La XXIII edizione di Pietrechecantano

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Da sempre capace di intercettare i percorsi artistici che dall’Europa si fondono con gli Stati Uniti, dal continente africano si aprono all’Oriente, Pietrechecantano arriva alla XXIII edizione con un concept artistico che incrocia tradizione e innovazione, musica e videoarte, fotografia e giornalismo, il tutto negli affascinanti spazi del centro storico di Cisternino e delle masserie della Valle D’Itria.


Sabato 13 agosto la Masseria Cantone ospiterà MyAfricasparty, evento dedicato al jazz e alle nuove sonorità digitali. Il live vedrà salire sul palco, con il progetto Frequenze Bianche, il trio composto da Alberto Parmegiani alla chitarra, Riccardo Gambatesa alla batteria e Carlo Ferro al pianoforte. Tre musicisti che danno vita ad un concerto carico di pathos, fatto di composizioni scritte da Parmegiani, chitarrista formatosi a New York al fianco di grandi nomi del calibro di Pat Metheny e Luciano Pavarotti. Nella serata del 13 agosto Parmegiani sperimenta in anteprima mondiale la co-sonorizzazione dell’opera Auropa, video art dell’artista etiope Mulugeta Gebrekidan, attivo sia nella pittura che nella video arte. Laureatosi all’Accademia di Belle Arti di Addis Abeba, Mulugeta ha esibito i suoi lavori in Etiopia, Germania, Senegal, Sud Africa, USA e oggi insegna all’Università di Bahir Dar e lavora come graphic designer per GTZ Etiopia. I dj-set vedranno invece la presenza di due artisti capaci di innescare una sinergia fra digitale e analogico: Nicola Conte e Capibara. Il primo torna in Valle D’Itria dopo un lungo periodo in tour per il mondo e presenterà un set strutturato su sonorità jazz, soul, afro ed elettronica, un vero esempio di eclettismo e stile internazionale. Il producer romano Capibara miscelerà invece hip hop, elettronica, futurismi garage, ritmi urbani e suggestioni afro, elementi che lo hanno consacrato come uno dei veri talenti italiani contemporanei.

Sabato 20 agosto, dalle ore 21.30 in Piazza Vittorio Emanuele a Cisternino, spazio alla tavola rotonda intitolata L’invenzione della World music: colonialismo culturale e musiche migranti, un incontro a cui parteciperanno Alberto Campo (la Repubblica), Ennio Bruno (Il Mucchio e Extra Mucchio), Nicola Gaeta (Musica Jazz) e Malte Walden. La serata avrà come focus il fronte della musica, della cultura e della creatività nelle Afriche, rispetto alle quali Pietrechecantano apre un laboratorio a cui si interesserà nel prossimo futuro. Le selezioni musicali post-conferenza saranno poi affidate ad Alberto Campo e Ennio Bruno.

Sabato 21 agosto, dalle ore 22:30 alla Masseria Mavù, i suoni della nuova Africa prendono vita con un live incandescente, quello di Pat Thomas & Kwashibu Area Band, la formazione di riferimento per l’intera nazione del Ghana. Noto in patria col nome di golden voice of Africa, Thomas è una delle figure centrali di quella generazione di musicisti che negli anni ‘60 e ‘70 diedero nuova linfa all’highlife, genere musicale nato in Ghana agli inizi degli anni ‘50. Un concerto in cui i ritmi della musica tradizionale s’innestano in nuovi arrangiamenti per chitarra e voce, contaminandosi con afrobeat e sonorità afrodisco. Il dj della serata sarà invece Aj Kwame, artista partito negli anni ’90 dalla scena hip-hop alternativa sotto la storica etichetta britannica Mo’ Wax. Già al fianco di artisti del calibro di DJ Shadow e James Lavelle, coi quali ha calcato i palcoscenici di tutta Europa, è oggi a intestatario del progetto African Metropolitan Music di cui cura l’aspetto musicale attraverso la stesura di compilation che affiancano i libri Adjaye Africa Architecture e African Metropolitan Architecture, entrambi scritti dal fratello David. Il vj-set della serata verrà realizzato da Baseneutra, artista già attivo in collaborazioni live con Roni Size, Matmos ed Ellen Allie, capace di realizzare inediti caleidoscopi in videoclip che si sviluppano a ritmo di musica.

Pietrechecantano 2016 è anche Ricognizione Ethiopia, la sezione tematica che accende i riflettori su alcuni artisti contemporanei. Una rielaborazione della tradizione, un’analisi delle paure della migrazione, in cui la “facilità digitale” aiuta a lavorare sul corpo e la videoarte è “fuoco magico” sparso per la città. Al centro di questa analisi dal 6 al 21 agosto al Bar Fod di Cisternino (piazza Vittorio Emanuele) ci sarà l’esposizione fotografica The copy machine di Helen Zeru Araya, membro attivo di Netsa Art Village e fotografa freelance per numerose organizzazioni non governative.
Parte il 18 agosto la mostra fotografica di Malte Walden, prodotta da “Marco Polo insieme per la cultura”, intitolata Please, Don’t Smile, che resterà in esposizione fino al 21 agosto nella Chiesa Nuova di Cisternino e che getta uno sguardo sul flusso migratorio del nostro contemporaneo attraverso una serie di ritratti realizzati nell’Africa occidentale.
Nelle giornate del 13, 20 e 21 agosto presso Micro (via Santa Lucia a Cisternino) ci sarà invece la presentazione di un ciclo di videoarte project di Helina Mateferia, l’artista interdisciplinare che opera attraverso performance, video arte, istallazioni, sculture e incisioni, già protagonista con le sue opere in importanti musei negli Stati Uniti, Cuba, Polonia ed Etiopia.
Il programma completo su www.pietrechecantano.com.

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