Fari, i templi del Mediterraneo

I fari sono stati definiti dallo scrittore bosniaco Predrag Matvejevic come templi del Mediterraneo. E proprio come templi andrebbero custoditi e preservati questi luoghi parte integrante di un enorme patrimonio che la Puglia possiede.

In Puglia seguendo la scia luminosa dei fari

Chiunque sia andato per mare di notte, avvicinandosi alla costa è rimasto affascinato da quel lampo di luce fugace, ma che allo stesso tempo rappresenta la certezza che, pur nell’oscurità, la costa è ancora lì.

fari

Questa riflessione è nata a bordo di Cloud9, la barca a vela degli amici Ninni e Feliciano con cui abbiamo navigato da Monopoli a Polignano a Mare. Rientrando nel porto di Monopoli, scivolando a vela sull’acqua ormai scura, una luce a intermittenza brillava nella sera: quella del faro di Torre Canne, che lo scorso anno ha compiuto 90 anni.

Così abbiamo deciso di dedicare un post ai fari che hanno sempre rappresentato luoghi privilegiati intorno ai quali fiorivano leggende. Si pensi al faro di Alessandria o al Colosso di Rodi, che sembra reggesse tra le gigantesche mani una luce che lo rendeva quindi simile a un faro.

Leuca

E in questo articolo vi suggeriamo un itinerario alla scoperta di alcuni dei fari più belli di Puglia partendo dal Salento in cui all’estrema punta si può ammirare il maestoso Faro di Leuca. Sorge a Punta Méliso, l’antico Promontorium Japigium, ed è classificato come “faro di atterraggio di I classe”. Fu progettato dall’ingegnere Achille Rossi e attivato a petrolio a livello costante nel 1866 dal Genio Civile. Oggi, dai suoi 102 metri dal livello del mare, proietta 3 fasci di luce bianca visibili fino a 25,2 miglia dalla costa.

mare d'inverno

Anche quello di Capo San Vito a Taranto, da oltre 150 anni punto di riferimento per i pescatori e i marinai e costituito da una torre bianca di forma cilindrica, è in buono stato, mentre è in disuso il faro dell’Isola di San Pietro che ospita oggi uffici della Marina.

Il faro di Monopoli, immerso nella vita caotica dei pescatori e del molo, è alto solamente 15 metri e svolge una funzione di segnalamento all’ingresso del porto sin dall’anno in cui mandò i primi lampi di luce ai naviganti, nel 1878. Il suo fascino è quello di fare da vedetta a un paesaggio da cartolina che si spalanca non appena si entra nelle placide acque portuali.

fari

Più a nord si giunge al faro di Bari, sulla Punta San Cataldo: per raggiungere la cima della sua torre bisogna salire 380 scalini poiché si innalza a 66 metri di altezza. Fu edificato nel 1869, come unità indipendente e autosufficiente, poiché lontana dalla città. Vi si edificarono gli alloggi, le cisterne per l’acqua e il forno per il pane.

fari
Foto da ilovemolfetta.it

A Molfetta risplende il faro in pietra chiara che poggia su uno zoccolo cilindrico abbellito da un terrazzo con ringhiera che avvolge la lanterna. E’ il più antico di questo tratto di Adriatico e fu acceso per la prima volta il 12 gennaio 1857.

Vieste

Risalendo per la lunghissima costa pugliese, che ospita tantissime di queste romantiche lanterne, non si può non fare cenno al faro di Vieste che, costruito nella seconda metà dell’800, svetta sullo scoglio di Santa Croce.

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Foto da apuliastories.it

Navigare sulle tracce di queste sentinelle luminose che appaiono come bianchi minareti che si stagliano nel blu del cielo, permette di scoprire nuove visioni di luoghi già bellissimi. Cosa ci sarebbe di più intrigante? Visitare un faro dall’interno! In Puglia è possibile anche questo. Dove? A Otranto nel Faro di Punta Palascìa grazie ad Apulia Stories, l’associazione di promozione sociale di Cursi che fa capo a Elisa Mele e Alessandro Conoci e che ne gestisce gli spazi dal luglio dello scorso anno con il patrocinio e il supporto del Comune di Otranto.

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Foto da comune.otranto.le.it

Tra le attività proposte la più poetica è quella di guardare il sorgere del sole dal punto più a est d’Italia dalla sommità della lanterna, ma si può anche osservare le stelle, partecipare a workshop fotografici in notturna per immortalare la Via Lattea, percorrere a piedi il tratto di costa dal faro alla Torre del Serpe e a Torre Sant’Emiliano e pure assistere a presentazioni di libri, momenti di musica, di poesia, laboratori e iniziative gastronomiche regionali e nazionali.

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Foto da farodipuntafenaio.it

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Foto da facebook.com/CapofaroLocandaMalvasia

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Foto da farocapospartivento.com

E chissà magari un domani sarà anche possibile esaudire il nostro desiderio di trascorrere una notte all’interno, vivendo una magia speciale che in Italia adesso è realizzabile solo in alcuni luoghi molto selezionati, come il Faro di Punta Fenaio in Toscana sull’Isola del Giglio, l’ottocentesco Capofaro in Sicilia, nella tenuta della della famiglia Tasca d’Almerita a Salina una tra le più autentiche isole delle Eolie, e Faro di Capo Spartivento, che domina l’area marina protetta a due passi da Cala Cipolla, una delle più belle spiagge di Chia, nella parte sud-occidentale della Sardegna.

Rosalia
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