Alessio Viola ha aperto il sipario del Seminario

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Alessio Viola al Seminario di Conversano

Venerdì sera Al Seminario a Conversano con “Ti strappo e ti getto in pasto ai cani” di Alessio Viola, primo autore in scaletta, la rassegna “Un libro prima di cena” ha rotto il ghiaccio. E lo ha fatto con una presentazione spumeggiante da parte di Mariablu Scaringella, seguita da un aperitivo con un freschissimo calice di rosato tra le mani e una tavola elegantemente apparecchiata e riccamente imbandita. Ma andiamo con ordine.

La prima bella sorpresa è stata per tutti, autore e ospiti, quella di avere a disposizione ben due giardini “segreti”, in cui un tempo i seminaristi trascorrevano le loro poche ore libere fra letture e meditazione, al fresco di aiuole ombreggiate dagli alberi. Il primo giardino in particolare, quello dove si è svolto l’incontro con l’autore, da allora non è mai stato più “abitato” e solo da venerdì ha ripreso vita grazie alle letture del primo libro in rassegna, interpretate con passione e trasporto da Clarissa Scialdone e Lorena Pasotti del Teatro Osservatorio di Bari. In questo giardino, magico e segreto, tra il garrire delle rondini che volteggiavano nel cielo rosato dall’imbrunire, Alessio Viola si è lasciato andare e ha piacevolmente investito tutti con un fiume di parole: i suoi ricordi, i suoi rimpianti, i suoi rimorsi e la sua filosofia epicurea del vivere hic et nunc. L’atmosfera rilassata e piacevole ha fatto trascorrere in fretta il tempo.

Così su tutti è scesa la sera mentre la dottoressa Rosa Laselva, rappresentante AMOPuglia a Conversano, interveniva dicendo che dalla visione intimistica dell’autore e dunque del malato, c’è molto da imparare e che leggere il libro è servito tanto anche a lei che si trova dall’altra parte e che come medico deve spesso affrontare il qui e ora messo a disposizione dalla scienza e farne tesoro per curare il paziente ma anche stargli vicino nei momenti più dolorosi dell’accettazione della malattia. E’ anche per questo che è nata AMOPuglia, che si occupa dell’assistenza domiciliare ai malati oncologici: per star loro vicino accudendoli senza mai sottrarre dignità al paziente che è sicuramente più confortato dal fatto di poter rimanere fra le mura della sua casa.

Per me ho riservato due parole di introduzione della serata, soffermandomi con emozione sul fatto che quei luoghi avevano accolto tanti anni prima il mio bisnonno, come professore del Liceo Classico Domenico Morea imponente alle nostre spalle e da me frequentato come alunna, e suo cognato come Rettore del Seminario.

E ora torniamo al brindisi dell’inizio a base di vino, elemento più volte citato da Viola nei suoi racconti. Per la serata, bello fresco nei calici, è stato servito il rosato Girofle della Cantina Severino Garofano, “presentato” agli ospiti da Stefano Garofano in persona intervenuto alla serata, e che ben si è sposato all’aperitivo in stile tradizionale pugliese preparato dal team del Seminario, a base di focaccia, friselle, saporiti formaggi freschi e stagionati, i taralli fatti in casa che sulle nostre tavole non mancano mai, e le orecchiette integrali alla crudaiola.

Si è poi fatto tardi. Ed è giunta l’ora di tornare a casa e di lasciare questo luogo incantato e incantevole reso ancor più fiabesco dalle lucine delle luminarie a forma di stella appoggiate agli spessi muri e della scala che conduce idealmente in cima al maestoso albero al centro del giardino che venerdì 17 luglio ospiterà Tommy Dibari con il suo “Sarò vostra figlia se non mi fate mangiare le zucchine”, per il secondo appuntamento con “Un libro prima di cena”.

Vi aspettiamo Al Seminario alle 19,30: non mancheranno altre sorprese!