Diventa tutto più interessante quando la Storia, quella con la esse maiuscola che si studia tra i banchi di scuola, si intreccia con le storie di paesi piccoli e sospesi nel tempo come Casamassella.

La Filanda

La Filanda a Casamassella, charme e storia in Salento

Ed è ancor più bello ascoltare il racconto di queste storie, intessute nella memoria, dalla voce di chi ti ospita che in qualche modo le ha vissute sulla sua pelle oppure le ricorda perché gliele hanno raccontate da bambino, come agli altri si raccontano le favole della buona notte.

La Filanda

Tutto questo ti fa sentire privilegiato, ma anche protetto come in un bozzolo…
Non è un caso che abbiamo adoperato parole attinenti al mondo della tessitura, così come non è un caso che Baco, Gelso, Bozzolo, Farfalla, Ordito e Liccio sono i nomi delle sei camere de La Filanda, raffinata struttura che definire affittacamere risulta molto riduttivo, che si trova vicino a Otranto nel borgo di Casamassella, che come ci spiegano Roberto Campa e Irene Antonio, marito e moglie nonché squisiti ospiti di casa, è il paese non rivierasco più a oriente d’Italia. E già questo basterebbe per scatenare le nostre curiosità e fantasia.

La Filanda
(Foto di Laura Greco – giridigonna)

Ma ascoltare Roberto e Irene è davvero un piacere per cui siamo stati ben felici che ci abbiano voluto raccontare la storia de La Filanda, legata a doppio filo con quella del paese in cui sorge. Ma anche legata alla storia personale di Roberto, architetto profondamente innamorato della sua terra: infatti la sua mamma ha lavorato tra queste mura e i disegni utilizzati per i decori dei tessuti sono divenuti gli originali quadri che adornano le stanze.

La Filanda

Sul retro dell’antica filanda, attiva fino a 1924, c’era una grande piantagione di alberi di gelso, che nel passato era una tra le colture maggiormente diffuse nel Salento, insieme a vite e olivo. Da qui si può desumere che l’allevamento del baco da seta era molto importante per l’economia agricola del tempo.

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A Casamassella fu il marchese Antonio De Viti De Marco a impiantarla a fine ‘800 e fu una grande fonte di reddito fino a quando lo stesso marchese decise di trasformare le piantagioni di gelso in vigneti ed eliminò la bachicoltura dal ciclo produttivo delle sue terre.

Della trasformazione dell’edificio, che sorge a pochi passi dalla piazza principale del paese dove imponente regna il Castello che fu di proprietà dei De Viti De Marco, si è occupato Roberto, che invece ha poi voluto lanciare per gli arredi interni un Concorso di Idee.

Frutto degli architetti vincitori di tale concorso sono i mobili dal design contemporaneo realizzati a mano dall’artigiano Damiano Greco. Ogni mobile dialoga con gli elementi architettonici dell’edificio che fu costruito in due momenti: il piano terra nella prima metà dell’800 e il primo piano tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del secolo successivo.

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A livello della strada si aprivano due locali ampi con volte a stella e ben quattro camini, utilizzati per la lavorazione dei prodotti agricoli; poi fu aggiunta un’altra stanza con bagno utilizzata come foresteria che accolse Adele Rossi, moglie del filosofo Benedetto Croce, amica di Donna Carolina, sorella del grande economista Antonio De Viti De Marco. E Roberto ci svela che lo stesso Croce fu più volte ospite in paese e che lui stesso ha raccolto le memorie della signora Marinella Terlizzi, che allora lavorava nell’ufficio postale privato di Uggiano la Chiesa e che ricorda ancora un signore molto distinto che vi si recava spesso con un grosso cane di proprietà della famiglia De Viti De Marco.

La Filanda

Nella nostra stanza, la Liccio, gli elementi di arredo sono realizzati in tondini di ferro e legno e richiamano la parte del telaio che serve al movimento dei fili di ordito e che dà il nome alla camera.

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Non si tratta soltanto della stanza più ampia di tutta la struttura, ma è anche la più particolare in quanto è arricchita da una splendida volta a padiglione con piccoli mattoni rossi scoperti e lasciati a vista dopo la ristrutturazione: molto lontana dalle tipologie tradizionali salentine perché costruita durante la Prima Guerra Mondiale con materiali e tecnica tipicamente anglosassone.

La Filanda

Gli arredi, tra cui il letto a baldacchino, sono stati realizzati su progetto di un team di architetti romani, secondo classificato nel Concorso di Idee. Ma non vogliamo svelarvi di più perché è davvero emozionante ascoltare il racconto della ennesima rinascita de La Filanda, che fu anche tabacchificio, deposito di derrate alimentari e scuola elementare, dalle labbra di Roberto e di Irene.

La Filanda

Proprietari giustamente orgogliosi di questa dimora di charme vicino a Otranto, luogo ideale per vivere in pieno relax una vacanza nel Salento, che mettono a disposizione dei loro ospiti stanze ampie e di fascino con aria condizionata, riscaldamento a regolazione autonoma, frigo, cassetta di sicurezza, TV a schermo piatto e WiFi gratuito.

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L’unico rischio che si corre dopo un soggiorno avvolti dalla pace e dalla storia di queste mura è quello di non voler andare più via, irretiti dal profumo delle torte che Irene prepara per la colazione e da cui si viene rapiti di ritorno dal mare salendo i 17 scalini che conducono alla struttura: noi non abbiamo resistito e abbiamo “rubato” una fetta!

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Attenzione anche a non far sì che i sogni si impiglino in trame e orditi! Il desiderio sarà quello di tornare a riprenderseli: la scusa per assaggiare i famosi e prelibati piatti preparati da Roberto noi già ce l’abbiamo…

La Filanda
Via Uggiano 27, Casamassella – Lecce
Info: +39 339 1669502 – info@lafilandasalento.it

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