!

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Arrivati in Olanda abbiamo pernottato a Utrecht, vivace città universitaria, in cui ci ha accolto il freddo vento del nord, che abbiamo “combattuto” in un brown café (bruine kroeg in olandese) a colpi di boccali di birra e di bitterballen, polpettine di carne di manzo aromatizzata fritte e servite con mostarda, che troverete in tutti i pub dei Paesi Bassi. Il suo centro storico medievale costruito intorno alla Torre del Duomo è abbastanza raccolto da essere piacevolmente girato a piedi. E se l’architettura fiamminga dei palazzi e i canali che attraversano la città ricordano la sorella maggiore Amsterdam, devo ammettere che la sua atmosfera intima e poco turistica mi ha incantata e me l’ha fatta preferire alla più caotica capitale olandese.

Che abbiamo raggiunto per visitare le mostre dedicate a Van Gogh, scopo dell’intero viaggio, ospitate nel museo omonimo e al Rijksmuseum.

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Ph. d’epoca viaggio in Europa luglio 1990

Non ci siamo fatti mancare la crociera lungo gli storici canali di Amsterdam, che è uno dei modi migliori per esplorare la città e per ammirare le incantevoli case affacciate sull’acqua, nonché per il veloce passaggio “obbligato” davanti alle donne in vetrina nel quartiere a luci rosse.

Le case di Amsterdam sono caratteristiche e naturalmente non ho resistito a portarne via come souvenir un paio in miniatura realizzate in ceramica che ancora oggi hanno il loro posto nella mia collezione di casette provenienti da tutto il mondo.

Abbiamo anche fatto una puntata al Madame Tussauds, il museo delle cere che si trova in Piazza Dam e che fa parte della catena presente con molteplici sedi in tutto il mondo.

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Ph. d’epoca viaggio in Europa luglio 1990

Altra tappa olandese obbligatoria è Den Haag. Bella, aristocratica, raffinata, a L’Aia, come viene chiamata in italiano, vivono i reali e ha sede qui anche il palazzo del governo. Il complesso in stile gotico di Binnenhof è sede del parlamento, mentre la sede di lavoro del monarca olandese è Palazzo Noordeinde che risale al 1609 e si trova al centro della città. Ricordate che è possibile scattare fotografie ma il palazzo non è aperto al pubblico, mentre è gratuito l’ingresso al giardino che ospita anche la scuderia reale, dove sono tenuti i cavalli e le carrozze della Casa Reale. Di fronte al palazzo si erge la statua di Re Guglielmo II.

Un gioiellino da non perdere e che ci piacque veramente tanto è Delft, famosa in tutto il mondo per la sua ceramica blu, per i magnifici canali ed edifici antichi e per avere dato i natali a Johannes Vermeer. Dopo la visita alla Royal Delft, l’unica fabbrica ancora attiva dal XVII secolo che produce l’originale ceramica blu dipinta completamente a mano, ricordo uno spuntino nella Grote Markt, la piazza principale, a base di aringa e squisiti gamberetti grigi, detti anche “caviale del mare del Nord”, che mangiavo per la prima volta nella mia vita.

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Ph. d’epoca viaggio in Europa a luglio 1990
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Ph. d’epoca viaggio in Europa luglio 1990

Dall’Olanda abbiamo raggiunto in battello le città belghe di Bruges e Gand. La prima, chiamata la “Perla delle Fiandre”, ha un centro storico costruito nel Medioevo ancora intatto in cui case, palazzi e chiese lungo i canali sembrano fermi a cinque secoli fa. E’ famosa per il merletto chiamato pizzo delle Fiandre e nella mia memoria ci sono donne di tutte le età intente a creare questi magnifici capolavori. Gand o Gent, bellissima ma meno conosciuta dai turisti rispetto a Bruges, vanta un ricco patrimonio architettonico fiammingo ed è una città dal  ricco passato. Entrambe meriterebbero molto di più di un mordi e fuggi.

Una sosta la merita anche Liegi, nella regione della Vallonia, dal centro storico ricco e interessante in cui spicca la cattedrale di San Paolo, mirabile esempio di gotico belga, in cui c’è un’opera d’arte che proprio non vi aspettereste: una statua in marmo bianco di Lucifero, il genio del male. Altri due ricordi interessanti mi legano a questa città: un’altra prima volta gastronomica con l’assaggio delle escargot à la bourguignonne e l’emozione di svegliarsi con un panorama mozzafiato sulla Mosa, il fiume che l’attraversa da nord a sud.

Di questo viaggio itinerante attraverso l’Europa, ho in memoria anche la tappa a Lussemburgo: il Granducato vanta un gran numero di castelli e il bellissimo centro storico è stato dichiarato, nel 1944, Patrimonio dell’Umanità. Nella omonima capitale, ci si sposta a piedi, percorrendo diverse salite. La Grand Rue è pedonale, ricca di negozi e di locali anche molto eleganti. Una tappa in una bresserie per uno spuntino accompagnato dall’ottima birra locale è d’obbligo!

(La foto di copertina è di Città Meridiane, quelle nel testo d’epoca e tratte da pixabay.com)

2 COMMENTS

  1. Tornare negli stessi luoghi dopo anni, con una consapevolezza diversa e soprattutto con le persone a cui si vuole particolarmente bene rende il viaggio una nuova esperienza. Sono stata ad Amsterdam da sola ed in un periodo triste della mia vita e non l’ho proprio amata. Ma so per certo che se tornassi oggi con un nuovo stato d’animo e con il mio compagno riuscerei ad amarla

  2. Ne sono certa Simona! Ad Amsterdam dedicammo poco tempo anche noi perché mia sorella rimase turbata dopo il giro sul battello che passava nei pressi delle vetrine del quartiere a luci rosse e non volle rimanere in città per cena. Vorrei tornare anche per questo. Ho amato molto Delft e Der Haag e mi piacerebbe rivederle.

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