Calabria pet friendly – parte prima

Fuori confineCalabria pet friendly - parte prima
spot_imgspot_imgspot_img

 

La Calabria è una terra forte e gentile che negli ultimi tempi si sta aprendo sempre più a un turismo pet friendly. Ma l’unico Comune a essersi autoproclamato tale per regolamento è Santa Caterina dello Ionio, in provincia di Catanzaro.
Ci siamo stati con il nostro Otto a fare da testimonial ai servizi dedicati ai 4 zampe, su invito di Isa Badolato, guida turistica e pet travel planner, che ci ha ospitato nel suo appartamento vacanze Astonishing Calabria. Fin dal nome scelto per la struttura emerge il grande amore che Isa, romana trasferitasi nel paese di origine del papà, ha per questi luoghi e per l’incanto che suscitano.

Una terra forte e gentile

Cosenza

La punta dello stivale, stretta tra due mari con più di 700 chilometri di coste, è ancora poco conosciuta e per questo tutta da scoprire! Non eravamo mai stati così a sud: le nostre “perlustrazioni” si erano fermate tra Cosenza e dintorni. Quindi visitare la zona compresa tra Catanzaro e Reggio Calabria ci ha regalato grandi emozioni e tante nuove scoperte grazie ai suggerimenti e all’accompagnamento di Isa che si è prodigata per farci immergere nell’atmosfera della Calabria più pet friendly e accogliente con i due e i quattro zampe.

Il primo borgo che abbiamo visitato è stato Santa Caterina dello Ionio, il paese in collina che dà il nome anche alla marina sottostante. In questo territorio ciò è una costante e per comprenderne le ragioni bisogna tornare indietro nel tempo. Anticamente le coste calabresi furono densamente abitate, ma successivamente abbandonate a causa dei pericoli che dal mare arrivavano con il conseguente trasferimento sulle vicine montagne.

Calabria pet friendly

La situazione si è poi nuovamente ribaltata solo nello scorso secolo, quando le marine sono divenute più popolose dei paesi in alto, che sono rimasti in uno stato di splendido isolamento che ha contribuito a mantenere intatte antiche tradizioni frutto degli affascinanti incontri tra ascendenza magno-greca e usanze importate dai dominatori di turno, Arabi, Normanni, Spagnoli e Francesi, nonché quelle delle comunità grecaniche e albanesi ancora oggi presenti in varie parti della regione.

Il borgo emerge su una rocca tra il verde della vegetazione e il grigio dei calanchi ed è stato fondato nell’Alto Medioevo da chi fuggiva dalla costa a causa delle invasioni saracene, come i limitrofi Guardavalle e Badolato. Ma rispetto agli altri paesi compresi tra la Sila Piccola e il mare, Santa Caterina ha una peculiarità tutta sua in quanto il paese è stato quasi completamente abbandonato in seguito al devastante incendio del 29 luglio 1983.

Nei secoli il centro storico era già stato interessato da eventi traumatici come i terremoti del 1659 e del 1783 e l’alluvione del 1951, ma sono state le fiamme a far evacuare il borgo e a modificarne la fisionomia: furono ridotte in cenere case, chiese e i palazzi nobiliari dei Marchesi Di Francia, gli ultimi baroni di Santa Caterina, e Del Balzo-Squillacioti.

Sia la Chiesa Madre che il Palazzo dei Marchesi Di Francia sono stati ricostruiti, ma le ferite di quarant’anni fa sono ancora aperte e chi ha lasciato il borgo per la marina ancora oggi fatica a ritornarvi. Rimane il fascino del dedalo di viuzze e vicoletti chiusi dalla cinta murata, che una volta aveva quattro porte di ingresso di cui oggi rimane solo la Porta dell’Acqua, e degli affacci sul mare.

Tornando alla marina, quella di Santa Caterina dello Ionio si presenta pulita e ordinata, con spazi verdi curati, un mercato settimanale piccolo ma fornito il lunedì mattina, ristoranti e pizzerie che è possibile frequentare con il proprio quattro zampe come l’Agriturismo La Sena dove è previsto un bau menu a base di hamburger o fetta di maiale locale nero ai ferri, e bar dove è disponibile perfino il bau gelato: entrambi molto graditi da Otto.

Calabria pet friendly

Fiore all’occhiello è l’area cani, creata dalla buona volontà delle signore Katia Lazzaro, referente comunale delle colonie feline e dei randagi, Concetta Geracitano, che si occupa della manutenzione, e Connie Romeo, a cui si deve l’idea della panchina degli animali, sedute sulla quale abbiamo piacevolmente chiacchierato, mentre Otto testava i giochi e l’acqua fresca della fontanella.

Calabria pet friendly

Come non godersi il mare cristallino di Santa Caterina dello Ionio? La Calabria pet friendly mostra il suo lato migliore sulla spiaggia di Torre Sant’Antonio, una bianca distesa di sabbia ai piedi di una vedetta del 1563 con i plus di un bar-ristorante dove fermarsi dalla prima colazione al pranzo fino all’aperitivo serale e un boschetto su un prato erboso che garantisce frescura anche nei giorni più afosi e che è stato molto apprezzato dal nostro Otto.

Spostandosi a Guardavalle Marina, l’ultimo avamposto catanzarese prima di entrare nel territorio di Reggio Calabria, al Ristorante BorgoRosso si possono unire i sapori del mare, tra i surici, pesci locali serviti fritti, e pescespada km 0 pescato dal figlio della proprietaria, a quelli della montagna con soppressata della casa e pasta fatta a mano condita con ragù di capra.

Dall’altra parte c’è Badolato, che rientra tra i Borghi più Belli d’Italia. Premessa: anche fare pochi chilometri qui può essere un’impresa! Il collegamento tra paesi infatti è possibile soltanto percorrendo la famigerata SS 106 che non solo ne attraversa le arterie principali, per cui se per esempio capita di trovare per strada lo svolgimento di un funerale bisogna procedere a passo d’uomo, ma si sviluppa su tratti strettissimi. Per superare le tante fiumane della zona furono fatti costruire in epoca fascista vari ponti che sono rimasti gli stessi fino a oggi e per percorrerli è necessario fare una sorta di sotto a chi tocca!

In realtà chi vi accede per primo ha la precedenza ma spesso la fila dall’altra parte non si ferma e vige la legge del più grosso. A noi è capitato che un tir ha continuato la sua corsa impedendo alla nostra colonna di proseguire e costringendo tutte le auto a fare retromarcia. Bisognerebbe guardare a ciò che è stato fatto in Liguria sfruttando la linea ferroviaria esistente delegando ai treni il trasporto di gente e merci tra i paesi sul litorale che sono tutti dotati di stazioni: sicuramente si otterrebbe un alleggerimento del traffico evitando pericolosi incidenti.

Superati questi ostacoli siamo arrivati a Badolato e, non potendo essere accompagnati dalla guida contattata perché già impegnata con i colleghi della Rai, abbiamo intrapreso la visita da soli seguendone i consigli dati per telefono. Ma alla prima tappa abbiamo avuto una brutta sorpresa con un’esperienza mai accadutaci finora: siamo stati cacciati dal Convento francescano di Santa Maria degli Angeli sede della Comunità di Mondo X, fondata da Padre Eligio Gelmini per accogliere ragazzi con alle spalle un passato difficile. Entrati dalla porta aperta ci siamo sentiti apostrofare dal custode che a male parole ci intimava di non fare foto e video.

In realtà noi stavamo aspettando che terminasse la sua conversazione telefonica per essere accompagnati nella visita al luogo che ha uno spettacolare affaccio sul paese di fronte, ma una volta riposto il cellulare i toni minacciosi non si sono alleggeriti, anzi, e abbiamo preferito andar via. Sicuramente non era stato avvisato del nostro arrivo, contrariamente a quanto ci era stato promesso dalla guida, ma essere accolti in questo modo non è stato affatto piacevole e ci ha guastato il resto del giro.

L’unica persona gentile che abbiamo incontrato nel paese, che tra l’altro non si presenta al suo meglio con le strade principali impercorribili e mal ridotte a causa dei cantieri aperti per lavori, è stata una signora americana che si è trasferita qui anni fa e che ha offerto da bere al nostro accaldatissimo Otto. Da sottolineare che il Comune di Badolato ha proibito l’accesso ai cani sulle spiagge: e questo è un altro motivo per cui non può certo rientrare nella nostra Calabria pet friendly.

Il centro più grande della zona è Soverato, rinomato luogo di villeggiatura che offre anche varie opportunità gastronomiche in locali di ogni tipologia. Con Isa, il suo cane Ciccio e suo fratello Marco, il gestore del Lido Sant’Antonio, siamo stati insieme a Otto da Brezza – fish and chill, il locale easy dello chef Luca Abbruzzino che a Catanzaro ha il suo omonimo ristorante stellato.

Scopri Bibibau con noi

Rosalia
Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

ARTICOLI CORRELATI

Scopri Bibibau con noi

Scopri i prodotti Mediterrah

ULTIMI ARTICOLI

IJO’ Design: a spalle coperte

IJO’ Design è un brand salentino che fa realizzare artigianalmente mantelle, scialli e stole,...

Belle storie di penna

La penna è per me un fondamentale strumento di lavoro, perché da sempre preferisco...

Moskardin: appunti di viaggio

Moskardin è il nome di un elegante quaderno di viaggio di produzione artigianale e...

Recycle: l’arte del riciclo per i bijoux

Quando si va in vacanza si ha voglia di portare con sé qualche accessorio...

Comments

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here