La Cutura: i Tropici qui da noi

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“Se vuoi essere migliore di noi, caro amico, viaggia!” – diceva Goethe. Per rigenerare corpo e mente con una pausa “verde”, non occorre sognare mete esotiche e lontane. Anche poco distante si possono fare belle scoperte: per una profonda relazione con la natura, è sufficiente una passeggiata tra Palmariggi e Giuggianello, in Salento, nel Giardino Botanico La Cutura, dove il proprietario Salvatore Cezzi si è dedicato con tenacia a una passione: coltivare piante succulente, palme, alberi di origine subtropicale e rose, tante rose.

Quando il signor Toto ereditò da sua nonna, di origine spagnola, la tenuta cominciando a impostare il giardino, aveva in mente un’idea precisa: creare un ambiente dedicato alla sua collezione di piante portate in Salento dai suoi numerosi viaggi in ogni parte del mondo. Così, alla Cutura si segue un vero e proprio percorso tra giardini, ognuno con il suo nome e le sue caratteristiche. E ogni angolo del giardino è caratterizzato da uno o più particolari che accentuano l’atmosfera rilassante, degna dei Tropici.

La visita comincia dal Giardino Roccioso, circondato da vecchie mura che offrono riparo a circa 80 varietà di agavi, 50 di opuntie e numerose tipologie di cactus di ogni forma e grandezza, tutte dal portamento imponente.
Da qui si giunge al cuore del giardino, la monumentale serra delle piante grasse, divisa in tre grandi aree: la centrale è dedicata alle cactacee originarie del Messico, la zona a destra a piante tropicali di origine africana e quella a sinistra a piante grasse sudamericane. Tutte catturano la nostra attenzione, alcune per le forme, altre per i ciuffi che sembrano peli, altre ancora per le dimensioni come gli enormi cuscini di Echinocactus grusonii e i rami altissimi di ferocactus e mammilarie che raggiungono i sedici metri del tetto in vetro della serra. Il terzo giardino è un omaggio alle piante mediterranee con una grande aiuola bordata da profumatissimi garofanini bianchi che ospita conifere, ginestre, ginepri, olivi, corbezzoli, mirti, timo e agrumi. Da qui si giunge allo stagno che raccoglie l’acqua piovana e dà dimora a ninfee, papiri, bambù, giacinti e iris. Per ammirare lo spettacolare roseto, formato da più di 100 varietà di rose, il consiglio è quello di visitare il giardino nel mese di maggio per farsi rapire dai colori e dai profumi di questi meravigliosi fiori.
Dal roseto si passa all’ombra e al fresco, garantiti anche in piena estate, dal bosco dei lecci secolari dove provare la forte emozione di abbracciare uno di questi giganti della natura. Dall’apparente disordine del bosco di giunge, con una breve passeggiata, al labirinto formato da aiuole potate geometricamente del Giardino all’italiana, in cui perdersi tra verdi cangianti e mutevoli secondo la luce del sole. Il percorso guida verso il Giardino dei semplici in cui, in uno spazio dove venivano ricoverati bovini e cavalli, sono oggi coltivate le piante aromatiche e officinali. L’intenso effluvio delle violette di Parma preannuncia il Giardino dei profumi, in cui si possono ammirare, in stagione, le magnifiche fioriture di peonie e ciliegi giapponesi. Al centro de La Cutura sorge il Borgo antico, di chiara impronta spagnola, che riporta alle origini della famiglia del signor Toto e che, tra stretti vicoli e mura ricoperte di viti e bougainvilles, assomiglia molto a un piccolo borgo andaluso. Nel Giardino segreto le piante più rare: felci, orchidee, palme, frutti esotici, agrumi, conifere nane e tante piante insolite che crescono molto bene tra la roccia scavata di una vecchia cava tufacea. Percorrendo una breve salita, si raggiunge la parte più alta del giardino in cui “abitano” oche, colombi, anatre, cigni, tra cui il raro nero, galli e galline dai piumaggi coloratissimi, pavoni, fagiani e persino caprette, daini, un pony, un cavallino di razza Falabella e un asinello. Prima di andar via vale la pena dare una sbirciatina ai terrari che accolgono rettili di grandi dimensioni ma innocui. E’ giunta l’ora di salutare il signor Cezzi e il suo giardino delle meraviglie in cui speriamo di tornare presto, per risentirci bambini e provare la gioia di emozionarci ancora davanti ai doni bellissimi della natura.

Giardino Botanico La Cutura
Contrada Cutura, Giuggianello (Le), tel. +39 0836 354164 – +39 335 8262477 – info@lacutura.it