Dormire: lo famo strano? – terza parte

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Nel tempo è aumentato il numero dei luoghi in cui abbiamo dormito “strano” per cui, dopo le prime due puntate (https://www.cittameridiane.it/dormire-lo-famo-strano-prima-parte/ e https://www.cittameridiane.it/dormire-lo-famo-strano-seconda-parte/), abbiamo deciso di aggiungerne una terza!

Riprende da qui il nostro racconto sui luoghi più “strambi” in cui abbiamo dormito in questi cinque anni di blog e che abbiamo inserito nella nostra rubrica #Sognidoro. Allora continuiamo a farlo strano? Cosa? Dormire!

Continuiamo a farlo strano?

Ricominciamo da dove avevamo interrotto… Dalla notte in una filanda dove nell’800 si allevava il baco da seta e nel ‘900 si tessevano tessuti, che oggi è stata trasformata in una dimora di charme nel borgo di Casamassella, in Salento vicino a Otranto.

Cos’è cos’è che fa andare la filanda…

La Filanda

Perché scegliere di dormire a La Filanda? Sicuramente per sentirsi accolti come in un bozzolo in una delle sei camere che prendono i loro nomi dal mondo della tessitura: Baco, Gelso, Bozzolo, Farfalla, Ordito e Liccio. E poi perchè è bello sentirsi rapiti dall’ospitalità e dalle storie che Irene e Roberto, gli squisiti proprietari, raccontano e che si intrecciano con quelle dell’antica filanda, attiva fino a 1924, del castello dei Marchesi De Viti De Marco e del paese non rivierasco più a oriente d’Italia.

Borghi incantati di trulli

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Cosa c’è di più bello di dormire in un trullo? Farlo in un trullo compreso in un borgo interamente costituito da queste costruzioni che sembrano venir fuori direttamente da un libro di fiabe! Abbiamo avuto la fortuna di provare per ben due volte e in due luoghi diversi la grande emozione di dormire e di svegliarci nell’atmosfera fiabesca che un raccolto borgo di trulli sa regalare.

Le Dieci Porte

Come quella che si respira a Le Dieci porte, un piccolo borgo di trulli tra Alberobello e Martina Franca, aperto all’ospitalità e ristrutturato mantenendo le sue caratteristiche di straordinario esempio di architettura spontanea sviluppatasi intorno a un’antica corte dove si affacciano tutti gli alloggi ricavati nel vecchio forno, nel “palmento”, nel granaio e nelle stalle. Arrivando si avvertono subito la pace e la poesia del luogo, immaginando il nucleo operoso che lo ha abitato nel passato: sembra quasi di entrare nella Lilliput de I viaggi di Gulliver in cui brulicavano minuscoli uomini alti solo venti centimetri.

E la sera mentre tutto è immerso nel buio, le lucine tra i trulli rendono l’atmosfera incantata e si parla piano non tanto per non disturbare gli altri ospiti ma per timore di rompere l’incantesimo.

strano

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Stessa sensazione quella che si avverte tra i più di 20 coni ristrutturati e 3 da ristrutturare di Trulli Acquarossa, il piccolo delizioso borgo sulla strada per Casalini immerso nelle campagne di Cisternino. Restaurati con cura e attenzione ai particolari, i trulli hanno mantenuto un fascino contadino, un po’ rude ma schietto, con i mobili realizzati su misura in legno scuro, ingentiliti da decori dipinti a mano, tendine e centrini realizzati all’uncinetto, lenzuola ricamate di lino.

Gli 8 appartamenti, tutti ricavati da trulli, sono indipendenti gli uni dagli altri e le soluzioni per il soggiorno sono varie: dal trullo “intimo” adatto a due persone, all’unione di più unità per le famiglie numerose.

Un gradevole silenzio catapulta in un mondo in cui il tempo sembra essersi fermato tra i coni di chiancarelle ingrigite dal tempo dei trulli di Acquarossa, uno di quei luoghi rimasto in splendido isolamento, nonostante la breve distanza dal paese.

Raccolti in Tenuta

Più che strano, meraviglioso svegliarsi nella prepotente natura dei 450 ettari della Tenuta delle Ripalte, selvaggio e incantevole angolo di fronte all‘isola di Montecristo, compreso in quel quarto di isola d’Elba occupato dal braccio di terra che si protende verso sud col Monte Calamita.

In più, questi risvegli possono avere panorami e “gusti” diversi a seconda della soluzione che si sceglie all’interno della grande Tenuta. Al centro sorge la bella villa ottocentesca, un tempo buen retiro dei nobili Tobler Theodoli Quintavalle, oggi recuperata con cura e trasformata in un albergo di charme. Poi ci sono i casali che sono stati trasformati in 52 confortevoli appartamenti ideali per una vacanza relax, che si affacciano sui vigneti che digradano verso il mare. Sedici le ville sparse nella pineta e tutte vista mare, lontane le une dalle altre per assicurare la più completa privacy a chi decide di trascorrere qui le sue vacanze. Per i più “sportivi” anche le 10 tende superaccessoriate del Glamping: rivestite in legno, letti a baldacchino, servizi con doccia jacuzzi e cucine attrezzate, il tutto completamente immerso nella natura, tra boschi di pini marittimi e macchia mediterranea.

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Vasta anche la scelta tra le calette in cui poter fare il bagno prima di concedersi un buon bicchiere di vino prodotto nella cantina della Tenuta delle Ripalte, scavata nella roccia, disegnata da Tobia Scarpa e inserita tra le 14 Cantine d’Autore in Toscana.

Come sentinelle nella torre

Torre Incina

La costruzione di “osservazioni fortificate” sulle coste per difenderle da possibili predoni provenienti dal mare è molto antica. Ne parla Plutarco vissuto tra il 125 e il 50 a.C. e fu realizzata anche dai Romani per preservare i loro commerci dai pirati. Le torri poi vennero innalzate in tutta la penisola, ma la maggior quantità venne realizzata durante l’impero di Carlo V nel Regno di Napoli, quello più esposto alle scorrerie dei Saraceni.

E proprio in una di queste torri fatte costruire nella seconda metà del XVI secolo per l’avvistamento di navi pirate abbiamo pernottato per uno dei #sognidoro più particolari: Torre Incina tra i comuni di Polignano a Mare e Monopoli.

Certo vivere sia pure solo per una notte l’avventura di essere i proprietari della vedetta sul mare non è per tutti: la scala di accesso è irta e piuttosto impegnativa. Del resto non può essere diversamente per un edificio militare voluto come punto di avvistamento e di allarme per prevenire le incursioni delle navi dei pirati turchi. Torre Incina è l’unica delle numerose torri costiere pugliesi ristrutturata e trasformata in un’originale casa per le vacanze in cui è possibile soggiornare e fa parte delle dimore di Masseria Spina, nella vicina Monopoli, fungendo da grande suite della stessa, con 8 posti letto in 4 diversi ambienti su due livelli.

Ma non è finita qui! A breve posteremo altri posti che abbiamo raccolto nei nostri #sognidoro in cui abbiamo dormito strano. Seguirà quindi una quarta parte del nostro racconto “Dormire: lo famo strano?”.

 

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Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

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