A Copertino la mostra “Pietro Guida. Piazza d’Italia”

La piazza d’armi del castello di Copertino si popola di “figure” di cemento che offrono al visitatore spezzoni di una vita “sospesa”. Sono le sculture a tutta altezza del maestro Pietro Guida, che ha saputo imprimere quel senso di sospensione spazio-temporale, dal fascino metafisico, che stiamo vivendo ora più che mai.

Grazie alla mostra “Pietro Guida. Piazza d’Italia”, che la Direzione Regionale Musei Puglia e la Direzione del Castello di Copertino presentano al pubblico, il maestro regala l’incanto di piccoli e vibranti gesti di una quotidianità, che lentamente si recupera, dopo la difficile pausa impostaci dal lockdown. E l’inaugurazione della mostra, prevista per il 14 luglio, ha un valore emblematico, in quanto coincide con il 99esimo compleanno di chi ha fatto dell’arte la sua linfa vitale e la sua infinita passione.

L’inaugurazione nel giorno del 99esimo compleanno dell’artista

E’ senza dubbio un longevo innamoramento per la materia, quello che Pietro Guida sa esprimere attraverso le sue sculture, dense di umanità. Sul vigore plastico e sulla purezza formale, si innestano sempre una forte tensione emotiva e la loquacità dei gesti senza tempo. Ora quelle opere sono un invito a ri-popolare i luoghi della condivisione, di cui la piazza è espressione per antonomasia. E anche un altro tema le unisce: è la costante ricerca di un punto di equilibrio, pur nella nostra vulnerabilità. Ecco la ragione che induce Guida a creare figure volteggianti nell’aria come L’acrobata, in bilico sull’orlo di una sedia.

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Le sue “creature” sono spesso su una soglia, una finestra, un balcone o dietro una tenda, che si apre e che rappresenta il limite e la quinta scenica, attraverso cui aprirsi all’altro, al pubblico; per fare incontrare la sfera intima e privata con quella sociale. Quanta contemporaneità è racchiusa in queste sculture che sono state concepite oltre vent’anni fa! Un’umanità scolpita con la quale intessere un dialogo di sguardi e che ci ricorda la bellezza dello sfiorarsi, dell’abbracciarsi, dello stringersi in un avvolgente tango.

Sono solo 14 le opere selezionate, ma hanno molto da raccontare; come il rapporto unico e indissolubile di un padre che porta sulle spalle il figlio che tiene un “bouquet” di palloncini colorati o l’armonia di un tris di archi o la complicità di un incontro di mani su una panchina. L’allestimento della mostra, a cura di Mariastella Margozzi e Lorenzo Madaro, con il coordinamento e la supervisione di Pietro Copani, crea una relazione fra gli spazi architettonici del castello e le sculture che lo animano. Ad ogni angolo si svela la magia di queste statue che come in un fermo immagine riescono a restituire tutta la poesia di attimi rubati allo scorrere della vita.

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E, per sua stessa ammissione, Guida è molto grato ad Arturo Martini, lo scultore che ha saputo creare per primo questo intreccio di narrazione e poesia. Le opere esposte fanno parte della sua collezione della casa- studio di Manduria, da tempo sua città di adozione, mentre le sue radici sono campane. Da Santa Maria in Capua Vetere, luogo di nascita, sceglie Napoli per la sua formazione all’Accademia di Belle Arti e qui fa parte di quel Gruppo Sud la cui prima mostra nel ‘48 è alla Galleria Blu di Prussia. Sono anni importanti anche per un’altra sua grande passione, che è la musica, che si nutre anche dell’assidua frequentazione del teatro San Carlo; fino a quando negli anni ’50 si trasferisce a Taranto, dove sarà anche direttore del Liceo artistico Lisippo e dove opera seguendo sempre diversi filoni di interesse, fra cui quello della mitologia.

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Nella mostra il tema è rappresentato da tre opere fra cui un Orfeo ed Euridice, in versione contemporanea, come coppia in cui l’uomo porta agli occhi un fazzoletto pur di non cedere alla tentazione dell’amata. Ecco un altro tratto distintivo della sua scultura di Guida: la sua capacità di rendere sempre attuale la forza dei sentimenti e ogni forma di resistenza e celebrazione della vita.

Un’appendice della mostra è collocata anche al Castello svevo di Bari, dove è esposta un’unica grande opera, che fa parte del ciclo de I Prigioni, tema sociale caro all’artista e che ancora una volta esprime il bisogno di contatto con l’esterno. L’intero progetto espositivo è stato studiato per consentire ai visitatori di osservare le opere tenendo conto delle attuali norme di sicurezza nei musei nel post Covid. Una piccola sezione interna della mostra accoglie, invece, un nucleo selezionato di disegni dell’artista realizzati con diverse tecniche, tra gli anni ‘80 e gli ultimi mesi, insieme alla proiezione di alcune interviste video al maestro.

La mostra resterà aperta sino al 19 settembre dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30.
Info Copertino (LE) – Castello Angioino Piazza Castello – Copertino
tel. + 39 0832931612 – drm-pug.castellodicopertino@beniculturali.it

Antonella Lippo

Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

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