Brindisi! – Vino, Appia, Mare

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A Brindisi nasce il nuovo festival dedicato al vino, alla Via Appia e al mare per valorizzare il ruolo strategico turistico della città terminale della Via Appia e tra febbraio e marzo si svolgeranno tre incontri territoriali di co-progettazione rivolti a cittadinanza e operatori.

Brindisi e la Via Appia

Il festival è in programma da sabato 22 a martedì 25 aprile 2023 e mira a valorizzare la tradizione vitivinicola e gastronomica, il territorio e il mare in chiave creativa e innovativa, facendo immediatamente seguito alla candidatura della Via Appia a Patrimonio Unesco.

Brindisi

“L’antica Via Appia continua a generare idee ed opportunità per il nostro territorio e questo festival ne è la dimostrazione – ha dichiarato Riccardo Rossi, Sindaco di BrindisiSiamo pronti ad accogliere a Brindisi nella prossima primavera, in occasione del ponte del 25 aprile, un appuntamento che valorizza il vino, il cibo, la nostra cultura della terra e del mare, che ha come filo conduttore la Via Appia, un tratto identitario fortissimo e riconoscibile della nostra città, che ci lega anche alle altre comunità attraversate dal famoso tracciato. La Puglia punta su “Brindisi! – Vino, Appia, Mare” per attrarre i numerosi viaggiatori in movimento in quei giorni di festa, noi lavoriamo per rendere sempre più consapevole la città del suo ruolo strategico nella promozione della Regina delle antiche Vie”.

Brindisi

“Vogliamo rendere Brindisi nuovamente protagonista di un grande evento legato al vino, e comunicare attraverso il festival l’importanza della nostra città per la Via Appia, appena candidata a diventare Patrimonio Unesco – il commento di Emma Taveri, Assessore al Turismo del Comune di BrindisiL’unione di questi temi ha l’obiettivo di attrarre visitatori di qualità, fuori stagione, rendendo omaggio al patrimonio culturale e alla bellezza della nostra città. Rappresenta però anche il desiderio di promuoverla – come già accaduto con muSEAc al Capannone Ex Montecatini – come una città creativa, che sperimenta, lancia idee nuove che vengono accolte e supportate. Per questo ringraziamo nuovamente la Regione Puglia per l’attenzione verso i progetti sul turismo promossi dalla nostra città.”

A partire dalla Via Appia il Festival coinvolgerà tutti i 74 comuni che la compongono per poi diffondersi tra i quartieri brindisini della tradizione marinaresca e il lungomare con un ricco programma di eventi e attività.

Brindisi

Brindisi! – Vino, Appia, Mare vuole essere anche un’occasione per coinvolgere il territorio, rendendo la comunità locale protagonista nella costruzione dell’evento che ha al centro due temi molto sentiti, il vino e il mare. Infatti è in programma un percorso di co-progettazione del festival con tre appuntamenti: giovedì 16 febbraio Vino & Cucina, incontro con imprese, associazioni di categoria, enti sui temi del vino e della tradizione culinaria; giovedì 23 febbraio Creatività e Mare, incontro per uno scambio tra arte e tradizione marinaresca e infine giovedì 2 marzo Via Appia e Cultura, incontro con il mondo della cultura, con particolare riferimento alla valorizzazione della Via Appia in chiave turistica. Gli incontri, in programma nella Sala Gino Strada di Palazzo Granafei Nervegna, sono aperti agli operatori e ai cittadini che vogliano contribuire. Partecipazione gratuita per inscriversi https://www.eventbrite.it/o/destinazione-brindisi-33172649385

Brindisi

Nel frattempo noi di Città Meridiane vi suggeriamo un itinerario sul litorale brindisino dove la costa si presenta rocciosa e qua e là intaccata da piccole e grandi grotte fino a Egnazia, che come scrisse Orazio fu “costruita contro la volontà delle ninfe”.
Ciò che resta di questo importante centro, testimone della civiltà messapica, è ancora oggi impressionante: gli scavi, le mura, l’acropoli, il porto e la necropoli son presenze imponenti che richiamano alla mente la nobiltà del passato e l’importanza strategica trovandosi sul tracciato della via Traiana.

Egnazia

Fu rinomata anche per le sue ceramiche, i grandi “vasi di Gnathia”, decorati con motivi vegetali e scene di vita quotidiana, presenti nei principali musei archeologici del mondo e nel Museo archeologico nazionale locale.

I 7 archi

Più a sud si incontra Torre Canne, che da piccolo borgo di pescatori si è trasformato grazie alla scoperta di due preziose sorgenti salsobromoiodiche, in un frequentatissimo centro termale e balneare.
Nell’immediato entroterra emerge la splendida Ostuni. All’interno delle mura, il bianco centro storico dalla forte impronta ellenica, è un continuo merletto di balconi fioriti, portali barocchi, scale, viottoli e piazzette con la linea blu del mare all’orizzonte dove si estende il Parco Nazionale Regionale delle Dune Costiere, con sei chilometri di rena ricoperta di macchia mediterranea.

Poco distante c’è Carovigno, il cui centro storico dalla forte impronta medievale è sovrastato da un poderoso castello quattrocentesco. La fortificazione originaria, risalente ai Normanni, è stata inglobata nelle costruzioni dei secoli successivi e ciò che oggi appare è una sorta di puzzle architettonico determinato dal restauro che si deve alla famiglia Dentice di Frasso.

Tornando sulla costa è d’obbligo la sosta nell’area protetta di Torre Guaceto, che rientra nella rete dei Parchi blu, composta da 16 aree protette sparse in tutto il mondo e che tra dune e macchia mediterranea, comprende una lunga baia sabbiosa dominata da un’antica torre di vedetta.

A questo punto il nostro tour può dirsi concluso in quanto quella che appare all’orizzonte è la città di Brindisi. Molti gli scorci pittoreschi nella città vecchia che vanta ben due castelli, quello Svevo e quello Aragonese chiamato anche Castello Rosso.

Brindisi

Un altro simbolo di Brindisi è il Monumento al Marinaio d’Italia sul quale si può salire fino in cima grazie a un ascensore che raggiunge la terrazza dalla quale si gode una magnifica vista di Brindisi e del suo mare interno dalla particolare forma a testa di cervo.

Brindisi

Molte anche le chiese da visitare, come il tempio di San Giovanni al Sepolcro, risalente all’XI secolo e dalla pianta circolare che ricorda quella del Santo Sepolcro in Gerusalemme.
Prima di riprendere la via del ritorno, da non perdere la puntata a Santa Maria di Borgo del Casale, una chiesa romanica del 1300 che conserva al suo interno un notevolissimo Giudizio Universale affrescato da Rinaldo da Taranto.

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